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    Governo M5S-PD: per il ruolo di premier avanzano i nomi di Giovannini e Bray

    Entrano nel vivo le trattative per la formazione di un esecutivo giallorosso

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 23 Ago. 2019 alle 08:34 Aggiornato il 10 Gen. 2020 alle 20:28

    Governo M5S-PD: per il premier si fanno i nomi di Bray e Giovannini

    Entrano nel vivo le trattative tra M5S e il PD per la formazione di un nuovo governo con i nomi di Bray e Giovannini che avanzano prepotentemente per il ruolo di premier.

    Dopo le consultazioni di ieri, giovedì 22 agosto, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dato cinque giorni di tempo ai due partiti per trovare un accordo di governo e tornare al Colle con un nome da proporre.

    Un primo incontro tra i due partiti è previsto per oggi, venerdì 23, con il capo politico del M5S Luigi Di Maio e il capogruppo alla Camera Francesco D’Uva che incontreranno una delegazione del Partito Democratico, composta dai capigruppo Andrea Marcucci e Graziano Delrio e dai vicesegretari Andrea Orlando e Paola De Micheli. Tuttavia i contatti e le trattative tra i due partiti vanno avanti già da tempo.

    Uno dei nodi da sciogliere è proprio quello del premier. I pentastellati, infatti, avrebbero proposto nuovamente il nome di Giuseppe Conte, ipotesi subito bocciata da Zingaretti che continua a chiedere “discontinuità” con il passato. In calo anche l’ipotesi Fico, che metterebbe in seria difficoltà il capo politico del M5S, che a quel punto sarebbe scavalcato da un avversario interno.

    Ecco perché nelle ultime ore è tornata ad affacciarsi prepotentemente l’ipotesi del premier terzo, ovvero una personalità che sia equidistante dai due partiti. Dopo l’idea Cartabia (qui il suo profilo), nelle ultime ore sono cominciati a circolare con insistenza due nomi: quello di Enrico Giovannini e di Massimo Bray.

    Il primo è un economista ed è stato ministro del Lavoro durante il governo Letta nonché ex presidente dell’Istat. Il secondo, invece, ha ricoperto il ruolo di ministro dei Beni Culturali, sempre nel governo Letta, e in passato è stato deputato del PD. Tuttavia, sarebbe una figura gradita ai 5 Stelle e soprattutto a Davide Casaleggio, che, all’annuale riunione di Ivrea in memoria del padre Gianroberto, ha voluto Bray come ospite e relatore.

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