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    La Turchia bombarda i curdi in Siria e Iraq: “È arrivata l’ora della resa dei conti”

    Di Massimiliano Cassano
    Pubblicato il 21 Nov. 2022 alle 09:54

    “È arrivata l’ora della resa dei conti”: con questo messaggio, il ministro della difesa turco Hulusi Akar ha annunciato l’inizio di una serie di raid aerei lanciati da Ankara contro obiettivi curdi in Iraq e Siria. Nel mirino anche Kobane, la città che riuscì a resistere all’assedio delle forze dell’Isis e che fu riconquistata dai curdi nel gennaio 2015. Stando alle fonti turche, l’artiglieria sta cercando di distruggere le “basi militari” del Partito dei Lavoratori del Kurdistan e delle Unità di Protezione del Popolo, che Ankara ha etichettato come “terroristi” che progettano attacchi contro il Paese.

    Dalla Siria invece denunciano che ad essere stati colpiti siano in realtà due villaggi, dove c’erano diversi civili. Sarebbero stati distrutti un ospedale, una centrale elettrica e un deposito di cereali. L’escalation arriva a una settimana dall’esplosione nelle vie del centro di Istanbul: le autorità turche hanno stabilito che l’attentatrice – che causò la morte di sei persone – ha agito su ordini dati da Koban. Nel comunicato del ministero turco si legge: “L’operazione viene condotta in conformità con i diritti alla legittima difesa contenuti nell’articolo 51 della Carta delle Nazioni unite e ha il fine di eliminare gli attacchi terroristi del nord dell’Iraq e della Siria, di garantire la sicurezza delle frontiere e di eliminare il terrorismo alla radice”. Stando ai dati diffusi dall’Osservatorio siriano per i diritti umani ci sarebbero quindici vittime, di cui nove membri delle Forze democratiche siriane e sei militari siriani. Ma secondo altre fonti il bilancio potrebbe essere più pesante: almeno quarantacinque morti, tra forze siriane e miliziani curdi.

    Farhad Shami, portavoce delle Forze democratiche siriane, denuncia su Twitter la morte di un giornalista durante l’attacco: “L’occupazione turca sta prendendo di mira i giornalisti, cercando di coprire i suoi crimini”. In risposta, dalla Siria sono stati lanciati alcuni razzi che hanno ferito tre uomini delle forze di sicurezza turche.

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