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Migranti, Emma Bonino agli studenti: “Il reato più grave è stare con le mani in mano. Svegliatevi”

Emma Bonino

Emma Bonino ha ricevuto la laurea Honoris Causa in Scienze Politiche per le istituzioni e le organizzazione internazionali conferitale dall'Università degli Studi Internazionali di Roma

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 12 Gen. 2019 alle 18:10 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 01:28

“Il reato più grave è stare con le mani in mano. Non lo fate o rischiate di svegliarvi quando sarà troppo tardi”, sono state queste le parole pronunciate da Emma Bonino nel suo discorso per la laurea Honoris Causa in Scienze Politiche per le istituzioni e le organizzazione internazionali conferitale dall’Università degli Studi Internazionali di Roma.

Nel corso della sua lectio magistralis agli studenti, la senatrice ha parlato di Europa e di migranti. Immancabile il riferimento alla vicenda delle navi umanitarie delle Ong Sea Watch e Sea Eye, che hanno visto un lungo braccio di ferro tra paesi europei.

“Abbiamo avuto 27 Paesi in frenesia per 49 migranti in mare sulle navi Ong: il record della vergogna dell’Europa intergovernativa. Nel frattempo ti scaldano il cuore altre cose: l’altra notte mi si sveglia alle 3 perché stava per rovesciarsi una barca a vela davanti alle coste di Crotone con a bordo 51 curdi che prima di morire si sono messi a urlare”.

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“Il paese sente gli urli e senza chiamare Berlino o altri i cittadini si sono messi sulle loro barchette e li hanno salvati perché lo hanno sentito come un dovere. Tutto questo in un’Italia un po’ incattivita in cui sono stati sdoganati dei sentimenti torbidi che cercavamo di tenere a bada”.

“Sono stata definita una buonista”, continua Emma Bonino, “spero non sia un reato. Il reato più grave è stare con le mani in mano. Non lo fate o rischiate di svegliarvi quando sarà troppo tardi”.

Non è certo la prima volta che la senatrice si schiera a favore dei migranti. In un discorso tenuto alcuni mesi prima al Senato, Emma Bonino aveva criticato la politica migratoria del governo e la scelta di fornire ai libici 12 motovedette con un intervento duro e battendo le mani sul tavolo: “Voi sapete, come me, qual è la verità”.

“Voi sapete come me che non c’è pacchia che tenga. Voi sapete come me che i migranti non sono in crociera. Voi sapete come me che non ci sono i taxi del mare”.

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