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“I Fili dell’Odio”: il documentario di Santoro in anteprima per una settimana su TPI

Dal 2 al 16 dicembre 2020 in anteprima su TPI il documentario "I Fili dell'Odio", realizzato con la collaborazione di Michele Santoro. Una produzione indipendente dedicata all’odio online, un viaggio dentro la rete che dimostra l’esistenza di un totalitarismo digitale europeo che ha fatto dell’internet, e in particolare delle reti sociali, un terreno fertile per la propaganda. Come funzionano le centrali dell’odio. Quali sono le conseguenze sulle reti sociali delle politiche messe in atto da queste organizzazioni. Chi sono le vittime dell’odio

Di TPI
Pubblicato il 2 Dic. 2020 alle 22:01 Aggiornato il 9 Dic. 2020 alle 20:27

“I Fili dell’Odio”: il documentario di Michele Santoro in anteprima su TPI | VIDEO

In anteprima per una settimana arriva su TPI “I Fili dell’Odio”, documentario realizzato con la prestigiosa collaborazione di Michele Santoro. Si tratta della prima produzione italiana dedicata all’odio online, un viaggio dentro la rete che dimostra l’esistenza di un totalitarismo digitale europeo che ha fatto dell’internet, e in particolare delle reti sociali, un terreno fertile per la propaganda. Il filmato sarà visibile sul nostro sito dal 2 dicembre 2020 alle 22 e fino al 16 dicembre a mezzanotte. Di seguito il documentario pubblicato su You Tube (QUI il trailer).

La scheda di presentazione del documentario

Le persone: Liliana Segre, Ada Colau, Papa Francesco. La politica e la storia: Olocausto, antisemitismo, misoginia. Gli input che partono dalle centrali dell’odio seguono sempre lo stesso schema: colpire laddove c’è qualcuno o qualcosa intorno al quale muovere il consenso politico. L’indagine prende il via dagli studi di tre esperti – Alex Orlowski, Matteo Flora e Silvia Brena – che nel corso degli anni hanno individuato le centrali di propaganda e monitorato i percorsi, ricostruendo le reti che legano insieme personalità diverse, tutte ugualmente vittime di odio online: i Fili dell’#Odio, appunto. Come funzionano le centrali dell’odio. Quali sono le conseguenze sulle reti sociali delle politiche messe in atto da queste organizzazioni. Chi sono le vittime dell’odio. Le parole generano gesti. Generano azioni.

Gli autori del documentario I Fili dell’Odio sono Tiziana Barillà, Daniele Nalbone e Giulia Polito. La regia è di Valerio Nicolosi. Una produzione di Zerostudio’s e cooperativa Il Salto. Nel filmato, realizzato come detto con la collaborazione di Michele Santoro, intervengono figure di primo piano che sanno bene cosa significhi l’odio online, perché lo hanno subito e lo subiscono sulla propria pelle: tra gli altri, la sindaca di Barcellona Ada Colau, l’ex presidente della Camera Laura Boldrini e la scrittrice Michela Murgia.

Presentando il documentario su TPI, Michele Santoro ha svelato: “Ho provato a proporre il documentario a varie Strutture della Rai. Non hanno voluto prenderlo in considerazione. Non è la prima volta che mi trovo di fronte a una dimostrazione così grave di ottusità. È inconcepibile che la situazione sia ancora questa dopo che Beppe Grillo, autore di clamorose denunce contro la censura, ha portato il suo Movimento al governo e i Cinque Stelle hanno addirittura potuto decidere il nome dell’Amministratore Delegato della Rai e dei Direttori di reti e telegiornali. C’era da aspettarsi un Rinascimento della principale azienda culturale del Paese. Ci troviamo invece di fronte a un conformismo che non ha uguali perfino nella stagione monopolistica del Cavaliere. Ad eccezione di Report, mai le trasmissioni di approfondimento giornalistiche della Rai sono state così insignificanti e con ascolti così bassi, mai la satira così assente, mai i telegiornali così omologati”.

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