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    Nuovi raid su Gaza e razzi su Israele. L’Autorità palestinese: “Finora abbiamo avuto 220 morti”. Ucciso alto comandante Jihad Islamica

    Credit: ansa foto
    Di Lara Tomasetta
    Pubblicato il 17 Mag. 2021 alle 08:07 Aggiornato il 18 Mag. 2021 alle 08:53

    Nel pomeriggio di domenica pesanti raffiche di razzi sono state lanciate da Gaza verso il sud di Israele e tra le città prese di mira ci sono anche Ashkelon e Ashdod. Un conflitto che non accenna ad ammorbidirsi e, per quanto l’Onu dichiari di lavorare per il cessate il fuoco immediato, il premier Benyamin Netanyahu chiarisce che la tregua è ancora lontana. “L’operazione a Gaza richiederà ancora tempo” e Israele “ha il sostegno degli Usa – ha dichiarato -. Continueremo quanto necessario per riportare la calma”. Il premier ha poi escluso che ci siano pressioni: “Non è vero. Ringrazio Biden e gli altri leader che ci sostengono”, ha concluso.

    Benjamin Netanyahu ha spiegato, durante alcune interviste televisive, che il suo governo “ha condiviso con la Casa Bianca le informazioni di intelligence” sul palazzo distrutto a Gaza da dove lavoravano l’agenzia Associated Press e l’emittente Al Jazeera: “Era un obiettivo legittimo, operativi di Hamas si nascondevano tra gli uffici dei giornalisti”. La Ap ha replicato di aver sempre verificato le presenze nell’edificio proprio per evitare infiltrazioni.

    Nelle ultime ore, hanno riferito i militari, a Gaza sono stati colpiti 90 obiettivi di Hamas e della Jihad Islamica, tra cui l’abitazione del capo dell’ufficio politico di Hamas nella Striscia di Gaza, Yahya Sinwar. Secondo il corrispondente di Al Jazeera, c’è stata a malapena “un’ora di pace” i droni israeliani “volavano sopra la testa, controllando i cieli”. Tra gli obiettivi, diverse basi militari e della sicurezza nel territorio palestinese, ma anche alcune aree deserte a est di Gaza City. In città è stato bombardato anche un edificio di quattro piani, ma i primi rapporti indicano che l’edificio era stato evacuato prima dell’attacco.

    GUERRA HAMAS-ISRAELE: LA DIRETTA

    Ore 19,45 – Biden: “Parlerò oggi con Netanyahu” – Per la terza volta dall’inizio del conflitto, il presidente Usa Joe Biden parlerà questa sera con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Lo ha anticipato il capo della Casa Bianca nel corso di una conferenza stampa sul Covid.

    Ore 17:50 – Hamas: nuovi attacchi su Tel Aviv se continueranno raid contro abitazioni – Hamas ha minacciato che tornerà a colpire Tel Aviv se Israele continuerà a bombardare le abitazioni dei civili, affermando che l’aviazione israeliana ha intensificato gli attacchi contro le strutture residenziali nelle ultime ore. Uno degli attacchi, secondo un corrispondente di Middle East Eye, ha colpito un edificio di sei piani nei pressi di una clinica, una scuola, un orfanotrofio e un ufficio del ministero della Salute palestinese, danneggiando anche gli edifici circostanti. Un corrispondente di Reuters ha dichiarato che il bombardamento israeliano è avvenuto a poca distanza dagli uffici dell’agenzia statunitense a Gaza, dopo l’abbattimento di un edificio che ospitava gli uffici di al-Jazeera e Associated Press sabato scorso.

    L’esercito israeliano ha dichiarato questo pomeriggio di aver colpito cinque miliziani che stavano per lanciare razzi in territorio israeliano e un altro tunnel appartenente ad Hamas a nord di Gaza, oltre così a sei siti sotterranei per il lancio di razzi e 10 siti di lancio esterni.

    Ore 17:25 – Morto ebreo israeliano ferito negli scontri a Lod – È morto un ebreo israeliano ferito gravemente nelle violenze della scorsa settimana a Lod. Martedì scorso Yigal Yehoshua, 56 anni, era stato colpito alla testa da pietre lanciate contro la sua auto da arabi israeliani nelle proteste scoppiate dopo la morte del 32enne Mussa Hassuna, ucciso da colpi di arma da fuoco nella sera di lunedì 10 maggio. Per l’omicidio di Hassouna sono stati fermati quattro ebrei israeliani, tutti rilasciati giovedì scorso.

