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La deriva di Uomini e Donne

"Va bene il trash, va bene la leggerezza, ma qui siamo oltre. Certi proclami alle tre del pomeriggio quando i ragazzini a cui poi propiniamo approfondimenti sulla parità di genere sono spesso davanti alla tv, anche no. E non ce la caviamo con un 'basta cambiare canale', perché rivendico il diritto di poter guardare anche delle frivolezze senza dover necessariamente poi assumere quintali di digestivo". Il commento di Anna Carluccio

Di Anna Carluccio
Pubblicato il 7 Feb. 2021 alle 18:40 Aggiornato il 7 Feb. 2021 alle 18:46

La deriva di Uomini e Donne

Tra le tante anomalie della televisione italiana ce n’è una che si ripete quotidianamente dal lunedì al venerdì tra le 14.50 e le 16 circa. È a quell’ora che vanno in onda le puntate di Uomini e Donne, il celebre programma di Maria De Filippi che dal 2001 si è tramutato in “dating show” per formare delle coppie davanti alle telecamere.

In principio era il “Tronista“, format che tuttora resiste, anche se un po’ fiaccamente, ormai trasformato, nella maggior parte dei casi, in una involontaria fabbrica di influencer pronti a conquistare i social a colpi di biberoni snellenti. Poi dal gennaio 2010 debutta il cosiddetto Trono Over, i cui partecipanti hanno qualche anno in più.

Un format che prevede la presenza di due gruppi che con una certa imprudenza vengono definiti “Cavalieri” e “Dame“, i quali possono scegliere di sentirsi e incontrarsi anche al di fuori dello studio televisivo “purché la redazione sappia”. Una formula che, contro ogni previsione, ha ottenuto sempre più successo, anche a scapito dei troni giovanili, confermando, qualora ce ne fosse stato bisogno, il grande “fiuto mariano” in fatto di gusto popolare.

E diciamolo, per gli amanti del genere, il programma per anni è stato un piacevole e frivolo intrattenimento. Certo, non esente da cadute di stile o picchi trash, ma tutto sommato abbastanza innocuo. Capitava il tronista che per scegliere la sua bella non poteva fare a meno di esplorare il cavo orale di tutte le corteggiatrici, capitavano le risse verbali a colpi di “anvedi questa“, “falsaaa“, “ma come te sei vestita?!”, o di assistere alle crisi di nervi di signore di 60 e passa anni ferite nell’orgoglio da un voto basso incassato durante la sfilata, momento cult del programma.

Ultimamente però la situazione sembra essere sfuggita un po’ di mano. E chi come la sottoscritta potrebbe elencare tutti i tronisti e le troniste degli ultimi 20 anni, come si elencherebbe la mitica nazionale dei mondiali dell’82, da qualche tempo prova un certo sgomento. Sì, perché chi guardava il programma per commentare schermaglie amorose più o meno plausibili, o per sorridere vedendo Tina perdere le staffe e abbandonare lo studio con quell’iconico “Maria io esco“, beh diciamo che oggi si diverte un po’ meno.

Ormai da parecchio i cavalieri hanno perso la fulgida armatura e le dame la proverbiale classe. Gli scontri sono all’ordine del giorno e il campo su cui si consuma la battaglia è, non quello di bocce, ma quello dei social, divenuti protagonisti indiscussi del programma e delle sue dinamiche. Così si litiga a morte per un like, per un account fake, per i followers, le sponsorizzazioni e le storie Instagram… e tutto viene portato in trasmissione come si trattasse di materiale per una istruttoria in uno scottante processo antiMafia.

Processo a colpi di screenshot e registrazioni di telefonate, ma in cui la regina delle prove è assolutamente lei: la chat privata, aggettivo che in questo contesto perde di significato. Basta che qualcuno, per avvalorare l’accusa di falsità verso il proprio antagonista, faccia cenno a delle eventuali conversazioni private in qualche modo compromettenti, per far sì che al grido di “E vediamo queste chat!!” il cellulare del malcapitato finisca nelle mani dell’ispettore Gianni Sperti.

Colui che del controllo dei telefoni altrui ha fatto una missione, peggio di una mamma apprensiva o di un fidanzato geloso. Ora, già su questo copione visto più volte, e sulla scelta di mandarlo in onda, trattandosi di un programma registrato, ci sarebbe qualcosa da obiettare. Ma con ciò che si è visto lo scorso mercoledì la sensazione è che si sia perso il controllo.

Questi i fatti: ci sono un cavaliere e una dama che dopo una frequentazione non andata a buon fine continuano a scontrarsi, finché lui ossessionato dal dimostrare che era stata lei a cercarlo e “illuderlo” si gioca la carta definitiva: “Io ti ho rispettato – le dice – con tutto che vai in giro dicendo che sei una donna di vecchie tradizioni”. E allora colui che si autodefinisce “galantuomo” pensa bene di chiamare in causa come prova i filmini compromettenti che la donna gli avrebbe inviato.

Lei nega e lo incalza: “Tirali fuori questi filmini!”. Tu sei lì che pensi: che questi video esistano oppure no, qualcuno sentirà puzza di “revenge porn” e fermerà questo scempio? Macché, Maria tenta di ridimensionare dicendo “saranno dei normali video“, mentre l’ispettore Sperti parte alla carica: “Saranno cose intime ma nel momento in cui lei lo stuzzica e non fa altro che ingiuriarlo, lui si difende, era normale che sarebbe successo!”.

