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    Medio Oriente, per l’Unicef quasi 200 bambini morti dall’inizio della guerra. Libano, oltre 500mila sfollati per i raid di Israele. Qatar: “La guerra può far crollare le economie mondiali”. Trump: “Nessun accordo con l’Iran, se non la resa incondizionata”

    Il quartier generale della polizia a Teheran, bombardato da Usa e Israele durante la guerra contro l’Iran, in una foto del 4 marzo 2026. Credit: Sobhan Farajvan/PACIFIC P/SIPA / AGF

    Le ultime notizie di oggi, venerdì 6 marzo, sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran

    Di Redazione TPI
    Pubblicato il 6 Mar. 2026 alle 09:44 Aggiornato il 6 Mar. 2026 alle 17:58

    Guerra tra Iran e Usa-Israele: le ultime notizie di oggi 6 marzo 2026

    Gli Stati Uniti e Israele continuano a bombardare l’Iran, dove oltre 1.300 persone sono rimaste uccise dall’inizio della guerra. Tel Aviv prosegue i raid aerei e avanza con le proprie truppe anche in Libano: oltre 100 le vittime registrate dalla ripresa dei bombardamenti israeliani contro Hezbollah. La Repubblica islamica e il gruppo armato sciita hanno risposto con attacchi missilistici contro lo Stato ebraico, le basi Usa e i loro alleati nel Golfo, dove sono state uccise una trentina di persone dal 28 febbraio scorso. Un attacco con droni ha colpito l’aeroporto internazionale di Nakhchivan, un’exclave dell’Azerbaigian, che confina con Iran, Turchia e Armenia, ferendo due persone (ma Teheran nega il coinvolgimento). In totale, l’Unicef calcola che dall’inizio del conflitto siano morti quasi 200 bambini. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump definisce “una perdita di tempo” l’ipotesi di un’invasione di terra dell’Iran: “Vogliamo entrare e ripulire tutto”, afferma a proposito della nuova guida politica del Paese. Intanto, secondo l’agenzia Reuters, la Cina sta negoziando con Teheran per consentire il passaggio sicuro di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz. Di seguito le ultime notizie di oggi, venerdì 6 marzo 2026, sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran.

    LA DIRETTA

    Ore 17.50 – Telefonata tra Meloni, Starmer, Merz e Macron concordano: “Diplomazia e coordinamento militare tra Italia, Regno Unito, Germania e Francia per far fronte alla situazione in Medio Oriente” – Italia, Regno Unito, Germania e Francia continueranno a lavorare insieme per “la diplomazia e il coordinamento militare” in risposta all’escalation bellica innescata in Medio Oriente dagli attacchi di Usa e Israele all’Iran e dalla risposta di Teheran contro i Paesi vicini. L’annuncio arriva dopo un colloquio telefonico tenuto questa mattina tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il premier britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il capo di Stato francese Emmanuel Macron, di cui dà conto in una nota Downing Street. “Questa mattina il Primo Ministro ha parlato ai leader di Francia, Germania e Italia della situazione in Medio Oriente”, si legge nel comunicato.  I leader hanno iniziato condannando i gravi attacchi dell’Iran e il Primo Ministro ha aggiornato (gli interlocutori, ndr) sulle misure difensive adottate dal Regno Unito negli ultimi giorni per proteggere e rafforzare i partner nella regione”. Meloni, Starmer, Merz e Macron hanno poi “concordato che nelle prossime ore e nei prossimi giorni saranno essenziali un’intensa attività diplomatica e uno stretto coordinamento militare” nonché “sulla necessità di uno stretto coordinamento sulla situazione nello Stretto di Hormuz e hanno ribadito la loro preoccupazione per la situazione in Libano”. “I leader hanno accolto con favore le parole del presidente Zelensky, esperto in materia di intercettazione dei droni, che ha offerto ai partner della regione e hanno sottolineato l’importanza di garantire un sostegno continuo e su larga scala all’Ucraina”, continua la nota. “Il Primo Ministro ha aggiornato sugli sforzi del Regno Unito per sostenere la partenza dei cittadini britannici che desiderano lasciare il Medio Oriente tramite voli commerciali e charter”, conclude il comunicato, affermando che i quattro leader “hanno concordato di rimanere in stretto contatto”.

    Ore 17.40 – Libano: 9 morti in un raid di Israele nel sud, tutti della stessa famiglia, per lo più donne e minori – Almeno 9 persone, tutti appartenenti alla stessa famiglia, sono state uccise oggi nel sud del Libano a seguito di un raid aereo condotto dalle forze armate di Israele (Idf) nella località di Majdal Selm, nel distretto di Bint Jbeil. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale locale Nna, secondo cui il raid ha preso di mira l’abitazione della famiglia Saleh, uccidendo “per la maggior parte minori e donne” e provocando anche un imprecisato numero di feriti. Le Idf non hanno finora commentato.

    Ore 17.30 – Iraq, il premier Sudani e il presidente della regione curda Barzani: “Il nostro Paese non è un trampolino di lancio contro i vicini” – Il territorio dell’Iraq non deve essere “utilizzato come trampolino di lancio per attacchi” contro l’Iran. Il monito arriva dal primo ministro di Baghdad Mohammed Shia al-Sudani e dal presidente della regione autonoma curda Nechirvan Barzani, che in un colloquio telefonico tenuto oggi, riportato in una nota diramata sui social dal governo nazionale, hanno condannato “gli attacchi contro diverse città irachene” compiuti negli ultimi giorni. “Durante la chiamata, l’accento è stato posto sul rifiuto degli attacchi contro diverse città irachene, tra cui la regione del Kurdistan iracheno, nonché sul non consentire che il territorio iracheno venga utilizzato come trampolino di lancio per attacchi contro i Paesi vicini e sul sostegno a tutte le misure volte a rafforzare la sicurezza e la stabilità nella regione”, si legge nel comunicato. “Entrambe le parti hanno sottolineato la necessità di affrontare le sfide attuali unificando le posizioni e il discorso delle forze nazionali, al fine di preservare la stabilità e la sovranità del Paese e di rafforzare la sicurezza nazionale”.

