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    Ex Ilva, Conte ai lavoratori in sciopero: “Non ho la soluzione in tasca”. Le proteste dei cittadini: “Chiudete la fabbrica”

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 8 Nov. 2019 alle 17:48 Aggiornato il 18 Nov. 2019 alle 16:24

    Taranto: incontro tra il premier Conte e i lavoratori dell’Ilva in sciopero

    Il premier Giuseppe Conte è arrivato a Taranto per un incontro con i lavoratori dell’ex stabilimento dell’Ilva, che nella giornata di oggi, venerdì 8 novembre, hanno proclamato uno sciopero di 24 ore.

    Il presidente del Consiglio è arrivato allo stabilimento intorno alle 17 e 30 di venerdì 8 novembre per avere un faccia a faccia con i dipendenti, accompagnato da alcuni dirigenti del siderurgico.

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    Conte è stato accolto da una folla di cittadini che hanno chiesto a gran voce la chiusura dello stabilimento, poi ai lavoratori che lo assediavano ha detto: “Parlerò con tutti, ma con calma”. Il premier, poi, ha affermato di “non avere la soluzione in tasca”.

    Tra i vari scambi di battute che Conte ha avuto con le persone asserragliate fuori dalla fabbrica, c’è quello con una signora che ha detto al premier di “voler fare una famiglia a Taranto, la città in cui voglio vivere”. Un disoccupato, invece, ha chiesto a Conte di “far rispettare la Costituzione”. Alla domanda di Conte su quale parte, l’uomo ha risposto: “Quella che riguarda la salute e il lavoro”.

    Successivamente, il premier ha preso parte al consiglio di fabbrica permanente di Fim, Fiom e Uilm.

    Qui, Conte ha dichiarato che il dossier ex Ilva: “È prioritario per il governo. Dobbiamo gestirlo tutti uniti, non solo il governo, ma anche voi. Tutti insieme dobbiamo combattere questa  battaglia. Come sistema Paese”.

    L’incontro con gli enti locali e l’apertura alla nazionalizzazione

    Anche nella giornata di ieri, giovedì 7 novembre, il premier si era occupato della questione Ilva incontrando gli enti locali e i sindacati a Palazzo Chigi. Nella serata, inoltre, Giuseppe Conte era stato protagonista della puntata di Porta a porta, durante la quale aveva parlato, tra le altre cose, della “fuga” della ArcelorMittal, ma anche della possibilità di nazionalizzare l’Ilva.

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    “Stiamo già valutando tutte le possibili alternative ma ora non ha senso parlarne – aveva affermato Conte – Aspetto una proposta dal signor Mittal e vorrei incontrarlo nelle prossime ore”. Il presidente del Consiglio, inoltre, non aveva escluso una battaglia giuridica contro la multinazionale, ammettendo che: “Gli strumenti giuridici ci sono”.

    “Confido che il presidente Mittal, al quale regalerò una copia del mio libro Impresa responsabile, possa comprendere che non si può a distanza di poco tempo disattendere gli impegni. Siamo disponibili ad aprire un tavolo” aveva poi dichiarato il presidente del Consiglio.

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