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    Almeno 1.230 morti in Iran dal 28 febbraio, oltre un centinaio nel resto della regione. Continuano i bombardamenti di Usa e Israele sulla Repubblica islamica, Teheran risponde con droni e missili su Qatar, Bahrein, Kuwait ed Emirati. Colpito un aeroporto in Azerbaigian. Idf bombarda il Libano

    Immagine del 3 marzo 2026 da una portaerei della Marina militare statunitense durante le operazioni di preparazione al lancio dei missili nel quadro dell’operazione Epic Fury contro l’Iran. Credit: ZUMAPRESS.com / AGF
    Di Redazione TPI
    Pubblicato il 5 Mar. 2026 alle 09:33 Aggiornato il 5 Mar. 2026 alle 14:18

    Guerra tra Iran e Usa-Israele: le ultime notizie di oggi 5 marzo 2026

    Gli Stati Uniti e Israele continuano a bombardare l’Iran, dove almeno 1.045 persone sono rimaste uccise dall’inizio della guerra, mentre Tel Aviv prosegue i raid aerei e avanza con le proprie truppe anche in Libano, dove la missione Unifil si è detta “seriamente preoccupata” per l’ordine di evacuazione diramato dalle forze armate israeliane alla popolazione civile a nord del fiume Litani. La Republica islamica ha risposto con attacchi missilistici contro lo Stato ebraico, colpito anche dalle ritorsioni di Hezbollah, e gli alleati di Usa e Israele nel Golfo. Nella notte intanto, mentre le ostilità in Medio Oriente entravano nel sesto giorno, la maggioranza repubblicana al Senato Usa ha bloccato una risoluzione volta a frenare la campagna militare lanciata dal presidente Donald Trump contro Teheran, con un voto di 53 a 47. Giallo su una possibile offensiva terrestre contro l’Iran da parte di gruppi armati curdi provenienti dall’Iraq. La notizia, diffusa ieri nella notte, è stata poi smentita. Di seguito le ultime notizie di oggi, giovedì 5 marzo 2026, sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran.

    LA DIRETTA

    Ore 14,20 – Cisgiordania: 4 palestinesi feriti per le schegge dei missili iraniani intercettati da Israele – Almeno 4 palestinesi sono rimasti feriti in modo lieve in Cisgiordania a seguito della caduta di 70 detriti di missili iraniani lanciati contro Israele dal 28 febbraio scorso. Il bilancio è stato comunicato oggi dalla Protezione civile dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) in una nota citata dall’agenzia di stampa ufficiale Wafa, secondo cui tre feriti sono stati soccorsi vicino a Jenin, nella Cisgiordania settentrionale, e una vicino a Ramallah, nella Cisgiordania centrale. Almeno tre abitazioni a Ramallah, Tubas e Nablus hanno inoltre subito “danni limitati” a causa delle schegge dei missili intercettati dalla contraerea israeliana.

    Ore 14,15 – Cipro: il ministro della Difesa Palmas riceve il suo omologo britannico Healey – Il ministro della Difesa cipriota, Vassilis Palmas, ha ricevuto oggi a Nicosia il suo omologo britannico John Healey. Lo riferisce una nota del ministero dell’isola citata dall’agenzia di stampa ufficiale locale Cna, secondo cui durante l’incontro Palmas ha sottolineato “la ferma posizione della Repubblica di Cipro per la risoluzione pacifica delle controversie e il mantenimento della stabilità in Medio Oriente e nel Mediterraneo orientale”. Sull’isola si trovano due basi britanniche che sono state oggetto di attacchi nel quadro della guerra scatenata da Usa e Israele contro l’Iran. Il 2 marzo la pista della base della Royal Air Force (RAF) di Akrotiri, nel sud dell’isola, era stata attaccata da un drone senza pilota, mentre altri due erano stati abbattuti dai caccia britannici. Un missile iraniano poi era stato abbattuto ieri dalle difese aeree della Nato sui cieli della Turchia sud-occidentale mentre era diretto verso Cipro. Oggi le autorità iraniane hanno negato ogni responsabilità in merito.

    Ore 14,00 – Kuwait: Iran rivendica attacco con droni contro la base Usa di Camp Arifjan – L’Iran ha rivendicato un attacco con droni contro le forze statunitensi in Kuwait. Lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Isna, che cita in proposito un comunicato delle forze armate della Repubblica islamica, secondo cui “le unità di droni della Marina militare hanno preso di mira le forze statunitensi a Camp Arifjan, in Kuwait”. La notizia non è stata ancora confermata né dalle forze armate Usa né dal ministero della Difesa del Kuwait né dalle agenzie di stampa locali.