    Secondo la polizia israeliana, 190 persone sono state ferite nelle violenze scoppiate la scorsa settimana in diverse città del paese, 10 delle quali in maniera grave. Secondo il quotidiano Haaretz, tutte le 116 persone finora incriminate per le violenze sono arabi israeliani.

    Ore 16:45 – Merkel a Netanyahu: solidarietà a Israele – La cancelliera tedesca Angela Merkel ha espresso “solidarietà” nei confronti di Israele nel corso di una telefonata con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in cui ha “ribadito il diritto di Israele di difendersi dagli attacchi”. Secondo il suo portavoce, Merkel ha auspicato che i combattimenti possano finire il prima possibile, dato l’alto numero di vittime civili per entrambe le parti.

    Netanyahu ha parlato al telefono anche con il primo ministro dei Paesi Bassi, Mark Rutte, che ha espresso il suo “sostegno incondizionato al diritto di Israele di difendersi alla luce del lancio di razzi da Gaza”.

    Stamattina, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha chiesto a papa Francesco un impegno comune di “musulmani, cristiani e dell’umanità intera” per fermare il “massacro” in atto contro i palestinesi, invocando l’imposizione di sanzioni contro lo stato ebraico. In una conversazione telefonica, Erdogan ha detto che i messaggi del papa sono di “grande importanza per mobilitare il mondo cristiano e la comunità internazionale”, secondo una nota della presidenza turca, aggiungendo che “tutta l’umanità dovrebbe essere unita contro” Israele.

    Ore 16:20 – Blinken: chiesto a Israele di giustificare attacco al palazzo di al-Jazeera e Ap – Il segretario di Stato statunitense Antony Blinken ha detto che gli Stati Uniti hanno chiesto a Israele di giustificare l’attacco all’edificio a Gaza che ospitava gli uffici dell’agenzia Associated Press e dell’emittente Al Jazeera, distrutto in un bombardamento dell’aviazione israeliana sabato scorso, e di fornire prove riguardo la presenza di Hamas all’interno della struttura. Il capo della diplomazia statunitense ha dichiarato di non aver “visto alcuna informazione fornita” personalmente, secondo quanto riportato da Associated Press. “Israele ha una responsabilità speciale nel proteggere i civili come parte della sua autodifesa e questo include sicuramente i giornalisti”, ha detto Blinken durante una conferenza stampa a Copenaghen.

    Blinken ha anche dichiarato che devono essere “le parti a rendere chiaro che vogliono perseguire un cessate il fuoco”. Nell’ultima settimana gli Stati Uniti si sono opposti a più riprese ai tentativi di far approvare al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite una dichiarazione congiunta per chiedere un cessate il fuoco immediato.

    Il vice segretario aggiunto degli Stati Uniti per gli affari israeliani e palestinesi, Hady Amr, oggi si è recato a Ramallah, per incontrare il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Mahmud Abbas.

    Ore 15.00 – Gaza, sono 220 i palestinesi morti da inizio ostilità – È salito a 220 il numero totale de persone uccise dagli attacchi aerei israeliani su Gaza e in Cisgiordania: lo ha reso noto il ministero della Salute palestinese. Nella notte c’è stata una pioggia di bombe sulla Striscia, il più violento bombardamento dall’inizio delle ostilità: più di 60 raid (50 dei quali compiuti nell’arco di 20 minuti appena).

    Ore 13.40 – AP chiede un’inchiesta indipendente sul bombardamento del palazzo dei media a Gaza – Sally Buzbee, al momento ancora direttrice dell’agenzia di stampa Associated Press ma futura direttrice del Washington Post, ha chiesto l’apertura di un’indagine privata su quanto accaduto a Gaza due giorni fa. Qui l’articolo integrale

    Ore 12.30 – Di Maio vede Zarif: “Inaccettabile lancio di razzi da Gaza” – “Siamo preoccupati per le violenze in Medio Oriente, vanno fermati i lanci di razzi ed è doveroso adottare immediate misure di de-escalation e mostrare responsabilità”. Lo ha detto il ministro Di Maio incontrando l’omologo iraniano Zarif in occasione della sua visita in Italia. Nel colloquio, in programma da diverse settimane, Di Maio ha ribadito a Zarif che “i lanci di razzi sono inaccettabili”.

    Ore 12.00 – Ucciso alto comandante Jihad Islamica a Gaza – Hassam Abu Harbid, un alto comandante dell’ala militare della Jihad Islamica palestinese, è stato ucciso durante un raid delle forze armate israeliane che ha colpito la sua abitazione di Gaza. Lo riferiscono fonti palestinesi rilanciate dal Jerusalem Post.

