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    Eni news | Ultime notizie

    Credit: MARCO BERTORELLO / AFP
    Di Enrico Mingori
    Pubblicato il 1 Mag. 2019 alle 14:00 Aggiornato il 1 Mag. 2019 alle 15:51

    Eni news | Ultime notizie

    In questa pagina trovi tutte le ultime notizie su Eni, precedute da una breve storia sull’azienda del cane a sei zampe:

    ENI – Eni è una multinazionale italiana che opera nel settore dell’energia (Oil&Gas). Nel 2018 risulta essere la ottava compagnia petrolifera del mondo per capitalizzazione.

    La società, che ha sede legale a Roma, è quotata sia a Milano sia a Wall Street. I dipendenti sono 33mila sparsi in 71 Paesi diversi. Dall’aprile 2014 l’amministratore delegato è Claudio Descalzi e la presidente è Emma Marcegalia.

    Istituita dallo Stato come ente pubblico nel 1953, Eni dal 1992 è una società per azioni e oggi è una compagnia a capitale misto. Lo Stato, tramite il Ministero dell’Economia e la Cassa Depositi e Prestiti, ne detiene il 30,1 per cento delle azioni, mentre per statuto nessuno degli altri azionisti può controllare una quota superiore al 3 per cento.

    Secondo la rivista economica statunitense Forbes, tra le aziende quotate Eni è la terza italiana più grande per capitalizzazione. Il sito Satista.com, invece, la piazza in quarta posizione per volumi di fatturato, sempre a livello italiano.

    Eni ha chiuso il bilancio 2017 con un utile pari a circa 3,4 miliardi di euro, a fronte di una perdita di 1,4 miliardi nell’esercizio precedente. Il fatturato messo a segno sfiora i 70 miliardi di euro.

    A questo link è possibile seguire in diretta l’andamento del titolo Eni e il conseguente valore delle azioni a Piazza Affari. Qui invece il titolo della multinazionale italiana a Wall Street.

    Eni news | Le ultime notizie su Eni:

    -SE NON VISUALIZZI GLI ULTIMISSIMI AGGIORNAMENTI, CLICCA QUI –

    Eni news 1 maggio 2019 – “Non c’è un pericolo per l’Eni” nella guerra divampata in Libia, perché “il 95 per cento delle sue attività sono nell’area a occidente di Tripoli. Finché c’è una posizione forte di Misurata, che ha le migliori milizie sul terreno, non vedo rischi”. Lo ha detto l’ex Capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Militare e della difesa Vincenzo Camporini, riferendosi alla situazione in Libia.

    Eni news 23 aprile 2019 – Agli arresti domiciliari il dirigente Eni, indagato per la contaminazione di petrolio in Val d’Agri nel 2017. La fuoriuscita provocò la contaminazione di 26mila metri quadrati di suolo.

    Eni news 22 aprile 2019 – “Eni non è presente in Iran e non ha effettuato importazioni di greggio durante il periodo oggetto dell’esenzione”. È quanto riferisce un portavoce dell’Eni interpellato sulla posizione espressa oggi dal presidente Usa sull’importazione di petrolio dall’Iran.

    Eni news 28 gennaio 2019 – Firmato accordo Eni-Emirati Arabi. L’Eni ha firmato un maxi accordo da 3,3 miliardi di dollari con gli Emirati Arabi rilevando il 20 per cento di Adnoc Refinig, l’azienda di stato emiratina. L’accordo, firmato ad Abu Dhabi alla presenza del premier Conte, prevede anche che Eni acquisisca sempre il 20 per cento di una nuova joint venture dedicata alla commercializzazione dei prodotti petroliferi. Adonc Refinig controlla il quarto complesso di raffinazione al mondo, nonché uno dei più avanzati tecnologicamente, e grazie a quest’ultimo contratto l’Eni aumenta del 35 per cento la propria capacità di raffinazione, oltre a rafforzare la sua presenza nell’area del Golfo Persico.

    Eni news 9 gennaio 2019  – Tangenti: difesa Eni, testi convocati da governo Nigeria. Sono stati convocati nei giorni scorsi in Nigeria i due testimoni del processo milanese sulle presunte tangenti pagate da Eni e Shell nel paese africano: “Un fatto molto grave – sono le parole dei giudici Nerio Diodà e Paolo Severino, rispettivamente legale di Eni e avvocato dell’ad della società, Claudio Descalzi – incompatibile con la nostra visione del processo penale, perché non siamo in grado di dire quale fosse l’obiettivo di questa convocazione”.

    I difensori, paventando un possibile condizionamento dei testimoni da parte della Commissione governativa che li ha convocati, hanno chiesto ai giudici della settima sezione penale la revoca dell’ordinanza con la quale era stata disposta la loro deposizione nel processo italiano.