    Ore 17.10 – Libano: raid di Israele colpisce vicino al sito Unesco di Tiro, un morto – Almeno una persona è rimasta uccisa oggi nel sud del Libano a seguito di un raid condotto dalle forze armate di Israele (Idf) nella città di Tiro, non lontano dal sito patrimonio dell’umanità dell’Unesco. La notizia è stata confermata dall’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui “aerei da guerra nemici hanno attaccato il quartiere delle rovine della città di Tiro”, vicino al campo profughi palestinese di Bass, uno dei 12 del Libano. Il raid, secondo un corrispondente del quotidiano locale L’Orient-Le Jour, avrebbe provocato almeno 7 vittime.

    Ore 17.05 – Arabia Saudita: “intercettato e distrutto” un missile da crociera – Le difese aeree dell’Arabia Saudita hanno “intercettato e distrutto” un missile da crociera lanciato contro il Regno. Lo riferisce sui social il ministero della Difesa di Riad, secondo cui il razzo è stato intercettato a est del governatorato di Al-Kharj, nel centro della Penisola arabica, a sud-est della capitale.

    Ore 16.55 – Israele, Idf: “70 razzi lanciati oggi dal Libano, uccisi 70 terroristi di Hezbollah dal 2 marzo” – Quasi 70 razzi sono stati lanciati oggi verso il territorio di Israele dal Libano ad opera di Hezbollah. Lo hanno annunciato in una nota diramata sui social le forze armate di Israele (Idf), secondo cui dal 2 marzo, giorno della ripresa delle ostilità su vasta scala contro il gruppo armato sciita in Libano sono stati uccisi “più di 70” combattenti di Hezbollah. “Negli ultimi giorni sono stati lanciati centinaia di razzi e droni verso Israele”, ha dichiarato oggi in conferenza stampa il portavoce internazionale dell’esercito israeliano, tenente colonnello Nadav Shoshani, secondo cui “dalla mezzanotte di oggi (…) sono stati lanciati circa 70 razzi” contro lo Stato ebraico. Dall’inizio dell’offensiva lanciata il 2 marzo contro il movimento sciita, ha aggiunto, “abbiamo condotto 26 ondate di attacchi durante i quali abbiamo preso di mira più di 500 obiettivi in tutto il Libano ed eliminato più di 70 terroristi di Hezbollah”.

    Ore 16.40 – Libano: 217 morti e 798 feriti dalla ripresa dei bombardamenti di Israele – Almeno 217 persone sono state uccise e 798 sono rimaste ferite in Libano dal 2 marzo, quando Israele ha ripreso i bombardamenti su vasta scala contro Hezbollah nel Paese dei Cedri. Lo riferisce il Centro operativo per le emergenze sanitarie del ministero della Salute di Beirut in una nota citata dall’agenzia di stampa ufficiale locale Nna, secondo cui il bilancio delle vittime potrebbe aumentare visto che gli ospedali nazionali continuano ad accogliere pazienti feriti.

    Ore 16.30 – Azerbaigian: il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa l’11 marzo in visita a Baku – Il presidente del Consiglio dell’Unione europea, Antonio Costa, si recherà l’11 marzo prossimo in visita a Baku, capitale dell’Azerbaigian, “per una serie di incontri ad alto livello” con il capo di Stato azero Ilham Aliyev e con altri alti rappresentanti del governo locale. Lo riferisce una nota stampa del Consiglio dell’Ue, che riporta anche le parole di Costa. “L’Azerbaigian è un partner di importanza strategica per l’Ue: la nostra cooperazione energetica è fondamentale per i nostri sforzi volti a diversificare l’approvvigionamento energetico e rafforzare la nostra sicurezza energetica”, ha detto l’ex premier portoghese. “Il nostro incontro sarà anche l’occasione per discutere della rapida evoluzione della situazione geopolitica in Medio Oriente. L’Unione europea esprime piena solidarietà al governo e al popolo dell’Azerbaigian”. Dopo essere stato colpito da alcuni droni lanciati dall’Iran all’aeroporto di Nakhchivan, l’Azerbaigian ha convocato l’ambasciatore a Baku, ritirato i propri diplomatici e si è riservato di “rispondere” a Teheran.

