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Ddl Pillon, Cirinnà a TPI: “In piazza contro una legge vergognosa e oscurantista”

La senatrice Pd Monica Cirinnà
Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 9 Apr. 2019 alle 15:37 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 03:00

“Il ddl Pillon va ritirato!”. Questo il grido della protesta messa in atto a piazza Montecitorio nella mattinata di martedì 9 aprile da parte di Rete nazionale dei centri antiviolenza Dire-Donne, Casa internazionale delle donne, Cgil, Arci, Rebel Network, Udi e Coordinamento italiano servizi maltrattamento infanzia.

Contestualmente, in Commissione Giustizia al Senato, è ripresa la discussione del disegno di legge Pillon e degli altri ddl su separazione e divorzio, che potrebbero confluire in un nuovo testo. TPI ha incontrato la senatrice Pd Monica Cirinnà, una delle più agguerrite contestatrici del decreto.

“Mi sono dichiarata sempre contraria a questo testo di legge perché è un testo oscurantista che consegna le donne a un matrimonio indissolubile, che mina profondamente la loro libertà anche di poter divorziare. Un testo che vede i bambini trasformati in trolley, che dovranno passare 10 giorni nella casa di un genitore e dieci giorni nella casa dell’altro, un testo che dietro la falsa parità genitoriale nasconde una voglia di oppressione da parte degli uomini sulle donne”, spiega la senatrice.

“Quindi è bene che oggi tante associazioni siano qui, che ci siano i sindacati, che ci sia la Cgil, che ci siano le associazioni che si battono contro la violenza sulle donne, perché di fatto questo testo è una vergogna”.

Un testo che va eleminato, non emendato?

Un testo che noi del Pd abbiamo chiesto da subito fosse ritirato. Purtroppo anche il M5S persegue nella sua falsità endemica, perché nonostante Spadafora abbia detto “il testo va ritirato e per noi non esiste”, oggi è calendarizzato in Commissione giustizia dove io siedo e dove sapete combatto da anni. Bisogna smentire le falsità dei 5 Stelle e smentire la pericolosa offensiva oscurantista della Lega di Salvini.

Un testo che aggrava la posizione delle donne in un contesto di violenza quotidiana.

Un testo che peggiora la posizione donne, che non tiene conto che le donne sono spesso sfruttate sul lavoro, le donne sono quelle pagate di meno e sono ostaggio – quando non hanno una posizione economica paritaria al marito – dei mariti, perché più esposte ad essere angariate per la disponibilità di denaro. Uno squilibrio fortissimo nelle condizioni di gentorialità.

A proposito di genitorialità, cosa pensa della decisione di reintrodurre la dicitura “madre” e “padre” sulla carta di identità?

Un atto discriminatorio, un atto che qualifica chi lo ha fatto, cioè il ministro Salvini, che è il ministro dell’odio, un ministro che ha escluso dall’uguaglianza i figli di orfani, figli di un solo genitore o figli di genitori adottivi. Ma siamo abituati alla cattiveria del ministro Salvini.

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