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La Commissione europea ha bocciato la manovra: “Pronti ad aprire procedura d’infrazione”

La Commissione doveva rispondere in giornata alla lettera inviata il 22 ottobre dal ministro dell'Economia Tria in cui si confermava la volontà di procedere con la manovra senza apportare le modifiche richieste dall'Ue

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 24 Ott. 2018 alle 08:00 Aggiornato il 24 Ott. 2018 alle 08:08

La Commissione europea ha bocciato il testo della Legge di Bilancio presentata dall’Italia perché “il governo italiano sta apertamente e deliberatamente andando contro gli impegni che aveva preso”. (qui cos’è la legge di bilancio)

Secondo la Commissione, la manovra del governo configura una “inadempienza particolare grave rispetto alle regole Ue”, ha detto il vicepresidente responsabile per l’euro, Valdis Dombrovskis. “Per la prima volta al Commissione è obbligata a richiedere a un paese dell’area euro di rivedere il suo documento programmatico di bilancio. Ma non vediamo alternativa”.

“Se il governo non modificherà il documento programmatico di bilancio per rispettare le regole europee, la Commissione potrebbe aprire una procedura per deficit eccessivo per violazione della regola del debito”.

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La decisione della Commissione

Il 23 ottobre la Commissione europea ha quindi risposto alla lettera inviata il 22 ottobre dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che confermava la volontà del governo italiano di procedere con la manovra senza apportare le modifiche richieste dall’Ue.

La Commissione ha deciso di bocciare il testo presentato dal governo italiano: è la prima volta dal 2013, anno in cui è stata introdotta la norma che prevede la possibilità di rimandare indietro il testo programmatico, che l’Ue rimanda al mittente una legge di Bilancio.

Prima d’ora infatti una simile situazione non si era mai verificata, tanto che nella lettera ricevuta dal governo italiano giovedì 18 si parlava di una “deviazione dalle regole senza precedenti”.

La bocciatura non giunge come una notizia inaspettata al governo italiano, tanto che la sera prima il vicepremier Salvini aveva detto che era “pressoché certo”.

Anche l’apertura dei mercati era stata influenzata dalle prime avvisaglie di una possibile bocciatura, con il differenziale tra Bond e Btp che ha aperto a 312 punti. 

Cosa rischia adesso l’Italia

Una volta ricevuta la bocciatura, il governo ha 3 settimane di tempo per inviare un nuovo documento programmatico di bilancio sulla base delle regole europee e che dovrà ricevere nuovamente il parere della Commissione.

Le norme comunitarie stabiliscono che la Commissione debba presentare una propria opinione sui singoli bilanci nazionali entro la fine di novembre, motivo per cui è stata organizzata una riunione per il 21 novembre.

Se il governo decidesse di non apportare alcuna modifica, l’Ue procederebbe con l’apertura di una procedura di infrazione per deficit eccessivo e violazione della regola del debito.

La bocciatura della manovra avrà degli effetti negativi anche sull’incontro dell’Eurogruppo previsto per il 5 novembre che riunisce i ministri economici e finanziari dei 19 Paesi della zona euro.

In ogni caso, la procedura di infrazione potrebbe essere aperta solo nella primavera del 2019, quando l’Ue chiederebbe il rientro dal disavanzo eccessivo, specificando anche dei precisi paletti temporali da rispettare.

Il processo quindi potrebbe durare un paio di anni per concludersi con sanzioni in caso di mancato rientro del disavanzo eccessivo.

Leggi anche: Legge di bilancio 2019: che cos’è, cosa prevede e quali sono le prossime scadenze

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