    Ore 16.20 – Iran: Trump apre a una nuova leadership religiosa, non importa se democratica, purché “tratti bene gli Usa e Israele” – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha aperto oggi all’idea di una nuova leadership religiosa in Iran, non importa se democratica, purché “tratti bene gli Usa e Israele”. “L’Iran non è più lo stesso Paese di una settimana fa”, ha detto Trump in una breve intervista telefonica concessa oggi all’emittente Cnn. “Una settimana fa erano potenti e ora sono stati davvero neutralizzati”, ha aggiunto. Il presidente degli Stati Uniti si è poi detto fiducioso sulla scelta della prossima leadership del Paese, paragonando la guerra combattuta al fianco di Israele contro la Repubblica islamica al sequestro dell’ex presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, catturato all’inizio di quest’anno dalle forze Usa a Caracas e sostituito dalla sua vice, l’attuale presidente ad interim Delcy Rodriguez. “Funzionerà molto facilmente, come in Venezuela. Abbiamo una leader meravigliosa lì. Sta facendo un lavoro fantastico”, ha detto Trump, riferendosi a Rodriguez. Quindi l’inquilino della Casa bianca ha aperto all’idea di un altro leader religioso alla guida dell’Iran, dopo l’uccisione della Guida suprema della Rivoluzione islamica, l’ayatollah Ali Khamenei ucciso lo scorso 28 febbraio in un raid aereo congiunto israelo-statunitense a Teheran. “Dipende da chi è la persona”, ha precisato Trump. “Non mi danno fastidio i leader religiosi. Ho a che fare con molti leader religiosi e sono fantastici”, ha aggiunto. Tuttavia, incalzato sulla necessità di una leadership democratica, il presidente Usa ha risposto: “No, sto dicendo che ci deve essere un leader che sia giusto ed equo”, ha continuato. “Fate un ottimo lavoro. Trattate bene gli Stati Uniti e Israele e trattate bene gli altri Paesi del Medio Oriente: sono tutti nostri partner”. Quindi il magnate ha rimarcato i legami costruiti con gli alleati del Golfo, motivo per cui, ha affermato, questi ultimi stanno “combattendo per noi”, intendendo gli Usa. “Sono diventato molto amico di tutti quei Paesi. Ecco perché stanno tutti combattendo per noi”, ha proseguito. “Prima che mi impegnassi, non parlavamo nemmeno con gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita. Sapete, (il presidente Joe, ndr) Biden e (il presidente Barack, ndr) Obama avevano escluso l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar, li avevano esclusi tutti. Stavano tutti per andare in Cina e io mi sono impegnato in un lasso di tempo molto breve e sono diventati miei amici”, ha rimarcato Trump, che ha anche dato un voto alla guerra degli Stati Uniti e di Israele in corso contro l’Iran, dandole un “12, forse 15 su una scala di 10”. “Abbiamo messo fuori combattimento la loro Marina perché, sapete, quando si mette fuori combattimento la Marina, non riescono più a fare quello che vogliono. Abbiamo appena raggiunto il traguardo delle 25 navi (affondate o colpite, ndr). Riuscite a immaginarlo? Quelle grandi… 25 navi sono fuori combattimento”, ha dichiarato l’inquilino della Casa bianca, che non si è detto preoccupato per l’aumento dei prezzi energetici. “Sarà un periodo breve”, ha assicurato, affermando di aver “già capito” la situazione dello Stretto di Hormuz. “Scenderanno molto rapidamente”.

    Ore 16.00 – Siria, Onu: “50mila rifugiati rimpatriati dal Libano in una settimana” – Quasi 50mila cittadini siriani residenti in Libano sono fuggiti in Siria nell’ultima settimana. Lo ha annunciato oggi in una nota diramata anche sui social l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). “Quasi 50mila siriani hanno attraversato il confine dal Libano alla Siria la scorsa settimana, senza contare coloro che potrebbero aver attraversato ieri in seguito agli ordini di evacuazione”, si legge nel comunicato. Negli ultimi giorni, ha aggiunto il responsabile della missione dell’Oim in Libano Mathieu Luciano, si sono verificati “movimenti transfrontalieri su larga scala”. L’escalation di violenza in Medio Oriente, ha detto oggi in conferenza stampa da Ginevra il portavoce dell’Organizzazione Mohammedali Abunajela, sta sollevando serie preoccupazioni circa l’ulteriore sofferenza e lo sfollamento dei civili in una regione “che sta già affrontando sfide immense”. “Stanno già emergendo segnali allarmanti di spostamenti di popolazione, in particolare in Libano e oltre confine con la Siria”, ha detto il funzionario. In particolare, secondo il responsabile delle emergenze e coordinatore interregionale per i rifugiati dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) Ayaki Ito, il conflitto tra Israele e Hezbollah ha “spinto molti rifugiati siriani residenti in Libano a tornare in Siria”. “Alcuni di loro avevano già programmato di tornare prima del conflitto, ma altri stanno fuggendo per tornare a casa”, ha detto oggi Ito alla stampa a Ginevra.

    Ore 15.30 – Iraq: droni colpiscono due impianti petroliferi e l’aeroporto di Bassora – Due impianti petroliferi e l’aeroporto di Bassora, nel sud dell’Iraq, sono stati colpiti oggi da alcuni attacchi lanciati con droni. Lo riferiscono sia l’agenzia di stampa francese Afp che l’emittente qatariota al-Jazeera, che citano in proposito anonime fonti interne alle forze di sicurezza irachene, secondo cui un drone ha colpito il terminal merci dell’aeroporto di Bassora; altri due l’impianto petrolifero di Burjesia e l’ultimo il giacimento di Rumaila.

