Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
  • Esteri
  • Home » Esteri

    Trump: “Accordo con l’Iran pronto, Hormuz riaprirà. Ma Teheran non potrà mai avere l’atomica”

    Credit: AGF

    L'annuncio su Truth del presidente Usa: "Il nostro rapporto con la Repubblica Islamica sta diventando molto più professionale e produttivo". Secondo Axios, l'intesa prevede anche la fine degli attacchi di Israele contro il Libano, un punto sul quale Netanyahu sarebbe contrario

    Di Enrico Mingori
    Pubblicato il 24 Mag. 2026 alle 09:05 Aggiornato il 24 Mag. 2026 alle 17:33

    L’accordo tra Stati Uniti e Iran è pronto e prevede, tra le altre cose, la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo annuncia sul social Truth il presidente statunitense Donald Trump, confermando di fatto le indiscrezioni circolate negli ultimi due giorni. Ma emergono ricostruzioni divergenti sull’inclusione, nell’intesa, di punti riguardanti il programma nucleare iraniano.

    “Un accordo è stato in gran parte negoziato, in attesa di finalizzazione”, scrive Trump in un primo post, pubblicato quando in Italia era la tarda serata di sabato 23 maggio: “Gli aspetti finali e i dettagli dell’accordo sono attualmente in fase di discussione e saranno annunciati a breve”.

    “Oltre a molti altri elementi dell’accordo – specifica il presidente – verrà aperto lo Stretto di Hormuz”, snodo cruciale per i traffici mondiali di petrolio, gas naturale liquefatto, fertilizzanti e altre materie prime. La navigazione nello Stretto è quasi totalmente azzerata dall’inizio di marzo, quando l’Iran ne ha imposto la chiusura de facto come forma di rappresaglia per gli attacchi subiti da Stati Uniti e Israele. Dal 13 aprile gli Usa hanno a loro volta instaurato un blocco navale sui porti iraniani come contro-rappresaglia.

    Trump fa sapere che l’accordo è vicino dopo aver avuto una conversazione telefonica con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, “che – dice – si è svolta in modo molto positivo”. Il presidente americano ha parlato dell’intesa con l’Iran anche con i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Pakistan, Turchia, Egitto, Giordania e Bahrein. “Mi congratulo con il Presidente Donald Trump per i suoi straordinari sforzi volti a perseguire la pace. Speriamo di ospitare molto presto il prossimo ciclo di colloqui”, ha commentato sul social X il premier pakistano Shehbaz Sharif.

    Secondo un funzionario statunitense, citato dal giornale online statunitense Axios, l’accordo prevede una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco, durante la quale lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto, l’Iran potrebbe vendere liberamente il petrolio e dovrebbero tenersi negoziati “per limitare il programma nucleare iraniano”. Secondo Axios, l’intesa impone una tregua anche all’assedio di Israele contro il Libano, aspetto che troverebbe in disaccordo Netanyahu.

    Oggi il premier dello Stato ebraico ha condiviso su X un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che lo ritrae insieme a Trump accanto alle bandiere dei rispettivi Paesi. “L’Iran non avrà mai un’arma nucleare”, recita la didascalia alla base dell’immagine.

    Proprio il programma atomico della Repubblica Islamica continua a essere il nodo più complesso da sciogliere nei negoziati tra Washington e Teheran.

    Il New York Times – citando due fonti americane – riferisce che l’Iran ha accettato alle proprie scorte di uranio altamente arricchito. Ma dai Pasdaran piovono smentite : “Vale la pena ricordare che Trump aveva precedentemente annunciato che i negoziati sul programma nucleare iraniano sarebbero stati una delle condizioni principali e imprescindibili di qualsiasi accordo. Tuttavia, l’Iran non si è impegnato in alcun modo e la questione nucleare non è stata discussa in questa fase”, si legge sull’agenzia di stampa iraniana Fars, che cita le Guardie Rivoluzionarie.

    Nella giornata di oggi il presidente americano ne ha parlato in un secondo post, pubblicato quando in Italia erano da poco passate le 4 del pomeriggio. “Il nostro rapporto con l’Iran sta diventando molto più professionale e produttivo. Devono però capire che non possono sviluppare o procurarsi un’arma o una bomba nucleare”, scrive Trump. “Ho informato i miei rappresentanti di non affrettare la conclusione dell’accordo, dato che il tempo è dalla nostra parte”, aggiunge il presidente, criticando invece l’intesa con Teheran che fu firmata nel 2015 dall’allora presidente Barack Obama (“Uno dei peggiori accordi mai conclusi dal nostro Paese”. LEGGI ANCHE: L’architetto Usa dell’accordo sul nucleare con l’Iran del 2015 Robert Malley a TPI: “Il JCPOA non doveva morire. Ora ogni intesa sarà più fragile”)

    In precedenza, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, aveva dichiarato alla televisione di Stato che le posizioni di Stati Uniti e Iran erano convergenti nell’ultima settimana, ma aveva anche avvertito che ciò non significava che si sarebbero raggiunti accordi su questioni chiave e aveva accusato gli americani di “dichiarazioni contraddittorie”. “I Romani credevano che Roma fosse il centro del mondo, ma gli Iraniani infransero quest’illusione; la campagna di Filippo l’Arabo contro i Sasanidi si concluse con una pace alle condizioni di Sapore I, e l’imperatore fu costretto a fare i conti con la realtà”, ha scritto sui social Baqaei.

    La presunta svolta annunciata da Trump arriva dopo che venerdì scorso i media americani – citando funzionari anonimi – avevano riportato che l’Amministrazione si stava preparando per una possibile nuova serie di attacchi militari contro l’Iran. Il presidente aveva fatto sapere che non avrebbe partecipato al matrimonio di suo figlio Donald Jr., questo fine settimana, per poter rimanere a Washington “durante questo importante periodo”.

    Leggi l'articolo originale su TPI.it
    Mostra tutto
    Exit mobile version