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    M5S, Conte contro Casaleggio: “Non può fermarci. La legge lo obbliga a darci i dati”

    Di Anna Ditta
    Pubblicato il 6 Mag. 2021 alle 14:40 Aggiornato il 6 Mag. 2021 alle 15:40

    L’ex premier Giuseppe Conte passa al contrattacco nello scontro con Rousseau, all’indomani della decisione della Corte d’Appello di Cagliari, che ieri ha dichiarato inammissibile il reclamo presentato dal Movimento Cinque Stelle attraverso il capo politico reggente Vito Crimi, contro il decreto del presidente del Tribunale di Cagliari che aveva di fatto stabilito la necessità di nominare un curatore speciale in assenza di un rappresentante legale. Oggetto del contendere del M5S con Davide Casaleggio sono i dati degli iscritti, attualmente in possesso dell’associazione Rousseau, che rifiuta di consegnarli al Movimento.

    Oggi Conte, in un colloquio con Repubblica, sostiene che Davide “Casaleggio per legge è obbligato a consegnare i dati degli iscritti al Movimento, che ne è l’unico e legittimo titolare”. Il leader in pectore del Movimento dice che “su questo c’è poco da scherzare, perché questi vincoli di legge sono assistiti da solide tutele, civili e penali”. E avverte: “Abbiamo predisposto tutto per partire. Siamo pronti”.

    Conte riconosce che “questa impasse sta solo rallentando il processo costituente“, tuttavia sottolinea che “certo non lo bloccherà”. Il leader in pectore del Movimento si dice sicuro che “verrà presto superata, con o senza il consenso di Casaleggio”. E aggiunge: Se Rousseau non vorrà procedere in questa direzione, chiederemo l’intervento del Garante della Privacy e ricorreremo a tutti gli strumenti per contrastare eventuali abusi. Non si può fermare il Movimento, la prima forza politica del Parlamento”.

    La decisione della Corte d’Appello di Cagliari è stata presa nell’ambito del procedimento che oppone il M5S alla consigliera regionale grillina Carla Cuccu, eletta in Sardegna. L’esponente grillina, tramite i suoi legali, aveva impugnato un provvedimento di espulsione nei suoi confronti e ottenuto dal presidente del tribunale la nomina di un curatore speciale, eccependo la mancanza di rappresentanza legale del Movimento.

    Contro la nomina aveva presentato reclamo il capo politico reggente Vito Crimi, ma i giudici lo hanno respinto con un decreto. Il provvedimento non entra nel merito se Crimi sia o meno il legale rappresentante del Movimento – come sostenuto ieri da ambienti della piattaforma Rousseau – ma stabilisce che, sulla base della giurisprudenza, la Corte non è competente a pronunciarsi sul decreto emesso in primo grado dal presidente del Tribunale.

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