    Ore 15.05 – Trump: “Nessun accordo con l’Iran, se non la resa incondizionata” – Il presidente Donald Trump ha annunciato oggi che “non ci sarà alcun accordo” degli Stati Uniti “con l’Iran, se non la resa incondizionata” della Repubblica islamica. Lo ha annunciato l’inquilino della Casa bianca sul suo social Truth. “Non ci sarà alcun accordo con l’Iran se non la RESA INCONDIZIONATA! Dopo di che, e dopo la selezione di un Leader GRANDE e ACCETTABILE, noi e molti dei nostri meravigliosi e coraggiosi alleati e partner lavoreremo instancabilmente per salvare l’Iran dall’orlo della distruzione, rendendolo economicamente più grande, migliore e più forte che mai”, ha scritto Trump. “L’IRAN AVRÀ UN GRANDE FUTURO. “MAKE IRAN GREAT AGAIN (MIGA!)”. Dichiarazioni che sembrano spegnere le speranze per una soluzione diplomatica a breve termine del conflitto. Poche ore prima infatti, sempre sui social, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian aveva rivelato che “alcuni Paesi hanno avviato iniziative di mediazione” per risolvere la guerra scatenata da Usa e Israele contro la Repubblica islamica, invitandoli però a rivolgersi a coloro che “hanno innescato questo conflitto”, cioè Washington e Tel Aviv. “Alcuni Paesi hanno avviato iniziative di mediazione. Sia chiaro: siamo impegnati per una pace duratura nella regione, ma non esitiamo a difendere la dignità e la sovranità della nostra nazione”, aveva scritto Pezeshkian. “La mediazione dovrebbe rivolgersi a coloro che hanno sottovalutato il popolo iraniano e innescato questo conflitto”. Il no di Trump però spegne ogni speranza.

    Ore 15.00 – Francia: la portaerei Charles de Gaulle entra nel Mediterraneo – La portaerei della Marina militare francese Charles de Gaulle è entrata oggi nel Mar Mediterraneo. La notizia è stata confermata da un corrispondente dell’agenzia di stampa francese Afp, secondo cui la nave da guerra, inviata dalla Francia per proteggere i propri cittadini e gli alleati presi di mira dall’Iran in Medio Oriente, ha attraversato lo Stretto di Gibilterra nel primo pomeriggio. La portaerei, che ha ancora diversi giorni di viaggio davanti a sé prima di raggiungere le coste del Mediterraneo orientale, partecipava a una missione Nato al largo dell’Europa settentrionale, quando il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato il suo schieramento sullo scacchiere mediorientale. Malgrado il capo dell’Eliseo abbia bollato la guerra scatenata da Usa e Israele contro l’Iran come “fuori dal perimetro del diritto internazionale”, il 3 marzo ha annunciato che la Francia si trova in una posizione “strettamente difensiva” e che aiuterà Cipro e gli alleati nel Golfo a difendersi dai contrattacchi di Teheran.

    Ore 14.45 – Iran: annunciati nuovi raid di Israele su Teheran e Isfahan – L’Aeronautica militare delle forze armate di Israele (Idf) ha lanciato una nuova ondata di attacchi aerei contro obiettivi del regime iraniano a Teheran e Isfahan. Lo hanno annunciato in una nota diramata sui social le Idf, secondo cui si tratta della “quindicesima ondata” di attacchi nella capitale iraniana dall’inizio della guerra combattuta contro la Repubblica islamica al fianco degli Usa.

    Ore 14.30 – Libano: oltre 10 raid di Israele colpiscono la periferia sud di Beirut – Oltre una decina di raid aerei condotti dalle forze armate di Israele (Idf) hanno colpito oggi la periferia sud della capitale libanese Beirut, i cui sobborghi sono oggetto da ieri di un ordine di evacuazione di massa dell’Idf. La notizia è confermata dall’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui i bombardamenti hanno preso di mira le zone di Bir al-Abed, Burj al-Barajneh, Al-Jamous, Al-Mushrifiyah e Haret Hreik, nei pressi dell’ospedale Al-Sahel. Ieri l’Idf aveva diramato l’ordine di evacuazione dei quartieri di Haret Hreik, Bourj el-Barajneh, Hadath e Shiyyah, alla periferia sud di Beirut, considerata una roccaforte di Hezbollah. Un provvedimento che è andato ad aggiungersi a un altro ordine simile, rivolto invece alla popolazione residente a sud del fiume Litani, incluse le città di Tiro e Bint Jbeil, invitata a evacuare le proprie case durante i combattimenti tra Israele e Hezbollah.

    Ore 14.20 – Israele: ferito in Libano il figlio del ministro Smotrich – Il figlio del ministro delle Finanze di Israele, Bezalel Smotrich, è rimasto ferito durante le operazioni dell’esercito israeliano “al confine con il Libano”. La notizia è stata divulgata da Radio Galatz, l’emittente dell’esercito israeliano, che dal quotidiano locale The Jerusalem Post, secondo cui il militare, che ha riportato “solo ferite lievi”, versa “in condizioni stabili”. Ieri il padre aveva minacciato in un video pubblicato sui social la capitale Beirut, i cui sobborghi meridionali erano stati oggetto di un ordine di evacuazione di massa israeliano, affermando che presto avrebbe “assomigliato” a Khan Younis”, una delle città devastate da Israele nel sud della Striscia di Gaza.

    Ore 14.15 – Emirati Arabi Uniti: intercettati altri 9 missili più di un centinaio di droni lanciati dall’Iran – Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato oggi 9 missili balistici e 109 droni lanciati dall’Iran, distruggendo altri tre velivoli senza pilota all’interno del territorio nazionale. Lo riferisce in una nota diramata sui social il ministero della Difesa di Abu Dhabi, secondo cui, tra il 28 febbraio e il 5 marzo, sono piovuti sulla federazione di regni del Golfo almeno 205 missili balistici, di cui 190 distrutti, 13 caduti in mare e 2 andati a segno; 8 missili da crociera, tutti distrutti; e 1.184 droni iraniani, 1.110 dei quali intercettati, e 74 sono precipitati nel territorio nazionale, che hanno provocato in totale 3 morti e 112 feriti.

