Dall’intervista a Muammar Gheddafi a Beppe Grillo: Ilaria D’Amico ripercorre la sua carriera in un’intervista a Fanpage. Riguardo all’intervista all’ex leader libico, la giornalista ricorda: “Fu un colpaccio. Una di quelle robe che pensi che non succederanno mai, ma poi accadono. Fu il frutto di una semina partita da lontano. Conoscevo il figlio di un ex diplomatico libico molto amico del figlio calciatore di Gheddafi. Era stato lui a favorire il suo arrivo al Perugia. Avendo una ‘passionaccia’ per la politica gli buttai lì l’idea di un’intervista, consapevole che non si sarebbe concretizzata. Si verificò tuttavia l’assalto al consolato di Bengasi, con Gheddafi che decise rilasciare dichiarazioni, rifiutandosi però di farlo con i canali tradizionali. Accettò di farlo con Sky. Avvisai subito Emilio Carelli, che era direttore di Sky Tg24, e partii immediatamente. Fu una trasferta estenuante. Aspettai tre giorni. Ci fissava gli appuntamenti e non si presentava. Non dormii mai. Finalmente una mattina ci chiamarono per comunicarci che era la volta buona. Ci vennero a prendere e ci trasferirono in un posto deciso da loro. Mi accolse all’interno di una tenda. Avrei dovuto avere a disposizione a malapena 15 minuti. Alla fine diventarono 55″.
Diversa l’ospitata di Beppe Grillo quando la conduttrice era al timone di Exit, in onda su La7: “Frequentavo Beppe come amico. Andavo ai suoi spettacoli, con altre conoscenze comuni cenammo spesso assieme. C’era un bel rapporto e mi venne in mente di raccontare il Movimento che stava nascendo. Gli telefonai e la prima reazione fu un ‘no’. Ma poco dopo mi richiamò: ‘Se mi mandate in diretta, la faccio’. Gli spiegai che il programma era live e che avrebbe potuto parlare liberamente, affrontando i temi che ci interessava approfondire. Grillo non infierì su Telecom. Non sparò per niente a zero perché aveva stima di Franco Bernabè. Il problema fu che bersagliò molti altri, senza affrontare gli argomenti sul tavolo e senza rispondere ad alcuna domanda. Non ci furono interazioni, fece il suo soliloquio e se ne andò. La lessi come un’imboscata e mi incazzai molto. Sono cose che non si fanno”. Un show che compromise la loro amicizia: “Ma oggi non provo alcun tipo di rancore. Delle persone mi tengo gli aspetti positivi e con Grillo ho condiviso momenti di ilarità”.
Ilaria D’Amico, poi, ricorda quando Daniela Santanché la insultò affermando: “Se le mettessero una telecamera nelle mutande stia pur certa che il giudice scoverebbe qualche reato”. La giornalista racconta: “Mi chiamarono tanti uomini per esprimermi solidarietà e sottolineare la volgarità di quella frase. Erano disgustati da un gesto senza senso. Fu una frase uscita male, pronunciata da una donna verso un’altra donna. Lì per lì provai fastidio, ma la brutta e sciatta figura fu tutta sua. Non ricevetti mai le scuse”. Sul suo presente e futuro, invece, la conduttrice afferma: “Mi vengono proposte tante cose, ma non sento che mi sia giunta quella giusta. Mi riaffaccerò quando arriverà qualcosa capace di riaccendermi. Non deve essere necessariamente un programma di politica. Il mio non è snobismo, sono stata in tv ininterrottamente per ventotto anni e posso permettermi di scegliere cosa fare e di immaginare qualcosa in tv o altrove che piace a me”.