    “Questa convocazione crea a noi dal punto di vista difensivo e deontologico un problema insuperabile dal momento che non ci sono sufficienti garanzie che dietro non ci fosse un tentativo di preparazione della testimonianza”, ha dichiarato il giudice Diodà. La richiesta dei legali è stata quindi respinta dai giudici, i quali hanno deciso di ascoltare comunque i testi perché – come ha argomentato il presidente del collegio Marco Tremolada – “il Tribunale non ha alcun potere diretto in ordine all’accertamento di tali circostanze” e “i contatti preliminari ragionevolmente ipotizzati dalla difesa potrebbero collocarsi nell’ambito di un’attività meramente organizzativa o guardare anomale attività integrative d’indagine non delegate”.

    A seguito della decisione dei giudici è poi iniziata la videoconferenza, la quale è stata sospesa a lungo per la sostituzione dell’interprete, ritenuta dalle parti non in grado di tradurre in modo preciso dall’inglese all’italiano quanto riferito dai testimoni.

    In questo processo sono imputate Eni e Shell e 13 persone per corruzione internazionale, tra cui l’ad di Eni Claudio Descalzi (nella sua veste, all’epoca dei fatti, di direttore generale della divisione Exploration e Production) e l’ex presidente della Shell Foundation ed ex direttore esecutivo per l’esplorazione e la produzione di Shell, Malcolm Brinded.

    Eni news 17 dicembre – Eni: “Estranei a qualsiasi ipotesi corruttiva” – “Eni si riserva di leggere e valutare le motivazioni della sentenza relativa alla condanna dei signori Obi e Di Nardo nella loro versione integrale”, spiega un portavoce della società che ribadisce la correttezza dell’operato di Eni nell’acquisizione del blocco OPL – 245 in Nigeria e “di avere trattato e concluso l’operazione direttamente con il Governo nigeriano”.

    “La società conferma la propria totale fiducia nell’operato dei giudici del dibattimento che si sta svolgendo presso la settima sezione dello stesso Tribunale. Eni ritiene che in tale sede – prosegue il portavoce della società – verrà effettuata una ricostruzione dei fatti completa ed esaustiva, rispetto a quella di cui disponeva il giudice del rito abbreviato, che poteva utilizzare solo le acquisizioni della pubblica accusa. Eni è certa che tale ricostruzione potrà definitivamente consentire di provare la totale estraneità della società a qualsiasi ipotesi corruttiva”.

    Eni news 3 dicembre – Cosa sta succedendo nel Mediterraneo – La ricerca di riserve di gas nel Mediterraneo orientale sta alimentando le tensioni tra Turchia, Cipro, Libano, Israele ed Egitto. Da che parte sta l’Italia in questo Risiko, e qual è il ruolo dell’Eni? L’articolo di TPI.

    Eni news – 24 novembre – Descalzi: “Nel Mediterraneo grande potenziale inespresso” – Il mar Mediterraneo è per noi fondamentale anche in questo periodo di prezzi bassi e di taglio dei costi”, ma “c’è un potenziale inespresso”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, intervenuto all’evento Med Dialogues 2018, a Roma.

    Anche se le due sponde del Mediterraneo “si parlano”, ha spiegato il numero uno di Eni, “ci sono ancora dei gap importantissimi”: il Sud, ha sottolineato Descalzi, “dà al Nord del Mediterraneo circa il 25 per cento dell’energia e ha un Pil sette volte inferiore a quello del Nord”. Il Mediterraneo, “rappresenta il 7 per cento della popolazione mondiale e produce il 10 per cento del Pil mondiale, quindi una grande potenzialità”, ha aggiunto Descalzi. “Se riuscissimo a fare massa critica fra il Sud e il Nord avremo la possibilità di andare anche al 15/20 per cento del Pil”.

    Eni news – 20 settembre – Tangenti in Nigeria: due condanne – Il gup di Milano ha condannato a 4 anni di reclusione Obi Emeka e Gianluca Di Nardo, due degli imputati per il processo sulle presunte tangenti pagate da Eni in Nigeria per ottenere per l’acquisizione del giacimento Opl-245 sul delta del Niger.

    Emeka e Di Nardo sono i considerati i mediatori dell’accordo illecito tra la multinazionale italiana e i funzionari del Governo nigeriano. I due sono stati condannati in rito abbreviato, mentre sono imputati con rito ordinario l’ad di Eni Claudio Descalzi, il suo predecessore Paolo Scaroni e il faccendiere Luigi Bisignani.

    Eni news – 19 settembre 2018 – Tangenti in Algeria: assolto Scaroni, condannata Saipem – L’ex amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, è stato assolto dal Tribunale di Milano dall’accusa di corruzione internazionale nel processo sulle presunte tangenti pagate da Eni in Algeria. Assolti anche Antonio Vella, manager di Eni, e la stessa compagnia.

    È stata invece condannata Saipem, società partecipata di Eni, a cui è stata comminata una sanzione pecuniaria da 400mila euro. Condannati anche l’ex presidente e ad di Saipem, Pietro Tali (4 anni e 9 mesi), l’ex direttore operativo di Saipem in Algeria Pietro Varone (4 anni e 9 mesi) e l’ex direttore finanziario prima di Saipem poi di Eni Alessandro Bernini (4 anni e un mese).