    Ore 13,45 – Libano: Israele ordina l’evacuazione di quattro quartieri alla periferia sud di Beirut: Haret Hreik, Bourj el-Barajneh, Hadath e Shiyyah – Le forze armate di Israele (Idf) hanno ordinato l’evacuazione di quattro quartieri alla periferia sud di Beirut, capitale del Libano, considerate roccaforti di Hezbollah, in previsione di nuovi attacchi aerei in preparazione contro il gruppo armato sciita. Questo “avviso urgente” è stato diramato sui social dal portavoce in lingua araba delle Idf, colonnello Avichay Adraee. “I residenti dei quartieri di Bourj el-Barajneh e Hadath possono spostarsi verso est, in direzione del Monte Libano, sulla strada tra Beirut e Damasco. I residenti dei quartieri di Haret Hreik e Shiyyah possono spostarsi verso nord, in direzione di Tripoli, sulla strada tra Beirut e Tripoli, o anche verso est, in direzione del Monte Libano, attraverso la Metn Expressway”, si legge nella nota. “Salvate le vostre vite ed evacuate immediatamente le vostre case”, prosegue il testo, che avvisa ancora la popolazione della capitale libanese: “È vietato spostarsi verso sud. Qualsiasi spostamento verso sud potrebbe mettere a repentaglio la vostra vita. Vi informeremo quando sarà sicuro tornare alle vostre case”, conclude il comunicato. L’ordine non ha precedenti: in passato gli avvisi di evacuazione diramati a Beirut dall’Idf avevano riguardato solo specifici edifici o aree delimitate poi colpite dai raid di Israele ma quest’ultimo riguarda quattro quartieri principali della periferia sud della capitale libanese.

    Ore 13,30 – Iran, Teheran avvisa l’Europa: “Chi rimane in silenzio sarà complice, tutti i Paesi ne pagheranno il prezzo” – La Repubblica islamica dell’Iran ha avvertito oggi  che “se l’Europa rimane in silenzio” di fronte alla “aggressione al diritto internazionale” rappresentata dalla guerra scatenata dagli Stati Uniti e da Israele contro Teheran, “tutti i Paesi ne pagheranno il prezzo”. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, in un’intervista al canale 24 Horas dell’emittente spagnola Tve. “Chi rimane in silenzio sarà complice di questa ingiustizia”, ha detto Baqaei. “Se l’Europa rimane in silenzio di fronte a questo attacco al diritto internazionale, tutti i Paesi prima o poi ne pagheranno il prezzo . Nessun Paese delle Nazioni Unite può rimanere indifferente”. Il funzionario di Teheran ha poi ribadito l’estraneità dell’Iran dal lancio di missili balistico intercettato ieri dalle difese aeree della Nato sui cieli della Turchia sud-occidentale e presumibilmente diretto verso l’isola di Cipro.

    Ore 13,20 – Emirati Arabi Uniti: oltre 200 missili e più di mille droni lanciati dall’Iran dall’inizio della guerra – Un missile balistico e sei droni sparati dall’Iran hanno colpito oggi il territorio degli Emirati Arabi Uniti, le cui difese aeree hanno rilevato il lancio di 7 razzi e 131 velivoli senza pilota dal Paese vicino. Lo riferisce in una nota diramata sui social il ministero della Difesa di Abu Dhabi, secondo cui, tra il 28 febbraio e il 5 marzo, sono piovuti sulla federazione di regni del Golfo almeno 196 missili balistici, di cui 181 distrutti, 13 caduti in mare e 2 andati a segno; 8 missili da crociera, tutti distrutti; e 1.072 droni, 1.001 dei quali intercettati e 71 sono atterrati nel territorio nazionale, che hanno provocato in totale 3 morti e 94 feriti. In precedenza le autorità emiratine avevano fatto sapere che l’attacco di oggi aveva provocato 6 feriti, tutti lavoratori stranieri, a causa della caduta dei detriti di un drone in due località nell’area industriale di Abu Dhabi.

