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    “Lascio il M5S e vado da Renzi: nel Movimento la democrazia è un problema”: la senatrice Vono a TPI

    Gelsomina Vono, senatrice ex M5S passata a Italia Viva

    Intervista alla senatrice Gelsomina Vono

    Di Giulio Cavalli
    Pubblicato il 27 Set. 2019 alle 12:21

     

     

    La senatrice Gelsomina Vono lascia il Movimento 5 Stelle per aderire al nuovo partito di Matteo Renzi, Italia Viva. TPI l’ha intervistata sulla sua scelta e sulla situazione politica.

    Perché questa scelta di aderire a Italia Viva?

    È una scelta ponderata e non più procrastinabile per potere veramente adempiere al mandato degli elettori, di tutti i cittadini, nessuno escluso, di contribuire seriamente ad un miglioramento della qualità di vita di tutti noi. Il politico deve lavorare in un’unica direzione che è quella di essere al servizio del paese in modo incondizionato.

    Molti sostengono che Renzi possa essere una “spina nel fianco” del governo. Lei si fida della parola data dall’ex presidente del Consiglio?

    Io mi fido delle idee che viaggiano attraverso il pensiero libero delle persone. Mi sembra che Matteo Renzi abbia sempre dimostrato di avere delle buone idee, riformiste e di grande coraggio e intelligenza.

    Crede che nel M5S ci sia un reale problema di democrazia interna? Cosa non ha condiviso nelle scelte politiche del Movimento?

    Penso sinceramente che ci sia un problema di democrazia e una totale assenza di organizzazione e sui territori. Oltre, e questa è la cosa più grave, all’indifferenza, non so se voluta o inconsapevole, al valore del pensiero della persona.

    Il passaggio dal Movimento a Renzi da molti viene visto come un “tradimento”. Cosa risponderebbe?

    Il tradimento è venir meno al proprio mandato. Io, come tutti i parlamentari, sono stata eletta per lavorare e dare risposte e soluzioni al Paese e ai territori. Penso di aver adempiuto al mandato fin dall’inizio e me lo testimoniano le persone che mi incontrano. Indipendentemente dalla bandiera che sventola. Ricordo ancora che siamo in una repubblica parlamentare dove, proprio a tutela dei cittadini e per garantire la libertà di espressione di tutti noi, c’è l’articolo 67 della Costituzione che esclude il vincolo di mandato.

    Vede possibile instaurare un governo di vere riforme con Pd, Italia Viva e M5S?

    Spero che si possa lavorare sui contenuti, non con slogan vuoti. E che ognuno si assuma la responsabilità del governo del Paese. Italia Viva sarà presente a sostegno del governo solo per il bene del Paese.

    Uno dei capisaldi del M5S è sempre stato il “vincolo di mandato”. Ora è evidente, anche in questa legislatura, che la libertà dei deputati è una pratica costituzionale e in vigore da sempre. Lei cosa ne pensa?

    Penso che il vincolo di mandato sia a tutela del diritto dei cittadini di essere degnamente rappresentati. I cittadini conferiscono il mandato a  persone che hanno il dovere di lavorare per gli obiettivi di realizzazione del bene comune e a garanzia della libertà di espressione degli eletti, che devono essere liberi. Ciò comporta anche una forte responsabilità di attuare il mandato indipendentemente da lacci e lacciuoli che possano impedire il percorso.

    Un’ultima domanda: se dovesse dare un consiglio a Di Maio e ai suoi ex colleghi cosa direbbe?

    Di cominciare a pensare liberamente e di attuare dei confronti col mondo reale. Non siamo tutti tutti e cattivi.

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