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    Mamma riabbraccia la figlia morta grazie alla realtà virtuale: il video commuove il mondo

    Mamma e figlia virtuale, uno screen del documentario

    Nayeon aveva solo 7 anni quando un male incurabile l'ha strappata via all'affetto della sua mamma Jang. L'incontro virtuale è potentissimo (e spaventoso allo stesso tempo)

    Di Veronica Di Benedetto Montaccini
    Pubblicato il 13 Feb. 2020 alle 10:58

     

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    Una mamma riabbraccia la figlia morta grazie alla realtà virtuale

    Grazie alla realtà virtuale, una mamma ha potuto rivedere e “riabbracciare” la sua bambina, morta a soli 7 anni. Nayeon è deceduta nel 2016, portata via da un male incurabile. Quasi quattro anni dopo la sua scomparsa, la tecnologia è venuta in soccorso alla madre, inconsolabile e straziata dal dolore per la grave perdita.

    Un abbraccio che mette i brividi. I tecnici della società televisiva sudcoreana Munhwa Broadcasting hanno impiegato otto mesi per realizzare il parco giochi dove l’incontro ha avuto luogo. Lo hanno fatto con tecniche di realtà virtuale. E lì, sul prato verde chroma key, che Jang Ji-sung ha potuto stringere di nuovo Nayeon, che una malattia incurabile le ha portato via a soli 7 anni.

    Il progetto si chiama “I Met You” ed è raccontato in un documentario pubblicato qualche giorno fa. Nelle riprese dell’incontro digitalizzato, la commozione di Jang è incontenibile. La donna è stata poi raggiunta dal marito e dagli altri figli, i fratellini di Nayeon, anche loro visibilmente scossi. Jang ha trascorso una giornata intera con il sensore che le permetteva di rivedere sua figlia, in una realtà virtuale creata apposta per lei.

    Hanno giocato insieme, corso, parlato, e perfino spento le candeline sulla torta di compleanno della piccola Nayeon. Fino a quando la bambina ha regalato un fiore alla madre e si è messa a dormire. “Ho vissuto un momento felice, il sogno che ho sempre voluto vivere”, ha dichiarato la madre in lacrime. La tecnologia ha ricreato artificialmente la figlia, ma le emozioni erano reali.

    Nayeon è una perfetta riproduzione virtuale della bimba scomparsa. I suoi movimenti sono stati ricreati grazie a un bambino in carne e ossa che ha regalato i suoi gesti alla coetanea più sfortunata. L’interazione è commovente: piange Jang e piange la sua famiglia, che osserva il tutto attraverso uno schermo, padre, fratello e sorella della piccola. Un video che solleva dubbi etici. Eppure, concluso l’esperimento, Jang non ha dubbi: “Ho vissuto un momento felice, il sogno che ho sempre voluto vivere. Era come fosse il paradiso”.

    Dietro queste tecnologie però ci sono polemiche e dubbi etici: “La questione è spinosa, quello che dovremmo domandarci è fin dove si può spostare l’asticella”, commenta ad Agi Matteo Flora, amministratore delegato di The Fool, società di analisi e protezione della reputazione online. “Tanti parlano di etica dell’Intelligenza artificiale, in realtà dovremmo cominciare a parlare di etica del sistema. Stiamo arrivando a computer ‘dei’ che stanno arrivando ben oltre i limiti non solo dell’umano, ma anche dell’etica. Quindi dobbiamo capire se dobbiamo spostare l’asticella, oppure definire dei limiti a queste tecnologie”, conclude.

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