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    Come ha reagito la Borsa italiana dopo le elezioni

    Male i titoli bancari e Mediaset, ma le altre Borse europee sono in rialzo dopo il referendum Spd in Germania

    Di Enrico Mingori
    Pubblicato il 5 Mar. 2018 alle 13:58 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:30

    Lunedì 5 marzo 2018, all’indomani delle elezioni politiche italiane (leggi qui com’è andata), la Borsa di Milano ha aperto con un brusco calo del 2 per cento. L’indice di Piazza Affari ha recuperato in pochi minuti l’1,5 per cento, ma sul mercato tricolore la mattinata è stata caratterizzata da nervosismo.

    A pesare sono stati soprattutto i crolli dei titoli bancari e quello di Mediaset, che hanno registrato flessioni superiori al 5 per cento.

    Il titolo del Monte dei Paschi di Siena è stata sospeso in apertura per eccesso di ribasso e successivamente riammesso alle contrattazioni. Banco Bpm alle ore 11.30 registrava un calo del 5,64 per cento, Bper del 7,12 per cento, Mediaset del 4,79 per cento.

    Secondo gli analisti, l’andamento negativo della Borsa è strettamente legato al risultato del voto. Gli operatori avvertono infatti un aumento del rischio di instabilità politica in Italia in seguito ai risultati superiori alle aspettative ottenuti da Movimento 5 Stelle e Lega, partiti euroscettici.

    Intermonte, società specializzata nell’analisi finanziaria, ritiene che “i manifesti politici del M5s e della Lega non siano amichevoli nei confronti delle banche e delle istituzioni finanziarie in generale”, e possono quindi generare un ampliamento dello spread dei bond governativi e mettere pressione sul settore finanziario.

    Il “rischio maggiore” secondo i mercati è che l’Italia possa cambiare rotta rispetto al programma di riforme adottato negli ultimi anni. “In caso di stallo prolungato e alla luce del rischio di un governo avverso al mercato- scrive Intermonte – prevediamo il rischio che alcune aziende domestiche o internazionali possano ritardare o riconsiderare gli investimenti”.

    Secondo Ubs, “un’ampia coalizione sarebbe ben recepita dai mercati, perché si potrebbe tradurre in stabilità politica e disciplina fiscale”. Ma non sarebbe ben vista un’alleanza di governo tra Movimento 5 Stelle e Lega Nord: questo, infatti, “sarebbe lo scenario peggiore per i mercati”.

    Tuttavia “ripetere le elezioni potrebbe prolungare l’incertezza e pesare sugli asset italiani e sulla percezione dei mercati del rischio Italia”.

    Come avvenuto per i titoli azionari anche lo spread tra Btp e Bund, ossia il differenziale di rendimento tra i titoli decennali italiani e quelli tedeschi, è tornato a ridursi e viaggia sotto i 140 punti base, dopo che in avvio di seduto era schizzato a 144 punti base. Alla chiusura di venerdì 2 marzo lo spread si attestava a 134 punti base.

    Il rendimento dei titoli decennali italiani è vicino al 2 per cento, a fronte dell’1,91 per cento della chiusura di venerdì 2 marzo.

    Contrariamente a Piazza Affari, gli altri principali listini europei hanno registrato moderati rialzi. Dopo un’ora di contrattazioni, Parigi e Francoforte guadagnavano lo 0,4 per cento, Londra lo 0,3 e Madrid lo 0,2 per cento.

    A livello europeo, assieme al voto italiano, conta molto il risultato del referendum tenuto ieri 4 marzo in Germania all’interno del Spd, il partito socialdemocratico, i cui iscritti hanno votato a favore della Grande Coalizione di  governo con la Cdu della cancelliera Angela Merkel.

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