    Ore 13,00 – Iran: Teheran nega ogni responsabilità nel lancio di droni contro l’Azerbaigian e accusa Israele – L’Iran nega di aver lanciato droni contro l’Azerbaigian e accusa Israele di essere responsabile dell’attacco aereo che questa mattina ha colpito un edificio dell’aeroporto di Nakhchivan, ferendo due persone. “Simili azioni da parte di Israele per interrompere le relazioni tra i paesi musulmani in vari modi sono senza precedenti”, si legge in una nota diramata oggi dallo Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane, citata dall’agenzia di stampa locale Isna. “Un’azione del genere è stata intrapresa da quel regime per accusare l’Iran”. Una smentita arrivata poco dopo anche dal viceministro degli Esteri di Teheran, Kazem Gharibabadi, all’agenzia di stampa iraniana Tasnim. “Non prendiamo di mira i Paesi confinanti”, ha dichiarato Gharibabadi. “La politica dell’Iran è quella di colpire solo le basi militari dei suoi nemici”.

    Ore 12,50 – Iran: 1.230 morti dall’inizio della guerra. Oltre un centinaio di vittime nel resto della regione – Almeno 1.230 persone sono rimaste uccise in Iran dall’inizio della guerra scatenata il 28 febbraio scorso da Usa e Israele contro la Repubblica islamica, mentre oltre un centinaio di vittime sono state registrate nel resto della regione. Il nuovo bilancio delle vittime in Iran è stato diramato dall’agenzia di stampa Tasnim, considerata vicina alle Guardie della Rivoluzione islamica. Il conto dei morti nel resto dei Paesi dell’area invece è salito a 101. Secondo il ministero della Difesa di Beirut infatti, almeno 77 persone sono state uccise dagli attacchi israeliani condotti in Libano a partire dal 2 marzo scorso. Altre 11 sono morte in Israele per gli attacchi missilistici iraniani, che hanno provocato anche 6 vittime tra i soldati statunitensi schierati in Medio Oriente. Quattro persone invece, compresi due soldati, sono stati uccisi in Kuwait nei contrattacchi di Teheran. Tre sono morte invece negli Emirati Arabi Uniti e una ciascuno in Bahrein e Oman.

    Ore 12,45 – Iran: Teheran accusa Usa e Israele di prendere “deliberatamente” di mira aree civili – L’Iran ha accusato Israele e gli Stati Uniti di aver preso “deliberatamente” di mira aree civili durante la guerra scatenata ormai sei giorni fa contro la Repubblica islamica. “Il nostro popolo viene brutalmente massacrato mentre gli aggressori prendono deliberatamente di mira le aree civili e qualsiasi luogo che ritengono possa infliggere il massimo della sofferenza e della perdita di vite umane”, ha accusato oggi sui social il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei. “I comandanti statunitensi non stanno forse segnalando attacchi sempre più efficaci e precisi contro l’Iran e le dolorose perdite che hanno subito?”, ha aggiunto oggi sui social il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf. “L’uccisione di massa di ragazze innocenti in una scuola di Minab da parte di criminali israeliani e americani ha macchiato di sangue la teoria della ‘pace attraverso la forza’. Signor Trump! Era questo l’inno che aveva composto per la libertà in Iran?!”, ha dichiarato ancora sui social il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, Ali Larijani, riferendosi al bombardamento di una scuola femminile a Minab, nel sud est del Paese, dove secondo le autorità della Repubblica islamica un raid condotto il 28 febbraio da Israele e Usa ha ucciso almeno 153 persone, tra cui centinaia di bambine e ragazze. Un episodio su cui stanno indagando sia le Nazioni Unite che gli Stati Uniti.

    Ore 12,30 – Iran: Pasdaran rivendicano il lancio del loro missile più potente contro Israele. Tel Aviv non conferma – Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica dell’Iran ha rivendicato il lancio di un missile balistico con una testata da una tonnellata di esplosivo contro l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, in Israele. Il video del lancio e la nota diramata dai Pasdaran sono stati pubblicati dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, secondo cui all’alba di oggi le Guardie della Rivoluzione islamica hanno lanciato un missile Khorramshahr-4 contro l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv e la base aerea di Lod nelle vicinanze. La notizia non è stata confermata dalle forze armate di Israele (Idf), che nella consueta nota di aggiornamento diramata questa mattina sui social affermano di aver intercettato tutti i missili balistici lanciati nella notte dall’Iran, tranne uno lasciato precipitare in un’area all’aperto nel centro dello Stato ebraico, un incidente che secondo il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom, non ha provocato vittime né feriti. Presentato nel 2022, il Khorramshahr-4 è ritenuto il missile più potente dell’arsenale balistico dell’Iran, con una gittata stimata in 1.450 chilometri, capace di raggiungere Israele e le basi statunitensi in tutta la regione. All’inizio di febbraio, la tv di stato iraniana aveva annunciato che missili di questo tipo erano stati montati su lanciatori mobili in una base sotterranea.

