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    Siria, Salvini: “Stop soldi alla Turchia, non siamo complici di Erdogan”

    Il leader della Lega contro l'offensiva della Turchia scattata mercoledì nel Nord-Est della Siria contro i curdi, ritenuti da Ankara "terroristi"

    Di Maria Teresa Camarda
    Pubblicato il 11 Ott. 2019 alle 11:20 Aggiornato il 10 Gen. 2020 alle 20:15

    Salvini: stop soldi alla Turchia, non siamo complici di Erdogan

    “Sospendere immediatamente ogni forma di finanziamento, italiano ed europeo, alla Turchia”. Il leader della Lega, Matteo Salvini, interviene duramente sull’offensiva della Turchia scattata mercoledì nel Nord-Est della Siria contro i curdi, ritenuti da Ankara “terroristi”. “Noi, a differenza di Conte e Di Maio, non vogliamo essere complici delle stragi di Erdogan”, ha detto Salvini, riferendosi alle posizioni che attribuisce al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, suoi ex alleati.

    Una risposta, seppur indirettamente, arriva dalla viceministra per gli Affari europei francese, Amelie de Montchalin. “La possibilità di imporre sanzioni alla Turchia è sul tavolo e l’Ue ne discuterà al Consiglio europeo della settimana prossima”, ha detto ai microfoni di France Inter. La de Montchalin ha aggiunto che “non si può rimanere impotenti di fronte a una situazione scioccante per i civili, per le forze siriane per 5 anni al fianco della coalizione anti-Isis, ma soprattutto per la stabilità della regione”.

    Intanto, l’Italia ha convocato l’ambasciatore turco per esprimergli la più ferma condanna per l’attacco contro i curdi siriani e definisce “inaccettabili” le minacce di Ankara sui profughi. Il premier Giuseppe Conte non usa mezzi termini: le parole del presidente Recep Tayyip Erdogan, pronto a spedire in Europa oltre tre milioni e mezzo di profughi se Bruxelles si metterà di traverso, sono un vero e proprio “ricatto”.

    “Non possiamo accettare che ci possa essere un ricatto tra l’accoglienza fornita dalla Turchia” ai rifugiati, “meritevole ma con fondi europei, e l’offensiva in Siria”, ha detto Conte.

    “Il fatto che ci siano rapporti commerciali con la Turchia, e che faccia parte della Nato, non sono elementi che possono in questo momento rendere accettabile un intervento militare”, ha aggiunto Conte, intervenuto telefonicamente a Piazza Pulita, su La7.

    Dello stesso parere anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Sull’operazione lanciata dalla Turchia in Siria “condanniamo con forza ogni tipo di intervento militare perché rischia di pregiudicare gli sforzi della coalizione anti Isis. La soluzione della crisi siriana non può passare attraverso l’uso delle armi, ma attraverso dialogo e diplomazia. Il popolo siriano ha già sofferto abbastanza”, ha detto in un’intervista Repubblica.

    L’ambasciatore turco: “Delusi e scioccati dall’Italia”

    “Siamo scioccati e delusi dalle dichiarazioni del governo italiano”, perché “non è ciò che ci aspettiamo da un alleato” e “lo siamo egualmente per altri Paesi alleati”. Lo ha detto l’ambasciatore di Turchia in Italia, Murat Salim Esenli, in conferenza stampa all’ambasciata a Roma. “L’Italia per noi è un partner strategico e per questo abbiamo aspettative e abbiamo consultazioni politiche regolari, a livello ministeriale e di segretari generali”, ha spiegato.

    “Spero che il governo dell’Italia, ad alti livelli, capisca da dove veniamo” e “perché stiamo facendo quest’operazione”.

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