    Ore 14.00 – Kuwait: in corso attacco missilistico e con droni dall’Iran – La contraerea del Kuwait è attualmente impegnata a intercettare un attacco missilistico e di droni lanciato dall’Iran. L’annuncio è contenuto in una nota diramata dalle forze armate dell’emirato, citata dall’agenzia di stampa ufficiale Kuna, secondo cui “le difese aeree kuwaitiane stanno attualmente affrontando attacchi missilistici e droni ostili che hanno penetrato lo spazio aereo” del Paese.

    Ore 13.45 – Libano: 3 morti in un altro raid di Israele nel sud – Almeno 3 persone sono state uccise oggi nel sud del Libano a seguito di un raid aereo condotto dalle forze armate di Israele (Idf) nella località di al-Saideh, a ovest della città di Baalbek. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale locale Nna, secondo cui il raid ha preso di mira “un’abitazione”, provocando anche un imprecisato numero di feriti. Le Idf non hanno finora commentato.

    Ore 13.30 – Iran: Teheran rivendica attacco a una petroliera Usa al largo del Kuwait – Le forze armate dell’Iran hanno rivendicato un attacco contro una petroliera “di proprietà statunitense”, al largo delle coste del Kuwait. L’annuncio è contenuto in una nota diramata dal quartier generale del comando unificato in tempo di guerra delle forze armate di Teheran, citata dall’agenzia di stampa locale Tasnim, secondo cui la nave colpita “è in fiamme”. Al momento la notizia non trova conferme indipendenti, nemmeno nelle segnalazioni all’Organizzazione per il commercio marittimo del Regno Unito (Ukmto). L’ultimo episodio simile è stato rilevato nella notte del 4 marzo e riguardava una petroliera all’ancora a 30 miglia nautiche a sud-est del Kuwait, investita da una forte esplosione sul lato sinistro della nave che però non ha provocato incendi né ha coinvolto l’equipaggio. Non è chiaro però se si tratti della stessa petroliera.

    Ore 13.15 – Il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia (AIE), Fatih Birol rassicura: “C’è molto petrolio” sul mercato – Il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia (AIE), Fatih Birol, ha provato oggi a rassicurare governi, investitori e consumatori preoccupati da una possibile crisi petrolifera globale provocata dalle conseguenze della guerra di Usa e Israele contro l’Iran, affermando che c’è “abbondanza di petrolio sul mercato”. “I disagi logistici” causati dalla guerra, ha ammesso Birol durante una conferenza stampa tenuta oggi a Bruxelles, stanno “creando difficoltà per molti Paesi”. Ma, ha affermato, l’offerta sul mercato globale è sufficiente. “Stiamo affrontando un’interruzione temporanea, un’interruzione logistica”, ha affermato direttore dell’AIE. “C’è abbondanza di petrolio, non abbiamo carenza di petrolio”, ha aggiunto. “C’è un’enorme eccedenza sul mercato”. Alla domanda se l’Agenzia stia valutando la possibilità di mettere sul mercato le sue scorte di emergenza, Birol ha risposto che “tutte le opzioni sono sul tavolo”, ma che “in questa fase” non ci sono piani per “azioni collettive”. Sebbene lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transitano un quinto delle forniture mondiali di greggio e gnl, non sia stato ufficialmente chiuso le conseguenze del conflitto hanno bloccato il traffico con ripercussioni sui prezzi, alimentando i timori di una nuova impennata dell’inflazione che potrebbe colpire l’economia globale. Un problema soprattutto per l’Europa, la cui dipendenza dalle importazioni di petrolio e gas implica che il continente sia fortemente esposto alle fluttuazioni dei prezzi a livello mondiale. In proposito Birol ha avvisato il Vecchio continente che puntare di nuovo sul gas russo sarebbe sbagliato sia dal punto di vista economico che politico. “Uno degli errori storici dell’Europa è stato quello di affidare eccessivamente le sue fonti energetiche a un solo Paese, la Russia”, ha affermato il direttore dell’AIE.

    Ore 13.00 – Iraq, attacco filo-iraniano in Kurdistan: interrotta la produzione in un giacimento petrolifero gestito da una società Usa – Una compagnia petrolifera statunitense ha interrotto l’attività in un giacimento petrolifero nel Kurdistan, nel nord dell’Iraq, dopo gli attacchi missilistici e di droni da parte di gruppi filo-iraniani. Lo riferisce sui social il governo regionale del Kurdistan, secondo cui l’attività è stata sospesa in un giacimento gestito dalla società statunitense HKN Energy, situato nella provincia di Dohuk e attaccato “da gruppi fuorilegge iracheni” con un raid che ha causato “danni materiali” e “la sospensione della produzione”.

    Ore 12.45 – Israele, Idf: “Distrutto a Teheran il bunker sotterraneo di Khamenei. Era ancora usato dai vertici della Repubblica islamica”  – L’Aeronautica militare delle forze armate di Israele (Idf) ha bombardato e distrutto questa mattina un bunker sotterraneo, utilizzato a Teheran dall’ormai defunta Guida suprema della Rivoluzione islamica, l’ayatollah Ali Khamenei ucciso lo scorso 28 febbraio in un raid aereo congiunto israelo-statunitense proprio nella capitale dell’Iran. Lo rivela in una nota diramata sui social l’Aeronautica militare israeliana, che ha pubblicato il filmato dell’attacco. “Il bunker sotterraneo, costruito sotto il complesso (della Guida suprema a Teheran, ndr) e utilizzato come risorsa di sicurezza di emergenza per la gestione della guerra da parte del leader, che è stato eliminato prima di riuscire a usarlo”, si legge nel comunicato. “Dopo l’assassinio di Khamenei, il complesso ha continuato a essere utilizzato da alti funzionari del regime iraniano”. Il sito, che secondo l’Idf, si estendeva sotto diverse strade e comprendeva “molti punti di ingresso e stanze per riunioni di esponenti di alto grado del regime”, è stato bombardato da una cinquantina di caccia con un centinaio di bombe. L’attacco, secondo la nota, è stato possibile grazie ad “anni” di mappatura del sito da parte delle unità 8200 e 9900 della direzione dell’intelligence militare israeliana.

