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Di Maio assumerà 200 persone al ministero dello Sviluppo economico

Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio
Di Anton Filippo Ferrari
Pubblicato il 10 Lug. 2018 alle 11:41

Il ministro al Lavoro e allo Sviluppo economico Luigi Di Maio ha annunciato ai sindacati nuove assunzioni per circa 200 unità al Mise, di cui il 10 per cento dirigenti. A riferirlo è stato Fp Cida, rappresentanti dei dirigenti della funzione pubblica, al termine dell’incontro tra il ministro e le sigle del pubblico impiego.

“Di Maio – ha spiega la Cida in una nota – ha illustrato le sue prossime iniziative: piano generale del personale; messa a norma delle sedi, digitalizzazione e sburocratizzazione; lotta agli sprechi. Inoltre, per rendere più omogenea e sinergica l’azione dei due ministeri, l’istituzione delle figure di un segretario generale e di un vicesegretario unici per i ministeri del Lavoro e dello Sviluppo”.

“Inoltre, Di Maio ha assicurato che saranno calendarizzati incontri ogni 4 mesi e verrà aperto un tavolo di confronto permanente fra i sindacati e il capo della segreteria del ministro”.

Il presidente di Fb-Cida, che ha partecipato all’incontro, Giorgio Rembado ha poi aggiunto: “Abbiamo chiesto al ministro di caratterizzare questa nuova stagione contrattuale con un’iniziativa dalla forte connotazione politica: inserire nella prossima legge finanziaria le risorse necessarie al rinnovo dei contratti del pubblico impiego, per il triennio 2019-2021”.

“Abbiamo apprezzato l’avvio del dialogo con il ministro, che nella sua veste di vice premier è punto di riferimento per l’impulso politico del governo. Siamo partiti con il piede giusto”.

“Infine, abbiamo annunciato a Di Maio che Cida, in quanto Confederazione rappresentativa dei diritti e degli interessi dei dirigenti italiani, pubblici e privati, invierà quanto prima una richiesta formale per un incontro sul tema della previdenza”.

“Un incontro che, nelle nostre intenzioni, servirà a fare chiarezza su un argomento che è stato travisato o, peggio, strumentalizzato con il rischio di danneggiare un’intera categoria professionale e di deteriorare il clima sociale del nostro Paese”.

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