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    L’Africa ha bisogno del vaccino anti Covid, ma non è ancora pronto a riceverlo: lo studio di Amref

    Di Redazione TPI
    Pubblicato il 16 Dic. 2020 alle 15:59 Aggiornato il 16 Dic. 2020 alle 16:07

    Vaccino anti Covid, i Paesi africani sono pronti a riceverlo?

    In Africa l’epidemia di Coronavirus ha colpito circa due milioni di persone e causato quasi 50mila vittime: numeri ridotti rispetto a quelli registrati in Europa o in Asia, ma non meno allarmanti. Sia perché i dati ufficiali potrebbero essere una sottostima della reale diffusione dell’epidemia, sia perché le infrastrutture sanitarie di molti Paesi sono fragili e anche pochi casi possono pesare sugli ospedali, soprattutto quando questi sono alle prese con altre epidemie ed emergenze ricorrenti. Inoltre una pandemia impone una risposta globale.

    Ma i Paesi africani sono pronti a ricevere il vaccino anti-Covid 19? Secondo il Dr. Githinji Gitahi, Global Ceo di Amref Health Africa “la preparazione dei Paesi africani ai vaccini COVID-19 richiederà una pianificazione ponderata e un coordinamento senza precedenti tra un’ampia gamma di parti interessate”. Gitahi è autore di un’analisi sulle criticità e le prospettive di una campagna vaccinale in Africa insieme a Rosemarie Muganda-Onyando (di PATH) e a Edwin Macharia (Dalberg Advisors). Di seguito vengono riportati i principali risultati del loro studio.

    Lo studio sul vaccino Covid in Africa di Amref

    La preparazione dei Paesi all’eventuale lancio di una campagna è essenziale, insieme agli impegni per garantire un accesso equo a tutti. La disinformazione e la conseguente mancanza di fiducia delle comunità nell’effetto immunizzante del vaccino rappresenta un ulteriore ostacolo che dovrà essere affrontato in questo scenario.

    La dott.ssa Matshidiso Moeti, Direttrice Regionale dell’OMS per l’Africa, nel suo appello per un accesso equo ai vaccini, ha osservato che i Paesi africani sono troppo spesso messi in secondo piano rispetto a ciò che riguarda l’accesso alle nuove tecnologie e gli interventi di salute pubblica, compresi i vaccini. La leadership del continente dovrebbe quindi rimanere impegnata e coinvolta nell’eventuale lancio del vaccino anti-Covid-19, assicurandone un’ampia distribuzione per soddisfare le esigenze dell’intera popolazione.

    È lodevole vedere i leader globali riunirsi sotto “l’acceleratore di accesso agli strumenti anti-COVID-19” guidato dall’OMS, che include il “COVID-19 Global Vaccine Access Facility (COVAX)”. Rispetto a questo i leader africani hanno espresso il loro impegno a garantire un vaccino efficace per le loro popolazioni attraverso il “Consortium for COVID-19 Vaccine Clinical Trial (CONCVACT)” guidato dall’Unione Africana.

    In collaborazione con PATH e il Gavi CSO Steering Committee, Dalberg Advisors e Amref Health Africa hanno ospitato la serie bisettimanale di incontri virtuali, “The Africa Dialogue Webinar Series”. Tra questi, un incontro sulla preparazione dei Paesi africani all’eventuale vaccino anti-COVID-19. I membri del panel hanno espresso la propria opinione su questioni critiche che potrebbero ostacolare la preparazione dei Paesi africani alla fornitura equa dei tanto attesi vaccini.

