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    Ilva, Bonelli (Verdi) a TPI: “Scudo penale? Non c’è in nessun altro Paese d’Europa. In 7 anni nessun governo ha fatto nulla”

    Angelo Bonelli Credit: Ansa
    Di Anna Ditta
    Pubblicato il 6 Nov. 2019 alle 13:30 Aggiornato il 18 Nov. 2019 alle 16:25

     

    Ilva, Bonelli (Verdi) commenta lo scudo penale

    “Ilva? Il vero dramma è che nessuno fa un mea culpa, da Renzi fino all’attuale governo. In questi sette anni, se si voleva, si potevano realizzare due nuovi impianti. Sono passati sette anni, senza fare nulla, solo decreti su decreti. E la soluzione è che oggi mandano a casa gli operai? Se questo accade, la colpa non mi sento di darla ad Arcelor Mittal, ma ai governi che non hanno fatto assolutamente niente”. Sono le parole di Angelo Bonelli, coordinatore dell’esecutivo nazionale dei Verdi, ai microfoni di TPI a margine dell’incontro di mercoledì 6 novembre tra Conte e i vertici Arcelor Mittal a Palazzo Chigi.

    “Sono rimasto scandalizzato dal comunicato di Arcelor Mittal – aggiunge Bonelli – Nella dodicesima riga si attacca il tribunale di Taranto, perché dovevano attuare delle prescrizioni entro il 13 dicembre 2019. Quelle prescrizioni non derivano dal tema relativo all’inquinamento, ma dalla morte drammatica di un operaio, Alessandeo Moricella, che nel 2015 è stato travolto da una colata di ghisa nell’altoforno 2. In relazione a quell’incidente sul lavoro, la Procura di Taranto aveva sequestrato l’azienda e aveva chiesto, come in qualunque Paese civile, che la stessa azienda attuasse misure per tutelare la vita dei lavoratori. A oggi quelle misure non sono state adottate. Mi chiedo se tutto questo è normale in un Paese civile”.

    Bonelli ribadisce: “Questo governo e i precedenti, compreso Renzi, avevano il tempo di fare quello che hanno fatto altri Paesi d’Europa. A Duisburg c’era una situazione analoga a quella di Taranto. Anche lì l’impianto siderurgico creava grandi problemi. I tedeschi hanno capito che era impossibile riuscire a riparare un impianto e al contempo facendolo produrre, e quindi lo hanno fermato per 2 anni e poi l’hanno riaperto con un modello tecnologico avanzato, spostandolo dal centro abitato e riducendo notevolmente l’impianto ambientale. A Taranto invece è successo esattamente il contrario”.

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