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    Istanbul, la basilica di Santa Sofia da oggi è una moschea: troppi fedeli, bloccati gli accessi

    Di Lara Tomasetta
    Pubblicato il 24 Lug. 2020 alle 12:58 Aggiornato il 25 Lug. 2020 alle 10:52

    Istanbul, la basilica di Santa Sofia da oggi è una moschea: l’inaugurazione

    Dopo la riconversione due settimane fa da museo in moschea del monumento simbolo di Istanbul, a Santa Sofia oggi si torna a recitare le preghiere islamiche. Nel primo venerdì di preghiera dopo 86 anni, si celebra la cerimonia ufficiale che ne segna la riconversione. La solenne preghiera del venerdì viene officiata dal responsabile della Presidenza per gli affari religiosi (Diyanet), Ali Erbas, con la partecipazione delle massime autorità statali, tra cui il presidente Recep Tayyip Erdogan, che ha dichiarato di aver realizzato il suo “più grande sogno” riconvertendo quella che per quasi un millennio fu la basilica più grande della cristianità, prima di essere trasformata in moschea con la conquista ottomana di Costantinopoli nel 1453 e poi in museo da Mustafa Kemal Ataturk con un decreto del 1934, annullato il 10 luglio scorso dal Consiglio di stato di Ankara.

    Migliaia di fedeli sono arrivati da tutto il Paese e le misure di sicurezza predisposte sono imponenti, con circa 20 mila agenti e oltre 700 operatori sanitari schierati. L’intera area predisposta per accogliere i fedeli all’esterno della basilica è stata riempita in poche ore e non saranno più ammessi ulteriori ingressi come misura precauzionale contro il Covid-19. Lo ha reso noto il prefetto della metropoli sul Bosforo, Ali Yerlikaya.


    Anche il presidente Erdogan è arrivato presso la nuova moschea. Intanto, alcuni vescovi, sia appartenenti alla Chiesa cattolica sia membri di quella ortodossa, sembrano non volersi rassegnare alla riconversione: due missive inoltrate dall’Australia e sottoscritte da ecclesiastici sottolineano come la speranza che questa fase sia solo transitoria non si sia spenta del tutto: “Preghiamo anche che con il tempo la decisione venga annullata, in modo che Hagia Sophia possa essere di nuovo un luogo comune per tutte le persone e un emblema di pace”, hanno fatto presente entrambi gli episcopati. Ma la volontà di Erdogan non sembra conoscere ripensamenti.

    Santa Sofia, patrimonio dell’Unesco, ha accolto lo scorso anno 3,7 milioni di visitatori ed Erdogan ha promesso di lasciarla aperta a “tutti”. Per Santa Sofia sono stati scelti tre imam e cinque muezzin e per oggi, oltre ai fedeli ammessi all’interno, circa un migliaio, sono state allestite all’esterno aree dedicate per uomini e donne che vogliono partecipare al rito. Coperte le icone cristiane all’interno del sito, le autorità hanno raccomandato a tutti di indossare la mascherina e hanno chiesto “pazienza”.

    Come detto, la partecipazione dei fedeli all’inaugurazione è altissima ed è seguita con attenzione anche sul web. Sono numerosissimi gli utenti che, non potendo partecipare di persona, stanno condividendo foto e video della prima preghiera. “Dopo 86 anni, il ritorno di Sofia a moschea non è solo una vittoria della nazione, è una vittoria di tutto il mondo islamico”, si legge su qualche post su Twitter.

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