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Lettera di contestazione della Rai a Sigfrido Ranucci: “Violate norme interne”

Credit: AGF

Il giornalista ha cinque giorni per rispondere

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 16 Set. 2026 alle 14:00

La Rai ha inviato una lettera di contestazione a Sigfrido Ranucci in seguito all’esito dell’istruttoria del comitato etico dell’azienda. Nella missiva, che secondo l’Adnkronos sarebbe stata protocollata e trasmessa al giornalista nella giornata di martedì 15 settembre, si accuserebbe l’ex conduttore di Report di violazioni delle norme aziendali sulle condotte personali dei dipendenti. Il procedimento, che non è legato alla rimozione del giornalista dalla trasmissione d’inchiesta che l’azienda considera una scelta editoriale, potrebbe portare a un richiamo, una sospensione e in extremis al licenziamento.

La notizia arriva all’indomani del ricorso d’urgenza depositato dal giornalista attraverso il quale chiede il reintegro a Report. Il ricorso è stato presentato al Tribunale del Lavoro di Roma dagli avvocati di Ranucci, i quali hanno ripercorso la storia professionale del conduttore fino all’attentato subito lo scorso ottobre “strumentalizzato al fine di delegittimare la reputazione professionale di Sigfrido Ranucci e la trasmissione Report mediante una campagna di denigrazione personale e professionale del Ranucci avvenuta con la diffusione di dichiarazioni, articoli di stampa, congetture e insinuazioni”. I legali, inoltre, sottolineano come la rimozione dalla conduzione risulti “manifestamente carente di motivazione” anche con riferimento ”agli obblighi di servizio pubblico e di tutela dell’indipendenza e autonomia del giornalismo d’inchiesta da parte dell’Azienda concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo”.

Inoltre “l’inconsistenza e la genericità della motivazione prospettata dall’Azienda, lette unitamente alla successione temporale delle pressioni e sollecitazioni politiche dirette a ottenere la rimozione di Ranucci” integrano “un quadro indiziario grave, preciso e convergente, idoneo, già nella presente sede cautelare, a fondare la presunzione dell’esistenza di un motivo discriminatorio”. Riguardo alle alternative proposte a Ranucci si sottolinea che i “tre ruoli offerti a Ranucci rappresentano, tutti, una grave mortificazione professionale. Il ruolo di ‘TG3 Vicedirettore’ ad personam redazione Speciali e Podcast è sostanzialmente fittizio perché di fatto non esistono gli speciali” e “ancora peggio per la posizione ‘Rai News 24 Vicedirettore ad personam’ con delega alla redazione Approfondimenti e Inchieste: in questo contesto, ciascun giornalista conduce la sua inchiesta; quindi, non sussisterebbe alcun ruolo gerarchico o di responsabilità autoriale, con perdita della posizione di conduttore stabile”.

Sul ruolo di corrispondente al Cairo, invece, “risulta del tutto eterogeno rispetto a quello di autore e conduttore di una trasmissione di inchiesta e approfondimenti, e comporterebbe la vanificazione di tutta la professionalità acquisita e affinata nella posizione di autore e conduttore di Report” e ”il trasferimento al Cairo comporterebbe per il Ranucci rilevantissimi e prevedibili rischi per la sicurezza personale”. Secondo i legali di Ranucci, quindi, sussiste “il fumus della violazione del principio di equivalenza professionale e del diritto del ricorrente al ripristino delle mansioni precedentemente svolte”. Con il ricorso si chiede che “il giudice, accertata incidenter tantum e nei limiti propri della cognizione cautelare l’illegittimità della determinazione impugnata” sospenda “gli effetti, ordini alla Rai di riassegnare immediatamente Ranucci alle mansioni precedentemente svolte di autore e conduttore di Report, in tempo utile per la prima puntata della nuova stagione prevista per l’8 novembre 2026” e dichiari ”in via provvisoria la nullità e comunque l’illegittimità del provvedimento della Rai del 28 agosto 2026″.

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