    Ore 12,15 – Emirati Arabi Uniti: attacco con droni dall’Iran, 6 feriti – Almeno 6 persone, tutti lavoratori stranieri, sono rimaste ferite oggi in una zona industriale di Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, a causa della caduta dei detriti di un drone lanciato dall’Iran e intercettato dalla contraerea del Paese. Lo hanno comunicato le autorità dell’emirato del Golfo in una nota citata dall’agenzia di stampa ufficiale Sam, secondo cui la caduta dei detriti ha interessato “due località nell’area ICAD 2, in seguito all’intercettazione di un drone”, provocando “ferite da lievi a moderate a 6 tra cittadini pakistani e nepalesi”. Gli Emirati Arabi Uniti sono stati finora il Paese più colpito dai contrattacchi dell’Iran a seguito della guerra scatenata da Usa e Israele. Tra il 28 febbraio e il 4 marzo, secondo il ministero della Difesa di Abu Dhabi, sono piovuti sulla federazione di regni del Golfo almeno 941 droni, 8 missili da crociera e 189 missili balistici. Almeno 65 droni hanno colpito il territorio emiratino, provocando 3 morti e 78 feriti.

    Ore 12,10 – Libano, salgono a 8 le vittime dei raid odierni di Israele: 77 morti e 527 feriti dalla ripresa dei bombardamenti – È salito a 8 morti il bilancio delle vittime dei raid condotti nelle ultime ore da Israele in Libano, mentre sono almeno 77 i deceduti e 527 i feriti registrati nel Paese dei Cedri dal 2 marzo, quando lo Stato ebraico ha ripreso i bombardamenti su vasta scala contro Hezbollah. Lo riferisce il Centro operativo per le emergenze sanitarie del ministero della Salute di Beirut in una nota citata dall’agenzia di stampa ufficiale locale Nna. Tra le vittime registrate nelle ultime ore figurano quattro membri di una stessa famiglia, uccisi in un raid condotto da Israele su un villaggio vicino a Kfar Tebnit, due in un altro attacco nella località di Roumine del distretto di Nabatieh, e altrettante nel campo profughi di Beddaoui a Tripoli, nel nord del Paese.

    Ore 12,00 – Israele: 10 razzi lanciati dal Libano, nessun ferito – Almeno una decina di razzi sono stati lanciati dal Libano contro Israele nell’ultimo attacco annunciato dal gruppo armato sciita Hezbollah, che non ha provocato vittime né feriti. Lo riferiscono in due note separate diramate sui social le forze armate di Israele (Idf) e il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom. I missili, secondo l’Idf, hanno preso di mira il nord di Israele ma solo alcuni sono stati intercettati dalla contraerea, mentre il resto, “come da protocollo”, sono stati lasciati precipitare in aree all’aperto. Al momento, secondo il servizio di emergenza israeliano, non si segnalano né feriti né vittime. L’attacco, che aveva fatto scattare le sirene di allerta nelle zone della Galilea Panhandle e nella Galilea occidentale, era stato annunciato in una nota diramata dal gruppo armato sciita Hezbollah, citata dall’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna. “Il Comando del Fronte Interno delle Idf afferma che i civili nelle aree in cui sono state attivate le sirene possono uscire dai rifugi antiaerei, ma devono comunque restare nelle loro vicinanza”, conclude la nota dell’Idf.

    Ore 11,50 – Russia, il Cremlino: “Nessuna richiesta di fornitura di armi dall’Iran – La Russia non ha ricevuto dall’Iran alcuna richiesta di fornire armi durante la guerra con Usa e Israele. Lo ha affermato oggi in conferenza stampa a Mosca il portavoce del Cremlino Dmitrj Peskov, citato dall’agenzia di stampa ufficiale Ria Novosti, rispondendo alla domanda di un giornalista. “Non ci sono state richieste da parte iraniana” ha precisato Peskov. “La nostra posizione è coerente e ben nota a tutti e non ci sono stati cambiamenti al riguardo”. Nel 2025, l’Iran aveva siglato un accordo di partenariato strategico ventennale con la Russia, che sta contribuendo a costruire due nuove unità della centrale nucleare iraniana di Bushehr, mentre negli ultimi anni l’Iran ha fornito alla Russia i droni Shahed da utilizzare contro l’Ucraina.

