Entri con il cane al ristorante? Paghi il coperto in più

Una strategia per disincentivare i clienti che portano gli amici a quattro zampe a cena fuori

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 29 Dic. 2018 alle 20:12 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:49
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Immagine di copertina

Un ristorante in Italia ha preso la controversa decisione di far pagare i proprietari che introducono i loro cani nei ristoranti.

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Scelta difficile – Il ristorante La Torre, in via San Vito 37 a Albettone a Vicenza ha deciso di far pagare il coperto anche ai clienti a quattro zampe. Il locale comprende circa 150 coperti ed è tra i più frequentati della Riviera Berica. Non si tratta di una questione di “discriminazione” verso gli animali, “che da noi sono sempre stati i benvenuti”, dicono i titolari, sembra più un tentativo poco lungimirante di dirigere il traffico.

Coperto in più – Dal primo gennaio 2019, i clienti che arriveranno al loro ristorante con i cani al seguito dovranno pagare due euro di coperto anche per loro, esattamente uguale alle persone. Il coperto include una ciotolina per l’ acqua e le eventuali operazioni di pulizia necessarie alla fine del pasto.

Cani difficili – Alcuni animali che vengono portati  all’interno del ristorante sono molto agitati. Uno dei proprietari è il sindaco della città e racconta di un cane piccolissimo che “Fece una pipì sterminata in un angolo della sala principale”, costringendo suo fratello Devid a pulire fino alle due di notte. “Almeno avesse pagato il coperto”, disse Devid, e da quel momento cominciarono a pensare alla strategia del coperto.

Nel menù – Sul cartello informativo del nuovo corso, si legge infatti: «La direzione si riserva la decisione di far entrare o meno animali nel proprio locale». Insomma, cani grandi no, cani che abbaiano no, cani bagnati no: «Non è ipotizzabile che chi viene con la famiglia si trovi al fianco un alano più alto del bimbo undicenne, che sbava e puzza di umidità», ha dichiarato Fabio Formaggio.

Le lamentele – “Io e i miei fratelli abbiamo dei cani”, spiega uno degli altri fratelli, “ma ho anche tre figli piccoli e preferisco i loro schiamazzi ai guaiti del mio golden retriver. In un ristorante la priorità sono le persone che mangiano”.

La legge – Non esiste una norma che regoli la presenza di animali nei ristoranti, c’è una libertà imprenditoriale. Una volta rispettate le norme igienico-sanitarie, ogni cosa è lecita. Anche far pagare Lilli e il Vagabondo che vogliono mangiarsi un romantico piatto di spaghetti.

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