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    Il messaggio dell’Isis agli Usa: “Non esultate, siete guidati da un vecchio pazzo”

    Donald Trump
    Di Veronica Di Benedetto Montaccini
    Pubblicato il 31 Ott. 2019 alle 20:06

    Il messaggio dell’Isis su Trump: “Vecchio pazzo”

    L’Isis ha confermato la morte di Abu-Bakr al-Baghdadi, ucciso il 26 ottobre in un raid delle forza americane nel suo compound in Siria, e del suo portavoce Abu Hassan al Muhajir. Dopo aver annunciato Abu Ibrahim al Hashimi al Qurashi come successore del califfo, lo Stato Islamico ha minacciato l’America: “Non esultate, il vostro destino è controllato da un vecchio pazzo che va a dormire con un’idea e si sveglia con un’altra”.

    Il messaggio dell’Isis che dipinge Trump come “pazzo”

    Il messaggio dell’Isis si rivolge poi direttamente agli americani: “Non celebrate la morte di al Baghdadi, non siate arroganti. America, lo Stato islamico è in prima linea in Europa e Africa occidentale”.

    Questo è un passaggio del messaggio audio di circa 8 minuti del nuovo portavoce dello Stato islamico, riferito forse anche alla descrizione della morte di Baghdadi da parte di Donald Trump.

    “Siamo in lutto per te, comandante dei credenti”, recita la dichiarazione audio pubblicata su Telegram e letta da Abu Hamza al Quraishi, che viene presentato come il nuovo portavoce dell’organizzazione.

    Nel messaggio lo Stato islamico lancia anche un appello per vendicare la morte del leader dell’Isis, ammomendo quindi gli Usa a non gioire, ribadendo che il gruppo non è attivo solo in Medio Oriente: “America, non ti rendi conto che lo Stato islamico si estende da Est a Ovest”.

    La notizia della morte del califfo

    La notizia della morte del califfo Abu Bakr al-Baghdadi è stata riportata dai media il 26 ottobre scorso. Il leader dell’Isis sarebbe stato ucciso al confine con la Turchia dove si nascondeva da mesi. Anche il braccio destro di Baghdadi, Abu Hasan Al-Muhajir è stato ucciso in un altro raid vicino a Jarabalus, sempre in Siria e occupato da forze filo-turche.

    I raid sono stati condotti dalle Forze Speciali statunitensi. Determinante la collaborazione tra gli americani e i curdi che nonostante la guerra, hanno dato un apporto decisivo alla riuscita delle missioni. Ankara non ha avuto alcun ruolo nel raid.

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