    Ore 12.40 – Iran, il presidente Pezeshkian: “Alcuni Paesi hanno avviato iniziative di mediazione. Chiedano a Usa e Israele che hanno innescato il conflitto” – Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha rivelato oggi che “alcuni Paesi hanno avviato iniziative di mediazione” per risolvere la guerra scatenata da Usa e Israele contro la Repubblica islamica, invitandoli però a rivolgersi a coloro che “hanno innescato questo conflitto”, cioè Washington e Tel Aviv. “Alcuni Paesi hanno avviato iniziative di mediazione. Sia chiaro: siamo impegnati per una pace duratura nella regione, ma non esitiamo a difendere la dignità e la sovranità della nostra nazione”, ha scritto oggi sui social Pezeshkian. “La mediazione dovrebbe rivolgersi a coloro che hanno sottovalutato il popolo iraniano e innescato questo conflitto”.

    Ore 12.30 – Libano: 5 morti e 7 feriti in un raid di Israele a Sidone – Almeno 5 persone sono state uccise e 7 sono rimaste ferite oggi nel sud del Libano a seguito di un raid aereo condotto dalle forze armate di Israele (Idf) nella città di Sidone. Lo riferisce il Centro operativo per le emergenze sanitarie del ministero della Salute di Beirut in una nota citata dall’agenzia di stampa ufficiale locale Nna, secondo cui il raid ha preso di mira un piano di un edificio di proprietà dell’Associazione islamica Al-Maqasid, che ospita per lo più “uffici, studi di ingegneri e ambulatori clinici”. Le Idf non hanno finora commentato.

    Ore 12.15 – Maersk sospende due servizi di spedizione in Medio Oriente – La compagnia di navigazione danese Maersk, uno dei più grandi gruppi mondiali di trasporto container, ha annunciato oggi la temporanea sospensione di due servizi di collegamento in Medio Oriente. A seguito di una nuova “valutazione dei rischi e di una revisione operativa”, come si legge in una nota diramata oggi dal gruppo di Copenaghen, l’azienda ha interrotto, fino a nuovo avviso, il servizio FM1 che collegava l’Estremo Oriente al Medio Oriente, nonché il servizio ME11 che collegava il Medio Oriente all’Europa. “Questa decisione è stata presa come misura precauzionale per garantire la sicurezza del nostro personale e delle nostre navi, riducendo al minimo le interruzioni operative sulla nostra rete più ampia”, conclude il comunicato della compagnia di navigazione danese.

    Ore 12.00 – Kuwait: Iran rivendica attacchi contro le basi Usa. Teheran: “Continueranno nelle prossime ore” – Le forze armate dell’Iran hanno rivendicato una serie di attacchi con un “gran numero” di droni contro le basi militari degli Stati Uniti in Kuwait, annunciandone altri previsti “nelle prossime ore”. “Nelle ultime ore, vari tipi di droni distruttivi delle forze di terra dell’esercito hanno preso di mira in gran numero le basi militari americane in Kuwait”, si legge in una nota diramata dall’esercito di Teheran, citata dall’agenzia di stampa locale Isna. “Questi attacchi continueranno nelle prossime ore”. Né le forze armate Usa né il ministero della Difesa del Kuwait hanno finora commentato.

    Ore 11.45 – Cremlino: “Aumenta la domanda di risorse energetiche russe” – “Stiamo assistendo a un aumento significativo della domanda di risorse energetiche russe in relazione alla guerra in Iran”. Lo afferma il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, sottolineando che Mosca è stata e rimane un fornitore affidabile di petrolio e gas, sia tramite oleodotti che in forma liquefatta. Ieri il Tesoro degli Stati Uniti ha emesso una deroga di 30 giorni che consente all’India di acquistare petrolio russo attualmente bloccato in mare.

    Ore 11.30 – Onu chiede indagini su raid israeliani in Libano – Le Nazioni Unite chiedono indagini rapide sugli attacchi israeliani in Libano per determinare se siano conformi ai “ai principi di distinzione, proporzionalità e precauzione” del diritto internazionale. “L’impatto devastante di questo rinnovato conflitto è già sotto i nostri occhi, con i civili che pagano un prezzo dolorosamente alto”, afferma Ravina Shamdasani, portavoce dell’Alto Commissariato Onu per i diritti umani. Intanto l’Alto Commissario Volker Turk esorta le parti in guerra in Medio Oriente a dare una chance alla la pace: “Il mondo ha urgente bisogno di misure per contenere e spegnere questo incendio. Invece assistiamo solo a una retorica più provocatoria e bellicosa, a più attentati, a più distruzione, uccisioni e a un’escalation che alimentano ulteriormente il conflitto”, dice Turk. “Esorto gli Stati coinvolti ad adottare misure immediate per allentare la tensione e dare una possibilità alla pace. Esorto gli altri Stati a chiedere chiaramente alle parti coinvolte di ritirarsi. La calma deve prevalere se vogliamo impedire ulteriore terrore e devastazione per i civili”.

