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    “Decapitazione ragazza”: le ultime parole cercate da Peter Madsen prima di decapitare Kim Wall nel suo sottomarino

    La giornalista Kim Wall.

    La notte prima della morte della reporter svedese Kim Wall, salita a bordo del sottomarino dell'inventore Peter Madsen per un'intervista, l’uomo aveva cercato su Google “decapitazione” e “ragazza” e aveva poi guardato un video nel quale una donna veniva brutalmente uccisa tramite un taglio alla gola

    Di Lara Tomasetta
    Pubblicato il 22 Apr. 2018 alle 17:50 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:19

    Kim wall giornalista | La misteriosa vicenda della decapitazione | Il sottomarino di Peter Madsen sottomarino | Le nuove rivelazioni e le ultime news

    A poche ore dalla ripresa del processo, iniziato l’8 marzo, contro l’inventore danese Peter Madsen, accusato di aver ucciso la giornalista svedese Kim Wall a bordo del proprio sottomarino nell’agosto del 2017, spuntano nuovi dettagli sulle ore immediatamente precedenti alla morte della ragazza.

    Il procuratore danese Jakob Buch-Jepsen ha dichiarato che sul computer dell’inventore danese e sul suo iPhone la polizia ha trovato oltre 140 clip e link con scene di omicidi, torture, decapitazioni e torture sessuali praticate nei confronti di donne.

    Il procuratore ha inoltre reso noto che, la notte prima della morte di Kim Wall, l’uomo aveva cercato su Google “decapitazione” e “ragazza” e aveva poi guardato un video nel quale una donna veniva brutalmente uccisa tramite un taglio alla gola.

    Il verdetto su Madsen sarà emesso mercoledì 25 aprile. In questo articolo avevamo raccontato la misteriosa scomparsa della giornalista svedese in un sottomarino.

    La misteriosa scomparsa di una giornalista svedese imbarcatasi su un sottomarino affondato a Copenaghen

    L’uomo deve ora rispondere di varie accuse, tra cui omicidio, vilipendio di cadavere e “atti sessuali diversi dal rapporto, di natura particolarmente pericolosa”.

    Il busto della ragazza è stato trovato da un ciclista in una spiaggia dieci giorni dopo la sua scomparsa, avvenuta mentre Wall si trovava a bordo del sottomarino, per un’intervista con l’inventore, Madsen. A ottobre fu ritrovata anche la testa mozzata della reporter.

    L’uomo, 47 anni, nega di essere l’assassino della giornalista, ma ammette di aver fatto a pezzi il suo cadavere.

    Kim Wall aveva 30 anni e stava lavorando a un pezzo sul sottomarino di Peter Madsen per una storia. Aveva studiato all’Università Sorbona di Parigi, alla London School of Economics nel Regno Unito e alla Columbia University, dove si era laureata in giornalismo nel 2013.

    Wall viveva tra New York e Pechino e collaborava con testate internazionali come The New York Times, Harpers, The Guardian, VICE Magazine, South China Morning Post, Foreign Policy TIME. Il suo lavoro riguardava in particolare le identità di genere, le ingiustizie sociali e gli affari internazionali.

    La vicenda

    Kim Wall scomparve il 10 agosto scorso dopo essersi imbarcata a bordo del sottomarino di Madsen. Il suo corpo decapitato e la sua testa furono ritrovati in mare nelle settimane successive.

    La testa mozzata della donna fu trovata in una borsa che conteneva anche due gambe. In un’altra borsa vennero ritrovati i vestiti mancanti della donna.

    Wall stava ricercando informazioni sul sottomarino di Peter Madsen. L’imbarcazione è affondata poche ore dopo che la giornalista era salita sul sottomarino

    Lunedì 21 agosto 2017 fu ritrovato il busto della donna nella baia di Copenhagen. Secondo la polizia, la testa e gli arti erano stati tagliati deliberatamente. Le autorità hanno poi identificato i resti come appartenenti alla giornalista svedese.

    L’imbarcazione affondò poche ore dopo che la giornalista era salita a bordo. Alcune settimane dopo la polizia ritrovò altre parti del corpo della donna in alcuni sacchetti di plastica caricati con del peso per non tornare a galla.

    Il procuratore Buch-Jepsen ritiene che Madsen abbia strangolato o decapitato Wall dopo averla torturata per realizzare una violenta fantasia sessuale.

    Interrogato durante le prime fasi del processo su come e perché le avesse tagliato braccia, gambe e testa, Madsen era apparso inizialmente sottotono, definendolo “un evento molto, molto traumatico, che non voglio descrivere”.

    Alla fine aveva ammesso di non avere idea del motivo per cui era stato necessario tagliare la testa di Wall per rimuovere il suo corpo dal sottomarino.

    Peter Madsen è un eccentrico inventore danese, ingegnere aerospaziale e cofondatore di Copenhagen Suborbitals, l’unico programma amatoriale spaziale finanziato interamente in crowd-funding, la pratica di microfinanziamento che mobilita persone e risorse intorno a progetti di investimento, spesso innovativi.

    Nel 2014 Madsen ha anche fondato il Rocket Madsen Space Lab, un laboratorio di ricerca per tecnologie missilistiche che concentra i propri sforzi nello sviluppo di motori basati su poliuretano e perossido di idrogeno.

    Entrambe le organizzazioni hanno l’obiettivo di diventare il primo programma spaziale non governativo a inviare un essere umano nello spazio.

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