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    Raffaele Cantone premier: l’ipotesi per il governo di larghe intese Pd-M5S

    Di Marco Nepi
    Pubblicato il 12 Ago. 2019 alle 07:37 Aggiornato il 12 Ago. 2019 alle 15:18

    Raffaele Cantone premier: l’ipotesi per il governo Pd-M5S

    Raffaele Cantone premier: è l’ipotesi che circola nelle ultime ore per un eventuale governo di larghe intese sostenuto da Pd e Movimento 5 Stelle, o da Matteo Renzi, pentastellati e altre formazioni, dopo la crisi di governo scatenata da Matteo Salvini. Ne parlano alcuni dei principali quotidiani oggi, lunedì 12 agosto 2019, nelle stesse ore circolano voci di una scissione nel Partito Democratico.

    L’alternativa alle elezioni anticipate subito, chieste dalla Lega con insistenza, è la nascita, dopo quello gialloverde, di un governo istituzionale, un esecutivo di legislatura: scenario che piace a Renzi e che, come riporta Repubblica, non vede ostili neanche gli esponenti Dem Graziano Delrio e Matteo Orfini.

    L’idea dei sostenitori di questa soluzione è un governo che duri circa tre anni, almeno fino all’elezione del nuovo presidente della Repubblica, nel 2022: una scelta che Democratici e grillini non intendono lasciare alla destra sovranista.

    > Crisi di governo, Salvini: “Parlerò con Berlusconi e Meloni”. Il Pd si divide tra Zingaretti e Renzi

    L’esponente Goffredo Bettini ha parlato ieri di “operazione limpida” da effettuare per arrivare a un’intesa, operazione che dovrebbe verificare “se i 5 Stelle sono in grado di cambiare radicalmente il gruppo dirigente che ha fallito, di abbandonare i temi più demagogici ed eversivi, di concordare un programma di ferro per la rinascita del Paese”.

    Repubblica spiega che l’ipotesi è di un vero e proprio governo Pd-M5S, che presuppone però un passo indietro di Luigi Di Maio. Un ruolo di primo piano potrebbe averlo Roberto Fico. L’esecutivo dovrebbe avere poi poche priorità programmatiche.

    Il premier dunque potrebbe essere “una figura di grande autorevolezza democratica, nazionale e internazionale”, ha scritto Bettini. Nel totonomi viene coinvolto soprattutto l’ex presidente dell’Autorità Anticorruzione Cantone. Ma i giochi vengono considerati davvero prematuri, anche se i contatti con i pentastellati sono in corso.

    Il Fatto Quotidiano spiega che un accordo tra Renzi e il M5S in discussione si regge su tre pilastri. Primo: un rapporto deficit/Pil 2020 vicino al 2,9 per cento per evitare che la legge di Bilancio sia troppo sanguinosa. Secondo: appoggio dei gruppi parlamentari Pd o, se il segretario Dem Nicola Zingaretti si oppone, di gruppi autonomi composti da renziani e fuoriusciti da Forza Italia. Terzo: Raffaele Cantone premier. La partita è aperta.

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