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    Usa-Corea del Nord: il segretario di stato Pompeo ha incontrato segretamente Kim Jong-un

    Credit: AFP PHOTO / KCNA VIA KNS

    La missione clandestina è avvenuta nel weekend di Pasqua ed è servita a preparare lo storico vertice tra Trump e il leader nordcoreano

    Di Enrico Mingori
    Pubblicato il 18 Apr. 2018 alle 07:50 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 00:09

    L’ex direttore della Cia Mike Pompeo, segretario di stato in pectore degli Stati Uniti, ha incontrato segretamente il leader supremo della Corea del Nord, Kim Jong-un.

    Il faccia a faccia si è tenuto nel weekend di Pasqua in Corea del Nord, secondo quanto rivelato dal quotidiano statunitense Washington Post.

    Si è trattato di una riunione preparatoria in vista dello storico vertice tra il presidente americano Donald Trump e lo stesso Kim, che inizialmente era programmato per il prossimo maggio ma che ora sembra più probabile si terrà a giugno.

    Nella serata di ieri, martedì 17 aprile 2018, Trump aveva lasciato intendere che ci potessero essere stati contatti diretti tra lui e Kim.

    “Abbiamo avuto colloqui diretti a livelli estremamente alti”, aveva detto il presidente da Mar-a-Lago, in Florida, a margine della visita negli States del primo ministro giapponese Shinzo Abe.

    La Casa Bianca ha poi precisato il senso delle dichiarazioni del presidente.

    Nelle prime ore del 18 aprile Donald Trump ha scritto un post sul proprio profilo Twitter in cui conferma l’avvenuto incontro tra Pompeo e Kim Jong-un.

    Il presidente degli Stati Uniti ha scritto: “Mike Pompeo ha incontrato Kim Jong Un in Corea del Nord la scorsa settimana. L’incontro è andato molto bene e si è formata una buona relazione. I dettagli del vertice sono stati elaborati ora. La denuclearizzazione sarà una grande cosa per il mondo, ma anche per la Corea del Nord!”.

    Questo il tweet di Trump:

    Quello tra Pompeo e Kim è stato il contatto di massimo livello tra i due paesi dal 2000, quando l’allora segretario di stato Madeleine Albright aveva incontrato Kim Jong-il, il defunto padre dell’attuale leader, per discutere di questioni strategiche.

    Il direttore dell’intelligence americana James R. Clapper Jr. visitò la Corea del Nord nel 2014 per ottenere la liberazione di due prigionieri americani e incontrò un ufficiale dell’intelligence di livello inferiore.

    La missione clandestina di Pompeo, che non è stata precedentemente segnalata, è arrivata poco dopo che l’ormai ex segretario di stato è stato nominato segretario di stato.

    Dopo l’incontro con Kim, la scorsa settimana, durante la audizione alla alla commissione per gli affari esteri del Senato, Pompeo si è detto “ottimista sul fatto che il governo degli Stati Uniti possa fissare in modo appropriato le condizioni affinché il presidente e il leader nordcoreano possano tenere” colloqui che portino “al raggiungimento di un risultato diplomatico di cui che l’America e il mondo intero hanno così disperatamente bisogno”.

    Trump e Kim Jong-un non si sono mai visti né hanno mai parlato telefonicamente.

    È stato il leader nordcoreano, lo scorso marzo, a invitare il presidente americano a Pyongyang. Trump ha fatto sapere di essere disponibile.

    Il vertice è volto alla distensione dei rapporti diplomatici e alla risoluzione della crisi nucleare nordcoreana.

    Negli ultimi mesi del 2017 la tensione tra Corea del Nord e Stati Uniti è salita vertiginosamente, fino ad arrivare a minacce da entrambe le parti di attaccare il territorio nemico, anche mettendo mano all’arsenale nucleare a disposizione dei due paesi.

    Il presidente Trump ha confermato formalmente che prenderà parte al vertice con Kim, aggiungendo però che le sanzioni imposte alla Corea del Nord rimarranno in vigore fino al completamento del processo di denuclearizzazione.

    Un ruolo chiave nella distensione tra i due paesi lo sta giocando la Corea del Sud.

    Il prossimo 27 aprile Kim incontrerà il suo omologo sudcoreano Moon Jae-in a Panmunjom, sul confine smilitarizzato tra i due paesi.

    Sarà il primo summit tra le due Coree da oltre un decennio e il primo da quando Kim Jong-un ha preso il potere nel Nord.

    Kim Jong-un si è detto disponibile a discutere dell’abbandono del programma nucleare da parte della Corea del Nord, ma solo se la sicurezza del suo paese fosse garantita.

    Il leader supremo ha anche espresso la volontà di avere colloqui “schietti” con gli Stati Uniti sui modi per realizzare la denuclearizzazione della penisola e normalizzare i rapporti bilaterali tra i due paesi.

    Dopo un 2017 turbolento, i rapporti tra i due paesi hanno preso la via della distensione a cominciare dai Giochi olimpici invernali di Pyeongchang, in Corea del Sud, dove una delegazione della Corea del Nord (di cui faceva parte anche la sorella di Kim Jong-Un) ha incontrato il presidente sudcoreano.

    Non a caso, sono state definite le Olimpiadi della distensione.

    Il primo aprile 2018 Kim ha assistito con la moglie a un concerto di cantanti pop sudcoreani a Pyongyang.

    Si è trattata della prima esibizione di artisti sudcoreani sul territorio della Corea del Nord da 13 anni a questa parte.

    Il 26 marzo 2018 il leader nordcoreano è stato in visita a Pechino, in Cina, dove ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping. Si è trattato del primo viaggio all’estero del leader da quando ha preso il potere, nel 2011.

    “La questione della denuclearizzazione della penisola coreana può essere risolta, se la Corea del Sud e gli Stati Uniti rispondono ai nostri sforzi con buona volontà, creano un’atmosfera di pace e stabilità prendendo misure progressiste  per la realizzazione della pace”, avrebbe detto Kim.

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