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    Dalla Xylella curata con il sapone alle teorie no-vax: chi è Lello Ciampolillo, il senatore che ha votato in extremis

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 20 Gen. 2021 alle 10:14 Aggiornato il 20 Gen. 2021 alle 10:42

    Crisi di governo: chi è Lello Ciampolillo, il politico del Var in Senato

    La crisi di governo si è risolta, quantomeno in Parlamento, con un voto thrilling al Senato, che ha visto anche l’intervento del Var per verificare la validità del voto di Lello Ciampolillo: ecco chi è il politico diventato l’uomo del momento.

    Alfonso Ciampolillo, detto Lello, è nato a Bari il 2 febbraio 1972. Di professione impiegato, nel 2009 si candida a sindaco della sua città natale per il Movimento 5 Stelle, ottenendo 767 voti, pari allo 0,4% dei consensi.

    Nel 2013 viene eletto al Senato per il Movimento 5 Stelle nella circoscrizione Puglia. Membro della VIII Commissione permanente (Lavori pubblici, comunicazioni) e della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Ciampolillo viene rieletto senatore nel 2018 sempre per il M5S.

    Membro della 3ª Commissione permanente (Affari esteri, emigrazione) e della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, nel 2020 viene espulso dal Movimento 5 Stelle al termine dell’istruttorio sui mancati rimborsi ed entra a far parte del gruppo Misto.

    Dalla Xylella alle teorie anti-Covid: chi è Lello Ciampolillo

    Nel corso della sua attività parlamentare, Lello Ciampolillo ha fatto molto molto parlare di sé proponendo diverse bizzarre teorie su numerosi argomenti.

    Tra questi c’è quello riguardante la Xylella, il batterio che ha colpito l’olivicoltura italiana, e in particolar modo quella pugliese, di cui Ciampolillo nega sostanzialmente l’esistenza. L’ex esponente M5S, infatti, si è sempre opposto all’abbattimento degli ulivi perché, a suo dire, gli alberi potrebbero essere salvati con il sapone e un trattamento a base di onde elettromagnetiche.

    Ciampolillo, inoltre, si è sempre schierato a favore della legalizzazione della cannabis, avanzando anche la proposte di impiegare nella lotta al Covid prodotti derivanti dalla pianta della cannabis che, a suo dire, avrebbero effetti benefici nella lotta al virus.

    Il senatore, comunque, ha anche avanzato dubbi sulle misure di contenimento imposte dal governo, in particolar modo sull’utilizzo delle mascherine scrivendo anche sul suo profilo Facebook: “Le mascherine servono solo a fermare l’influenza, non il Coronavirus. Ma non vi sentite presi in giro?”.

    Sono numerosi i post, inoltre, in cui Ciampolillo esprime le sue perplessità sul vaccino anti-Covid, condividendo anche teorie no-vax e schierandosi contro l’eventuale obbligatorietà del siero anti-Coronavirus.

    Ciampolillo dopo il Var al Senato: “Mi piacerebbe fare il ministro dell’Agricoltura”

    Intervistato subito dopo il voto al Senato, Ciampolillo ha smentito di essere arrivato in ritardo. “Ci sono due chiame, dopo le quali la presidente chiede se qualcuno vuole ancora votare. Io mi sono fatto sentire anche se ora, con le mascherine, è tutto più complicato. Hanno verificato se ero ancora in tempo al ‘moviolone’ e tutto era a posto”.

    “Mi sono preso il mio tempo per decidere – ha aggiunto Ciampolillo – ma non sono arrivato tardi”. Il senatore, poi, ha dichiarato di aver appoggiato il governo Conte perché il Paese “ha bisogno di un governo che operi e non di queste sceneggiate da Prima Repubblica”.

    Ciampolillo, quindi, nega di aver votato sì alla fiducia per interessi personali, anche se poi aggiunge: “Sicuramente mi piacerebbe avere un ruolo di sottosegretario o diventare ministro dell’Agricoltura anche perché mi sono impegnato tanto sulla questione della Xylella”.

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