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Casalino sulle frasi contro i down, il testimone a TPI: “Non era un corso di recitazione, non capisco perché lo abbia detto”

Credit: Enrico Fedocci

TPI ha intervistato il giornalista Enrico Fedocci, che era presente quando Rocco Casalino nel 2004 pronunciò la frase "Anziani, bambini e down mi danno fastidio, mi fanno schifo come i ragni". Ecco la sua versione dei fatti

Di Laura Melissari
Pubblicato il 8 Nov. 2018 alle 19:48 Aggiornato il 14 Nov. 2018 alle 13:43

Il video di Rocco Casalino, portavoce del presidente del Consiglio, che dice: “Anziani, bambini e down mi danno fastidio, mi fanno schifo come i ragni”, ha fatto il giro della rete, scatenando commenti indignati e richieste di dimissioni.

Il video era stato pubblicato su YouTube dal canale di satira ArcadeTV, in cui si vede il futuro portavoce del premier seduto su una cattedra, con dietro la classica lavagna nera, mentre si racconta.

Per contestualizzare quelle frasi Rocco Casalino ha dato però una spiegazione falsa. “Frequentavo il “Centro Teatro Attivo” di Milano – spiegava in una lettera sul Blog di Beppe Grillo nel 2014 – In un corso di recitazione si sviluppò lo studio dei personaggi e a me fu affidata l’interpretazione di un personaggio snob, classista, xenofobo e omofobo. Per questa interpretazione, dovevo usare un linguaggio paradossale ed estremista”.

Ma le cose non stanno affatto così. A raccontare a TPI la versione originale dei fatti è Enrico Fedocci, giornalista di Mediaset che spiega come sono andate le cose.

“Tenevo questo corso di giornalismo dove invitavo dei personaggi. Ognuno dei ragazzi doveva far finta di essere un giornalista che riferiva dell’incontro con quel personaggio. Io avevo invitato Mario Moretti, il capo delle Br. Ai tempi ci voleva l’autorizzazione del tribunale di sorveglianza, che all’ultimo momento non mi fu data. Mi sono ritrovata la sera prima senza l’ospite. Ho incontrato Rocco Casalino e gli chiesi la gentilezza di venire in aula. Lui accettò. Prima di entrare in aula gli spiego ‘Guarda non sono dei giornalisti, sono dei ragazzi che vogliono diventare giornalisti, fammi una gentilezza, sollecitameli un po’, come quando fai le tue ospitate a Buona Domenica. Lui ha detto quello che voleva, ha raccontato di sé, è entrato immediatamente, facendosi disprezzare dagli studenti”, ha raccontato Fedocci.

“Non capisco perché Rocco non si sia ricordato di quel contesto. Io questo video glielo avevo anche mandato”, ha spiegato commentando la falsa spiegazione che ha dato Casalino dell’accaduto.

“Si è creato subito un dialogo con una ragazza, Daniela Allocco. Lui diceva delle cose pesanti, anche a lei. Quando lui va via mi fa ‘Ho esagerato? Andavo bene?’. Gli risposi no no va bene così. I ragazzi poi fecero il compito, che io avevo corretto coralmente. E lì ho dovuto stanare i ragazzi. Lo odiavano. Scrivevano di pancia. Mettevano il loro giudizio. Dissi loro che dovevano scrivere facendo un passo indietro.

“Non abbiamo concordato gli argomenti, i down, io avrei evitato, ma mi era servito per spiegare agli studenti che quella era una provocazione, che era chiaramente una provocazione. Non l’ho fatto per difendere lui di cui non me ne fregava assolutamente nulla, io l’ho fatto per fare capire la differenza tra la realtà e chi simula”.

Questo video io l’avevo mandato a Rocco per una forma di cortesia, come avevo fatto con tutti gli ospiti, tra cui Mario Moretti, che poi era venuto tempo dopo”.

Come spiega Fedocci, quei video sono stati digitalizzati in occasione del 40esimo di Moro, a maggio 2018. L’obiettivo era digitalizzare i video di Moretti, ma con l’occasione il giornalista ha riversato in digitale anche gli altri video, tra cui quello di Rocco.

“A quei tempi Casalino era un personaggio scialbino, l’ultimo che ho trovato. Gli dissi di sollecitarmi i ragazzi, perché altrimenti non c’era nulla da raccontare. L’iniziativa però è stata sua. Pensai ‘Caspita uno per ritagliarsi un ruolo, per colpire, è disposto a dire veramente qualsiasi cosa”. Quell’esercizio servì a Fedocci per capire chi era più “boccalone e chi invece si faceva una domandina in più: Casalino ci fa o ci è”.

“Questa è la cosa. Poi è stata ingigantita”, dice ancora.

“Non capisco perché Rocco abbia detto questa cosa del centro teatro attivo”, spiega ancora Fedocci, che racconta che effettivamente sulla lavagna c’era la scritta “Centro teatro attivo”, che però era riferita a una lezione di dizione che si era tenuta qualche ora prima dal doppiatore Pino Pirovano nella stessa aula.

“Quando siamo usciti dall’aula mi disse ‘sai che mi è piaciuta moltissimo questa esperienza? Voglio fare il giornalista’. Quello che ha detto poi ha fatto, ha fatto TeleLombardia. Non pensavo che ce l’avrebbe fatta. E invece ce l’ha fatta”, dice ridendo Fedocci.

“‘Questo video mi sta danneggiando, hanno preso quello che gli serviva per screditarmi ancora una volta’, mi scrisse vari giorni dopo che gli avevo mandato il video”, racconta ancora il giornalista.

“Secondo me non ha capito che quello era il mio video, se lo avesse capito lo avrebbe spiegato senza dire del centro teatro attivo. Non puoi pensare di dire una cazzata del genere (del corso di recitazione, ndr) e sperare che rimanga sotto silenzio”, conclude il giornalista.

Rocco Casalino: il video “incriminato”

“Non ci posso fare niente, è da sempre, da quando sono bambino, che a me i vecchi danno fastidio”, sono le prime parole di Casalino nel filmato.

“E tutti i ragazzi down mi danno fastidio: non ho nessuna voglia di aiutarli, relazionarmi a loro. Sono dei poveretti a cui è capitata questa cosa, ma non voglio occuparmene”.

Nel video si sentono i ragazzi in sottofondo a metà tra il sorpreso e il divertito, cercano di interrompere il neo portavoce del governo, mettere in crisi il suo discorso. E allora Casalino rincara la dose.

“Non so perché mi fanno schifo…anche i ragni. Provo imbarazzo, mi infastidisce, non voglio perderci tempo”.

“Non mi va di stare appresso ai vecchietti, ai bambini – non voglio fare bambini – non mi va di stare dietro a uno che è down e non capisce niente”, sottolinea Casalino, tenendo il conto con le dita delle ‘categorie’ che proprio non sopporta.

Non è la prima volta che il portavoce del governo viene sorpreso a pronunciare frasi imbarazzanti. Come quando uscì l’audio in cui diceva che “i poveri e gli immigrati puzzano“, allungando la lista di chi gli dà fastidio.

O quando dovette scusarsi con i parenti delle vittime di Genova per un audio in cui, a pochi giorni dal crollo del ponte Morandi, diceva che gli era “saltato Ferragosto, Santo Stefano, San Rocco e Santo Cristo”.

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