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Viaggio in Angola, tra miseria e il sogno di diventare Dubai

Il fotografo Matteo de Mayda ha visitato l'ex colonia portoghese in vista delle elezioni di agosto, quando José Eduardo dos Santos si dimetterà dopo 37 anni di potere

Immagine di copertina

In Angola a colpire sono soprattutto le contraddizioni, come quella tra la “Marginal” di Luanda, il lungomare simbolo di una capitale che sogna di diventare la nuova Dubai e i musseques, i quartieri della miseria che vengono abbattuti per far posto ai nuovi grattacieli, per ora nudi come scheletri.

L’ex colonia portoghese si prepara in vista delle elezioni di agosto 2017, quando José Eduardo dos Santos si dimetterà da presidente dopo 37 anni di potere.

Una terra ricca di risorse minerarie dove gli investitori cinesi costruiscono intere città pronte ad ospitare migliaia di loro concittadini asiatici, mentre quello che un tempo era l’albergo più bello della capitale viene oggi abitato da una comunità di ragazzini senzatetto.

Seguendo le tracce dello scrittore polacco Kapuściśki, che ha raccontato la conquista dell’indipendenza angolana nel libro Ancora un giorno, il fotografo italiano Matteo de Mayda è arrivato nella regione del Cunene, dove si incontrano le piogge torrenziali che stanno ripristinando la flora della regione, dopo più di un anno di siccità.

E proprio tra i baobab della savana nel sud dell’Angola si è imbattuto in un cimitero di carri armati, lì ad arrugginire dal 1975, quando tentarono di raggiungere la capitale per la proclamazione d’indipendenza dal Portogallo. Il suo reportage, visibile di seguito, continua fino alla “Casa de espera” a Chiulo, un luogo in cui le donne in procinto di partorire trovano accoglienza, percorrendo decine di chilometri anche a piedi, gestito dalla ONG italiana Medici con l’Africa CUAMM.

Matteo de Mayda è fotografo e art director focalizzato su progetti per buone cause. Ha collaborato con diverse Ong, come Emergency, World Health Organization, LAV e Greenpeace per comunicare i loro progetti attraverso campagne e reportage.

Ha realizzato documentari in Italia, Guatemala, Cina, Lituania e Stati Uniti e pubblicato il suo lavoro su The GuardianInterviewGestaltenNational GeographicWiredRolling Stone Magazine. Inoltre, ha partecipato a diverse mostre, personali e collettive, come quella nella Sede delle Nazioni Unite, in Svizzera (2013) e alla 15ma Biennale di Architettura a Venezia (2016). Il suo sito è www.matteodemayda.com.

Di seguito, le immagini scattate in Angola a marzo 2017:

(Credits per tutte le immagini: Matteo de Mayda)

Carlos Antonio Kalanga, maître dell’Hotel Tivoli, in cui ha soggiornato lo scrittore Ryszard Kapuściński.

Vista sui grattacieli di Luanda.