    Tra questi, deficit di finanziamento, sistemi sanitari deboli, scarsa infrastruttura della catena di approvvigionamento e criteri di ammissibilità e prioritizzazione indefiniti per garantire che le popolazioni più vulnerabili ricevano l’accesso il prima possibile. I relatori hanno proposto le seguenti azioni prioritarie per i governi africani, per garantire un’adeguata preparazione ai vaccini anti-COVID:

    Coinvolgere le comunità per combattere la sfiducia, ridurre al minimo l’esitazione vaccinale e informare meglio gli opinion-leader chiave e il pubblico generale sulla necessità dell’immunizzazione e sui suoi benefici;

    • Rimuovere le rigide barriere relative alla regolamentazione e all’approvazione dei vaccini COVID-19 in tutto il continente, accelerando l’ottenimento di processi regolatori armonizzati e l’autorizzazione rapida da parte dei Paesi ai vaccini COVID-19 sicuri ed efficaci;

    • Sfruttare la partecipazione dei Paesi africani allo strumento COVAX per rafforzare il potere contrattuale comune e garantire che l’Africa possa accedere a una quota sufficiente della fornitura globale di vaccini;

    Allocare finanziamenti per garantire la preparazione e l’accesso ai vaccini anti-COVID-19 e rafforzare la capacità dei sistemi di erogazione dei servizi di immunizzazione. Tra questi, la catena di approvvigionamento, i requisiti della catena del freddo per i vaccini e le attività di generazione della domanda;

    • Promuovere la capacità di produzione regionale di vaccini per sostenere la domanda del continente per i vaccini COVID-19, migliorando il commercio tra Paesi.

    • Mantenere, ripristinare e rafforzare i servizi di immunizzazione di routine e il recupero dalle interruzioni correlate al COVID-19.

    Per raggiungere l’obiettivo di vaccinare almeno il 60 per cento della popolazione, l’Africa avrà bisogno di circa 1,5 miliardi di dosi di vaccino che, secondo le stime attuali, potrebbero costare tra gli 8 miliardi e i 16 miliardi di dollari, con costi aggiuntivi del 20-30 per cento, per il programma di distribuzione vaccinazione. Cosa significa questo per i Paesi africani ora e per le future pandemie?

    La leadership dell’Africa Centers for Disease Control and Prevention (Africa CDC) è stata fondamentale nel coordinamento della risposta COVID-19 del continente africano. Nella strategia di sviluppo e accesso ai vaccini anti-COVID recentemente pubblicata, il primo obiettivo chiave è quello di accelerare il coinvolgimento dell’Africa nella ricerca e nello sviluppo del vaccino.

    Secondo l’African Academy of Sciences, solo il 2 per cento degli studi clinici condotti in tutto il mondo si verifica nel continente africano. Gli investimenti in ricerca e sviluppo porteranno da ultimo ad una maggiore efficacia dei vaccini per le popolazioni di tutto il continente. È giunto il momento di stabilire strutture adatte per un’efficace immunizzazione.

    Oltre al coinvolgimento negli studi clinici, i Paesi dovrebbero dare la priorità ai finanziamenti per l’immunizzazione e seguire le linee guida stabilite per la preparazione e la distribuzione dei vaccini a livello locale. Ad esempio, devono essere predisposti scrupolosi piani per definire chi somministrerà il vaccino e dove, insieme a protocolli per processi di vaccinazione sicuri ed efficaci nelle cliniche e in ambienti di vaccinazione di massa che rispettino le norme anti-COVID-19 e che possiedano sistemi di registrazione e segnalazione ottimali, criteri di ammissibilità e programmi vaccinali.

    Africa, i dati della pandemia

    In Africa da inizio pandemia a oggi sono stati registrati oltre due milioni di casi, in un continente che conta 1,3 miliardi di persone. Cifre di gran lunga inferiori a quelle che raccontano l’epidemia in Europa o in Asia. Nel continente africano a fine novembre i decessi confermati erano quasi 50mila, contro i 300mila degli Stati Uniti o i 60mila dell’Italia.

    Nonostante le cifre ufficiali potrebbero offrire un quadro non veritiero della diffusione del virus – si effettuano molti meno test rispetto ai tamponi che si realizzano in Europa o in Asia e solo in alcuni Paesi – si può dire che la risposta della popolazione sia stata buona. Questo non significa che ai cittadini non serva un vaccino: è fondamentale immunizzare la popolazione in un continente fragile che deve far fronte ad altre epidemie ed emergenze sanitarie in modo ricorrente. Inoltre la risposta a una pandemia globale non può che riguardare tutti.

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