    Ore 10.10 – Gerusalemme, crolla la tribuna di sinagoga: almeno 2 morti e 130 feriti – Due morti e oltre 132 feriti trasportati in ospedale per il crollo di una tribuna nella sinagoga di Givat Ze’ev, all’interno di un insediamento in Cisgiordania poco distante da Gerusalemme. Fonti sanitarie hanno riferito che 5 dei 132 feriti sono in condizioni gravi e otto in condizioni moderate, mentre tutti gli altri sono leggermente feriti. Qui l’articolo integrale

    07.00 – Raid dei caccia israeliani, pioggia di bombe su Gaza – I caccia israeliani stanno effettuando attacchi diffusi contro obiettivi “terroristici” in tutta Gaza: lo ha reso noto l’esercito israeliano. I raid dei caccia hanno ‘martellato’ l’area di Khan Younis nella Striscia di Gaza meridionale ma anche Gaza City e i territori più a Nord. Poco prima di mezzanotte, l’esercito con la stella di David aveva dato l’ultimo aggiornamento sui razzi lanciati dall’enclave palestinese verso lo Stato ebraico: 3.100 da quando è cominciata l’escalation, ormai sette giorni fa. “E’ il più alto ritmo giornaliero di lancio di razzi mai registrato nella storia del Paese. La minaccia è reale, milioni di israeliani vivono sotto la minaccia. Continueremo a difenderci”, aveva aggiunto l’esercito su Twitter. In serata le forze di difesa israeliane hanno fatto sapere di aver attaccato anche un complesso dell’intelligence militare di Hamas nell’enclave.

    Il bilancio delle vittime

    Almeno 220 persone, tra cui 58 bambini e 34 donne, sono state uccise nella Striscia di Gaza dall’inizio delle ultime violenze. Israele ha denunciato 10 morti, inclusi due bambini. I feriti sono 1.235.

    Un’intera famiglia, compresi quattro bambini e la madre incinta, è rimasta uccisa in un bombardamento israeliano nella zona di Sheikh Zayed, nel nord di Gaza, che ha provocato almeno 11 morti e 50 feriti, secondo quanto ricostruito dall’agenzia palestinese Wafa. Una donna e i suoi tre figli sono rimasti uccisi in un attacco aereo israeliano, i corpi sono stati recuperati nella parte settentrionale di Gaza. Queste morti portano a 140 il bilancio ufficiale delle vittime, compresi almeno 41 bambini. Le vittime israeliane sono 10.

    La rete elettrica di Gaza City gravemente danneggiata dai raid

    I raid israeliani hanno gravemente danneggiato la rete di fornitura di elettricità a Gaza City: lo ha reso noto un portavoce della Gaza Electricity Distribution Company, l’azienda elettrica a Gaza. Subito dopo l’intenso sbarramento di fuoco israeliano, diverse fonti sul posto avevano riferito che ampi settori della città erano rimasti completamente al buio. L’esercito israeliano ha voluto spiegare i motivi delle operazioni militari su aree densamente abitate come Gaza, dicendo che “Hamas nasconde deliberatamente obiettivi militari negli edifici residenziali e nelle aree civili”.

    Nessun appello dell’Onu: non c’è l’accordo

    Ieri riunione pubblica del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. All’incontro hanno partecipato il segretario generale Antonio Guterres, il coordinatore speciale delle Nazioni unite per il processo di pace in Medio Oriente, Tor Wennesland, il ministro degli Esteri palestinese Riad al Malki, mentre per gli Usa l’ambasciatrice al Palazzo di vetro, Linda Thomas-Greenfield. Nemmeno questa volta il Consiglio è stato in grado di concordare una dichiarazione pubblica (che deve essere adottata per consenso). La Cina, presidente di turno, ha accusato gli Usa di bloccare un appello dei quindici per allentare le tensioni a Gaza, e il ministro degli Esteri di Pechino Wang Yi ha detto che gli Stati Uniti hanno bloccato una bozza del Consiglio per chiedere la cessazione delle ostilità.

    Oltre 3.000 razzi lanciati dall’inizio del conflitto

    L’esercito di Israele (Idf) comunica che da Gaza sono stati sparati verso Israele 3.100 razzi. Il calcolo parte dall’inizio dell’Operazione guardiano delle Mura. Di questi, circa 450 hanno fallito e sono caduti nel territorio palestinese. Il sistema Iron Dome ha intercettato circa 1.210 razzi.

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