    Ore 11.20 – Azerbaigian ritira diplomatici dall’Iran – L’Azerbaigian sta ritirando i suoi diplomatici dall’Iran per la loro sicurezza. Lo afferma il ministro degli Esteri Jeyhun Bayramov. La decisione arriva all’indomani dell’attacco con quattro droni nell’enclave di Nakhchivan. L’Iran nega tuttavia di aver lanciato l’attacco con i droni.

    Ore 11.10 –  Meloni sente Erdogan: “Solidarietà” – La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha avuto oggi una conversazione telefonica con il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan. In una nota di Palazzo Chigi si legge che Meloni “ha prima di tutto espresso la sua solidarietà e vicinanza alla Turchia, partner strategico dell’Italia e alleato Nato, a fronte dell’ingiustificabile attacco missilistico di cui è stata oggetto”. I due leader hanno “avuto uno scambio sull’evoluzione della situazione regionale, anche sulla base dei contatti tenuti negli scorsi giorni dal Presidente Meloni con i diversi attori mediorientali, e sull’impatto a livello globale della crisi. I due leader hanno concordato di mantenersi in stretto contatto”.

    Ore 11.00 – Il ministro dell’Energia del Qatar: “La guerra può far crollare le economie mondiali” – Il ministro dell’energia del Qatar, Saad al-Kaabi, afferma che anche se la guerra finisse immediatamente, ci vorrebbero “settimane o mesi” perché il Qatar torni a un normale ciclo di consegne. In un’intervista al Financial Times, il ministro sottolinea che la guerra potrebbe “far crollare le economie mondiali”, prevedendo che tutti gli esportatori di energia del Golfo interromperebbero la produzione nel giro di poche settimane, portando il prezzo del petrolio a 150 dollari al barile.

    Ore 10.55 – Bahrein: distrutti 78 missili e 143 droni dall’inizio della guerra – Il Comando generale delle Forze di difesa del Bahrein afferma in una nota di aver distrutto 78 missili e 143 droni che prendevano di mira il territorio del Bahrein dall’inizio della guerra.

    Ore 10.45 – Idf, raid su infrastrutture Hezbollah a Beirut – L’esercito israeliano afferma di aver iniziato a effettuare ulteriori attacchi nel sobborgo meridionale di Beirut, Dahiyeh, sostenendo di aver preso di mira le infrastrutture di Hezbollah.

    Ore 10.30 – Tajani: “Dagli Usa nessuna richiesta per le basi in Italia” – “Non abbiamo avuto richieste” dagli Stati Uniti per l’uso delle basi in Italia nell’ambito del conflitto contro l’Iran, “neanche per l’uso logistico”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a SkyTg24. “Per quanto riguarda qualsiasi altro tipo di uso, è ovvio che deve esserci un passaggio parlamentare e noi lo faremo”.

    Ore 10.05 – Oltre 50 navi bloccate nel Golfo Persico – 52 navi francesi sono attualmente bloccate nel Golfo Persico e altre 8 nel Mar Rosso. Lo afferma il ministro dei Trasporti francese Philippe Tabarot: “Siamo in contatto permanente con gli equipaggi, poiché a bordo di alcune di queste imbarcazioni ci sono marinai francesi”, ha detto Tabarot all’emittente francese CNews/Europe 1.

    Ore 10.00 – Emirati, avviso ai cittadini di Dubai: “Cercate un rifugio sicuro” – Gli abitanti di Dubai hanno appena ricevuto sui loro telefoni un avviso del Ministero degli Interni degli Emirati Arabi Uniti, che li esorta a proteggersi da potenziali minacce missilistiche. “A causa della situazione attuale e delle potenziali minacce missilistiche, cercate immediatamente rifugio nell’edificio sicuro più vicino e state lontani da finestre, porte e aree aperte”, si legge nell’avviso.

    Ore 09.55 – Iran, finora 1.332 vittime – Almeno 1.332 persone sono state uccise in Iran dall’inizio degli attacchi dagli Stati Uniti e da  Israele. Lo riporta la Mezzaluna Rossa iraniana.

    Ore 09.50 – Raid su quartiere residenziale a Shiraz, in Iran: almeno 20 morti – Almeno 20 persone sono morte e altre 30 sono rimaste ferite in recenti attacchi degli Stati Uniti e di Israele nella città di Shiraz, nel sud dell’Iran. Lo riferisce Jalil Hasani, vicegovernatore della provincia di Fars. L’attacco avrebbe preso di mira una zona residenziale della città uccidendo “cittadini innocenti”.

    Ore 09.40 – Libano, oltre 500mila sfollati – Quasi 500mila persone sono state evacuate dal Libano. Lo riferisce il Jerusalem Post, secondo cui, mentre oltre 400mila persone sono state evacuate dal Libano meridionale, si registra ora anche una crescente tendenza a evacuare decine di migliaia di persone da Beirut.

    Ore 09.30 – Iran, riunioni in corso per scegliere la nuova Guida Suprema – I principali leader iraniani si sono riuniti per discutere di come tenere una riunione dell’Assemblea degli Esperti, che selezionerà la nuova Guida Suprema del Paese, dopo l’uccisione di Ali Khamenei. Lo riferisce la televisione statale della Repubblica islamica. Il consiglio dei leader comprende il presidente Masoud Pezeshkian, il capo della magistratura Gholam Hossein Mohseni Ejehi e il religioso Ayatollah Ali Reza Arafi. Non è stata fornita una tempistica per la selezione della nuova Guida Suprema, né informazioni sul fatto che l’Assemblea degli Esperti si riunisca di persona o da remoto per la votazione.

