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    Inchiesta fondazione Open, Ciocca (Lega) a TPI: “Fatto gravissimo, M5S metta alla porta Renzi e i responsabili del Pd”

    L'Eurodeputato Lega Angelo Ciocca commenta a TPI l'indagine sulla fondazione vicina a Renzi, contestata per finanziamento illecito ai partiti, riciclaggio e traffico d'influenze

    Di Giulio Cavalli
    Pubblicato il 27 Nov. 2019 alle 19:07 Aggiornato il 28 Nov. 2019 alle 06:20

    Inchiesta Open, Angelo Ciocca a TPI

    Sull’inchiesta della magistratura nei confronti della fondazione renziana Open TPI ha intervistato l’eurodeputato della Lega Angelo Ciocca.

    L’indagine sulla Fondazione Open è indirettamente un indebolimento politico di Renzi? Crede che ci siano responsabilità politiche?

    Parliamo di un’attività investigativa. Siamo ancora nel campo delle ipotesi. Abbiamo la Procura di Firenze e la Guardia di finanza che stanno indagando su fatti che qualora fossero confermati sarebbero estremamente gravi dal punto vista penale e dal punto di vista politico. Sei anni di finanziamento illecito per diversi milioni sono fatti gravissimi. Questa ipotesi che la Fondazione Open fosse una “costola” del Partito Democratico (Pd) detta delle ovvie responsabilità politiche, come detta la responsabilità del Consiglio di Amministrazione della Fondazione. Nel Cda sappiamo che c’è Carrai, personaggio vicinissimo a Renzi, c’è Boschi, c’è Lotti, tutte persone che sappiamo benissimo essere del “Giglio magico” e persone di spicco nel PD.

    Renzi dice che è un attacco politico. La magistratura fa politica?

    No. Io ritengo che qualche magistrato, è un dato di fatto, abbia fatto e fa politica. Ci auguriamo che mai il ruolo della giustizia venga usato per condizionare i risultati della democrazia. È capitato, non è un segreto. Però è importante non fare di tutta l’erba un fascio perché correremmo il rischio di penalizzare i tanti magistrati che con passione, con fatica e a volte anche rischiando la vita cercano di raddrizzare il Paese.

    Questa indagine condiziona la tenuta di governo?

    Per buonsenso sì. C’è un partner di questo governo, che si chiama Movimento 5 Stelle, che sappiamo benissimo su queste tematiche aver agito sempre “prima” del giudizio finale del tribunale. Mi aspetto che il M5S, Di Maio in primis, metta alla porta chi ha potenziali responsabilità come ha fatto in passato. Immagino che non sarà così perché la colla sulla poltrona li distrarrà da questa inchiesta, e anche la commissione d’inchiesta di cui parla Di Maio è una presa in giro ai cittadini: innanzitutto perché non può essere una commissione parlamentare a indagare, perché non ne ha gli strumenti e sarebbe solo di facciata, e poi perché sarebbe offensiva verso il ruolo della magistratura, degli inquirenti e della Guardia di Finanza, che stanno indagando.

    Di Maio deve affrontare il problema sul tono politico, chiedendo tempi rapidi da parte della magistratura e non inventarsi prese in giro.

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