    Eni news | Offerte di lavoro

    Eni conta circa 33mila lavoratori in tutto il mondo, sparsi su 71 Paesi diversi. Qui la pagina del sito di Eni dedicata alle carriere.

    A questo link invece l’elenco delle offerte di lavoro disponibili. È possibile candidarsi anche per più di una posizione.

    Se nessuna delle posizioni aperte soddisfa le proprie preferenze, ci si può comunque candidare registrandosi a questo link sulla piattaforma Eni dedicata al recruitment e creando il proprio profilo personale.

    La creazione del profilo personale corrisponde a una candidatura spontanea che verrà valutata per future posizioni adatte alle tue caratteristiche.

    Eni news | Storia

    Eni, acronimo di Ente Nazionale Idrocarburi, fu istituita come società pubblica nel 1953 con una legge che le concedeva il monopolio nella ricerca e produzione di idrocarburi nella Pianura Padana. A Eni fu contestualmente affidato il controllo di Agip, Snam e Anic, tre aziende italiane attive nel settore degli idrocarburi che erano state costituite durante il regime fascista.

    Presidente fu nominato Enrico Mattei, ex partigiano che dal 1945 era liquidatore di Agip.

    Mattei dette un forte impulso alla ricerca del petrolio e del metano nel suolo italiano, lanciando una politica di aperta competizione con le cosiddette “sette sorelle”, nome con cui erano note le principali multinazionali petrolifere al mondo, e firmò accordi con diversi Paesi produttori di petrolio, tra cui l’Unione Sovietica e l’Iran.

    Questa politica rese Eni e il suo presidente invisi a diversi centri di interesse nazionali ed esteri. Anche allo scopo di difendersi dagli attacchi Mattei decise di fondare un giornale e nel 1956 nacque così il quotidiano Il Giorno, con sede a Milano.

    Nel 1962 Mattei morì in un sospetto incidente aereo mentre si recava da Catania a Milano.

    Dopo la scomparsa di Mattei la presidenza di Eni fu affidata inizialmente al suo collaboratore Marcello Boldrini e poi, dal 1967, a Eugenio Cefis, che cambiò politica, puntando a migliorare i rapporti con le “sette sorelle” e a un riequilibrio dei conti finanziari.

    Nel 1971 Eni diventò azionista di maggioranza di Montedison, azienda attiva nel settore chimico nata dalla fusione tra Montecatini ed Edison. Nel 1971 Cefis passò alla presidenza di Montedison e fu sostituito al vertice di Eni da Raffaele Girotti. Negli anni Settanta i rapporti tra le due compagnie si fecero sempre più tesi. Nel 1980 Eni uscì completamente dal capitale sociale di Montedison.

    Nel frattempo la crisi petrolifera del 1973 aveva messo a dura prova i bilanci di Eni, che per alcuni anni chiusero in perdita.

    I conti tornarono in positivo solo verso la metà degli anni Ottanta, con l’arrivo alla presidenza dell’ex ministro Franco Reviglio, di area socialista (mentre fino ad allora i vertici della compagnia erano stati sempre vicini alla Democrazia Cristiana).

    Nel 1988 le strade di Eni e Montedison si incrociarono di nuovo: le divisioni chimiche delle due società furono unificate e nacque così Enimont.

    Nel 1992, sotto il primo Governo Amato, Eni fu trasformata in una società per azioni controllata dal Ministero dell’Economia. Il processo di privatizzazione fu però rallentato dallo scandalo Tangentopoli, che coinvolse alcuni alti dirigenti della compagnia, tra il cui il neo-presidente Gabriele Cagliari.

    Dopo un periodo di ristrutturazione interna, nel 1995 una quota del capitale di Eni fu collocata a Piazza Affari e a Wall Street. Negli anni successivi ulteriori cessioni di pacchetti azionari hanno ulteriormente ridotto la partecipazione pubblica e oggi lo Stato detiene (attraverso il Tesoro e la Cassa Depositi e Prestiti) una quota di poco superiore al 30 per cento delle azioni.

    In base alla legge 474 del 1994 lo Stato è titolare della cosiddetta “golden share”, ossia di una serie di poteri speciali.

    Eni news | Governance

    Lo statuto di Eni prevede che il consiglio d’amministrazione sia composto da un numero di membri non inferiore a tre e non superiore a nove.

    Dal 2014 presidente del cda è Emma Marcegaglia, già presidente di Confindustria, e amministratore delegato è Claudio Descalzi, manager di lungo corso con una carriera interamente spesa in Eni.

    Il consiglio d’amministrazione è composto da: Andrea Gemma, Pietro Angelo Guindani, Karina Litvack, Alessandro Lorenzi, Diva Moriani, Fabrizio Pagani e Domenico Livio Trombone.

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