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    Crisi di governo, il totoministri del Conte ter: Renzi sogna Boschi all’Economia, out Bonafede e Azzolina, pronti a entrare Delrio e Orlando

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 1 Feb. 2021 alle 09:00

    Crisi di governo, dalla Boschi a Delrio: il totoministri

    Da Maria Elena Boschi a Graziano Delrio: sono solo alcuni dei nomi, secondo l’ultimo totoministri, che circolano qualora la crisi di governo (qui le ultime notizie) dovesse risolversi con l’avvio di un Conte ter.

    Dando per scontata la riconferma di Giuseppe Conte come premier (l’alternativa sarebbe un governo istituzionale o guidato da Mario Draghi o con l’ex presidente della Bce nel ruolo di ministro dell’Economia), resta da capire quanti ministri del Conte bis verrebbero riconfermati e quali sarebbero le new entry.

    Secondo l’ultimo totoministri proposto dal Corriere della Sera, Matteo Renzi avrebbe chiesto per Italia Viva almeno due dicasteri di peso indicando quattro ipotesi: Economia, Istruzione, Infrastrutture e Lavoro.

    Secondo Renzi, infatti, l’attuale ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, sarebbe troppo vicino a Conte. Gualtieri, che ieri ha incassato parole di apprezzamento dal leader di Confindustria, Carlo Bonomi, è apprezzato dal Quirinale, che accetterebbe una sua sostituzione solo con un candidato all’altezza.

    Se Gualtieri non dovesse essere riconfermato, ecco che la scelta ricadrebbe su un tecnico: i nomi che circolano sono quelli di Fabio Panetta, ex direttore generale della Banca d’Italia, e dell’attuale direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini.

    Renzi, però, non si accontenterebbe di incassare due ministeri di peso, ma avrebbe anche chiesto la “testa” di due ministri uscenti: quella della titolare del dicastero dell’Istruzione, Lucia Azzolina, e soprattutto quella del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

    Quest’ultimo potrebbe diventare capogruppo del Movimento 5 Stelle ed essere così sostituito da un tecnico in modo da “depoliticizzare” un ministero così importanti.

    Per il ministero della Giustizia, quindi, si fanno i nomi di Sabino Cassese, del procuratore di Milano Francesco Greco, dell’ex presidente della Consulta, Marta Cartabia, e di Andrea Orlando e Paola Severino, che hanno già ricoperto questo ruolo in passato.

    Secondo diversi rumors, Renzi vorrebbe addirittura tentare il colpaccio tentando di piazzare Maria Elena Boschi all’Economia: ipotesi alquanto fantasiosa per i motivi precedentemente elencati.

    Più probabile un suo approdo alle Infrastrutture che sarebbero spacchettate dai Trasporti, che potrebbero andare al dem Graziano Delrio o al M5s Stefano Buffagni.

    Per la Boschi si fa strada anche l’ipotesi Difesa con l’attuale ministro, Lorenzo Guerini, che a quel punto finirebbe all’Interno. In alternativa, soprattutto se il Movimento 5 Stelle ponesse un veto sulla Boschia, potrebbe essere Rosato, esponente di Italia Viva, a ottenere il dicastero dell’Interno.

    In casa Pd sembra essere certo l’ingresso del vice segretario Andrea Orlando, alla Giustizia come detto o, in alternativa, nel ruolo di vice premier o in quello di sottosegretario con la delega al Recovery.

    I 5 Stelle rischiano di perdere il dicastero del Lavoro, attualmente assegnato a Nunzia Catalfo. Stefano Patuanelli, invece, potrebbe prendere il posto di Riccardo Fraccaro come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, mentre Giancarlo Cancelleri potrebbe entrare nel governo e sostituire Giuseppe Provenzano al dicastero per il Sud.

    All’ala ribelle del Movimento, guidata da Alessandro Di Battista, potrebbe essere assegnato il dicastero dell’Innovazione o dell’Ambiente, mentre Bruno Tabacci, leader degli “Europeisti”, gruppo diventato in qualche modo “protagonista” di questa crisi di governo, potrebbe entrare nell’esecutivo come ministro della Famiglia.

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