Capito? Era normale. Arriva poi il momento di ispezionare le succulente prove. Peccato che sul telefono di video “hard” non si trovi traccia ma ci sia un semplice filmato della donna davanti a un camino. “Questo è quello che ti posso far vedere” ha spiegato il nostro eroe all’ispettore, alludendo ad altro materiale, per poi, come solo i veri uomini sanno fare, prima ritrattare tutto (“No non ci sono altri video”) e poco dopo infliggere l’ultimo vile colpo di coda: “Ti dimentichi i filmini cancellati: ce siamo stati io e te sul letto”. Et voilà. Sipario.

Da quel momento la dama, dopo settimane che in studio era bersaglio di un fuoco incrociato da più parti, ha abbandonato il programma con una sola grande colpa, non averlo fatto prima. Quello che va sottolineato è che questo episodio, che giustamente ha suscitato un clamore particolare, è solo la punta di un iceberg che si muove silenziosamente da tempo nelle profondità del fondale televisivo.

E di scene simili se ne potrebbero citare parecchie altre perché non è la prima volta che frequentazioni intime, vere o presunte, vengono spiattellate in puntata contro la volontà dei diretti interessati. Ora io capisco che la redazione non possa perdere il timone e voglia giustamente essere informata sull’evolversi dei rapporti nati all’interno del programma, ma da lì a instaurare un clima degno della Santa Inquisizione ce ne dovrebbe passare.

Ma di fulgidi casi ce ne sono altri: solo poche settimane fa un altro esimio protagonista del programma, più volte distintosi per le sue uscite di stampo medievale, aveva teorizzato come una donna per poter stare accanto a lui non debba aver avuto rapporti fisici con persone con cui si è “seduto a tavola”, e che la medesima donna “deve permettere all’uomo di fare l’uomo e di coccolarla e accudirla”.

Un cavaliere specializzato nell’arte di proclamarsi rispettoso e galantuomo finché le cose vanno bene ma pronto a rivoltarsi quando la relazione è al capolinea. “Si tutela una donna per piacere a quella donna – aveva sentenziato a favore di telecamera – quando ti accorgi che ti ha mentito allora non la tuteli più”.

Tutto chiaro? Roba da prendere appunti. È in casi come questi che tu sei lì a chiederti, conoscendo il talento speciale di Maria e della sua redazione nel lanciare con la fionda fuori dagli studi Mediaset gli ospiti sgraditi, perché ci debbano continuare a propinare questi personaggi.

In una puntata di non molto tempo fa la conduttrice, riferendosi alle scelte redazionali in merito ai partecipanti, aveva detto: “La redazione fa televisione e privilegia quelli che secondo lei è giusto stiano in televisione”. Ecco, su questo concetto di “giusto” in molti avrebbero qualcosa da obiettare. Perché se per giusto si intende “ciò che fa ascolti” va bene, ce ne faremo una ragione, ma nessuno potrà convincermi che sia “giusto” che questa gente blateri davanti a milioni di spettatori.

Perché va bene il trash, va bene la leggerezza, ma qui siamo oltre. Certi proclami alle tre del pomeriggio quando i ragazzini a cui poi propiniamo approfondimenti sulla parità di genere sono spesso davanti alla tv, anche no. E non ce la caviamo con un “basta cambiare canale”, perché rivendico il diritto di poter guardare anche delle frivolezze senza dover necessariamente poi assumere quintali di digestivo.

Così come è davvero necessario trascendere così tanto in allusioni sessuali di vario genere, descrizioni fisiche delle signore manco fossimo al mercato del bestiame, e turpiloqui infiniti (silenziati in post produzione ma comprensibilissimi) tanto da arrivare a chiedersi se sia l’audio della tv ad avere dei problemi? Capitolo a parte poi lo meriterebbe Gemma Galgani, dama che siede nel parterre più o meno da quando Pippo Baudo iniziò a fare televisione.

Una signora di 71 anni della quale, con la sua totale complicità sia chiaro, vengono passati sotto la lente anche i minimi dettagli dei suoi incontri amorosi talvolta con allusioni più consone a uno spogliatoio che a un programma in fascia protetta. Una signora che per parecchie puntate ha portato avanti una frequentazione totalmente inverosimile con un 26enne interessato a lei quanto io all’astrofisica.

È chiaro perché sembra che la rotta sia andata persa? E a rendere tutto ancora più inverosimile è il tacito assenso che avvolge tutto questo, quasi si trattasse di una speciale “zona franca” della tv, quella stessa tv in cui la povera Bianca Guaccero stava per essere sacrificata sotto al Cavallo di via Mazzini per il tutorial sulla spesa sexy. Ok, direte, quella è tv di Stato pagata da noi, ma davvero basta come giustificazione?

E poi a ben vedere da mesi Signorini e Barbara d’Urso vengono costantemente messi all’indice dai social, opinione pubblica e censori vari per il gusto discutibile di molte delle loro scelte televisive, mentre “queen Mary” sembra godere di una speciale immunità. Per carità i suoi programmi funzionano sempre come macchine perfette e lei è una professionista capace e intelligente ma, proprio per questo, ha tutti gli strumenti per fermare questa deriva e riconsegnare al pubblico quella leggerezza e quelle emozioni che hanno reso Uomini e Donne uno dei programmi più longevi e seguiti degli ultimi 20 anni.

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