    Ore 09.15 – Hezbollah attacca veicoli dell’Idf in Libano e avverte i cittadini israeliani: “Allontanatevi dal confine” – Hezbollah afferma di aver attaccato alcuni veicoli dell’esercito israeliano che avanzavano verso la città di Khiam, nel Libano meridionale. Il gruppo armato filo-iraniano “dà avviso di evacuazione agli israeliani” entro 5 km dalla linea di confine con il Libano. Lo riferisce l’emittente statale iraniana. “L’aggressione del vostro esercito contro la sovranità e i civili libanesi, la distruzione delle infrastrutture civili e la campagna di sfollamento che sta portando avanti non rimarranno senza risposta. Dirigetevi a sud”, avverte Hezbollah.

    Ore 09.00 – Unicef: “Quasi 200 bambini uccisi dall’inizio della guerra” – Quasi 200 bambini sono stati uccisi dall’inizio della guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Lo afferma l’Unicef, secondo cui almeno 181 minori hanno perso la vita in Iran, 7 in Libano, 3 in Israele e 1 in Kuwait. “Non sono i bambini a scatenare le guerre, ma pagano un prezzo inaccettabilmente alto. L’escalation militare in Medio Oriente ha già avuto un impatto devastante sui bambini”, dichiara in una nota l’Unicef.

    Ore 08.45 – Emirates ed Etihad Airways riprendono i voli – Emirates ed Etihad Airways stanno riprendendo i voli verso le principali città del mondo dai loro aeroporti degli Emirati Arabi Uniti. Etihad ha fatto sapere oggi che ha ripreso un programma di voli limitato fino al 19 marzo: i voli saranno operativi da e per Abu Dhabi e circa 70 destinazioni, tra cui Londra, Parigi, Francoforte, Delhi, New York, Toronto e Tel Aviv. Anche Emirates opererà con un programma di voli ridotto verso 82 destinazioni, tra cui Londra, Sydney, Singapore e New York, mentre i clienti in transito a Dubai saranno accettati solo se il loro volo di coincidenza è operativo. Nelle scorse ore un volo Air France noleggiato dal Governo francese per riportare a casa i connazionali dagli Emirati Arabi Uniti è stato costretto a tornare indietro a causa del lancio di missili nella zona. Il primo volo di rimpatrio del Regno Unito dall’Oman è atterrato all’aeroporto di Stansted di Londra nelle prime ore di oggi, dopo essere stato riprogrammato a causa di problemi operativi, tra cui ritardi nell’imbarco dei passeggeri.

    Ore 08.30 – Raid su Teheran: presi di mira i palazzi del potere – Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica afferma di aver abbattuto un drone Heron israeliano che sorvolava la città di Isfahan, nel centro dell’Iran. Lo riferisce il Teheran Times. L’agenzia di stampa iraniana Tasnim dà notizia che due paramedici sono stati uccisi dagli attacchi israelo-americani nella città di Shiraz. I raid su Teheran di questa mattina hanno preso di mira anche il compound della Guida Suprema, l’ayatollah Khamenei ucciso sabato scorso, un’area vicina ad altre sedi del potere, tra cui il Palazzo presidenziale e il Consiglio di sicurezza nazionale. Lo riporta il New York Times citando la tv statale iraniana.

    Ore 08.00 – Idf colpisce lanciamissili iraniani e altri obiettivi in Libano – L’aviazione di Israele ha colpito sei lanciamissili iraniani durante la notte, distruggendoli prima che potessero colpire il territorio israeliano. Lo riferisce l’Idf, che sostiene di aver distrutto “tre sistemi di difesa iraniani avanzati” durante i recenti attacchi. Sul social X, le forze armate dello Stato ebraico scrivono che “l’aeronautica israeliana ha condotto un’ampia ondata di 26 attacchi nell’area di Dahieh (quartiere nel sud di Beirut, ndr), in Libano, prendendo di mira le infrastrutture terroristiche di Hezbollah”. “Tra gli obiettivi – aggiunge il post – c’erano il centro di comando di un consiglio esecutivo e una struttura che ospitava droni utilizzati per attacchi contro Israele. Prima degli attacchi, sono state adottate misure per ridurre il rischio di danni ai civili”.

    Ore 07.45 – Arabia Saudita intercetta 3 droni diretti a Riad – Il Ministero della Difesa dell’Arabia Saudita fa sapere che il reparto aereo ha distrutto tre droni iraniani diretti a Riad.

    Ore 07.30 – Trump: “Invasione di terra? Sarebbe una perdita di tempo. In Iran vogliamo entrare e ripulire tutto” – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump definisce “una perdita di tempo” l’ipotesi di un’invasione di terra in Iran da parte delle forze statunitensi e israeliane: “Hanno perso tutto”, osserva il leader Usa, intervistato telefonicamente dalla Nbc, a proposito del regime degli ayatollah. “Hanno perso la loro Marina. Hanno perso tutto ciò che potevano perdere”. “Il ritmo e l’intensità degli attacchi continueranno”, sottolinea Trump. “Vogliamo entrare e ripulire tutto, non vogliamo qualcuno che ricostruisca in un periodo di dieci anni. Vogliamo che abbiano un buon leader. Abbiamo persone che penso farebbero un buon lavoro”, aggiunge il presidente rifiutandosi di fare nomi. Trump spiega che sta prendendo provvedimenti per assicurarsi che le persone sulla sua lista riescano a sopravvivere alla guerra: “Li stiamo tenendo d’occhio”. Chi guiderà l’Iran in futuro? “Non lo so, ma a un certo punto mi chiameranno per chiedermi chi vorrei”.

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