    Ore 11,30 – Qatar: elevato il livello di allerta dopo gli ultimi attacchi dall’Iran – Le autorità del Qatar hanno elevato il livello di allerta a seguito degli ultimi attacchi missilistici lanciati dall’Iran contro la capitale Doha. Lo riporta l’emittente locale al-Jazeera, che cita il sistema di allerta di emergenza in vigore nell’emirato per informare i residenti sulle minacce alla sicurezza. Questa mattina una serie di esplosioni sono state udite sulla capitale del Qatar. Il ministero della Difesa di Doha ha fatto sapere che le difese aeree stavano “intercettando un attacco missilistico” proveniente dall’Iran.

    Ore 11,15 – Il ministro della Difesa Guido Crosetto alla Camera: “Italia, Spagna, Francia e Paesi Bassi invieranno mezzi navali a Cipro. Vogliamo fornire armi per la difesa aerea ai Paesi del Golfo”- Italia, Spagna, Francia e Paesi Bassi invieranno nei prossimi giorni mezzi navali per proteggere Cipro, mentre il Governo Meloni intende anche armi per la difesa aerea ai Paesi del Golfo. Lo ha dichiarato oggi alla Camera il ministro della Difesa, Guido Crosetto. “Con francesi, olandesi e spagnoli porteremo un aiuto a Cipro”, ha detto Crosetto. “Per quanto riguarda la possibilità di un invio di un aiuto navale a Cipro, voglio ricordare l’articolo 7: qualora uno Stato membro subisca un’aggressione armata sul suo territorio, gli altri membri sono tenuti a prestargli aiuto e assistenza con tutti i mezzi di loro possesso, in conformità con l’articolo 51 della Carta delle Nazioni unite”. Il ministro però ha aggiunto che, come già annunciato oggi dalla premier Giorgia Meloni, il Governo intende “fornire ai Paesi del Golfo (…) assetti difensivi, di difesa area, antidrone e antimissilistica, nel perimetro di quanto già autorizzato e nei limiti delle nostre missioni”. “Dobbiamo rivalutare i nostri assetti nella regione e rispondere alle richieste dei Paesi amici in difficoltà. Intendiamo dispiegare un dispositivo multi dominio in Medio Oriente, con sistemi di difesa aerea anti drone e antimissilistica”, ha precisato Crosetto, secondo cui “250 nostri militari sono stati evacuati in Arabia Saudita da altri Paesi”. Almeno 2.576 membri del nostro personale, ha chiarito il ministro, si trovavano nell’area interessata dalla crisi “prima che iniziasse il conflitto”. “Per effetto di questa situazione nei giorni scorsi abbiamo preso altre misure: in Kuwait è in atto un movimento di 239 militari verso l’Arabia Saudita: dei 321 ne rimarranno 82. In Qatar 7 dei 10 militari stanno raggiungendo l’Arabia Saudita. In Bahrein, dove abbiamo 5 militari, stiamo ritirando il personale. In Libano stiamo valutando attentamente la situazione e siamo pronti a far fronte ad ogni esigenza anche con personale navale per eventuali evacuazioni”, ha detto Crosetto, secondo cui “ad oggi non è arrivata alcuna richiesta di utilizzo delle basi Usa in Italia” per gli attacchi all’Iran. “Non c’è un tema di uso di basi da concedere”, ha precisato. “Qualora dovesse emergere una richiesta torneremo in Parlamento ma ad oggi non è successo”. Il ministro poi ha annunciato di aver “dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato”. “Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto”, ha detto Crosetto. “È un momento molto difficile e complesso. Voglio solo che abbiamo tutti la consapevolezza della difficoltà e della complessità di questo momento”, ha concluso il ministro.

    Ore 10,55 – Bahrein: intercettati 75 missili e 123 droni lanciati dall’Iran dall’inizio della guerra – Le forze armate del Bahrein hanno intercettato 75 missili e 123 droni “che hanno preso di mira il Regno dall’inizio della brutale aggressione iraniana”. Lo ha annunciato il Comando Generale delle Forze di Difesa del Bahrein (Bdf) in una nota citata dall’agenzia di stampa ufficiale locale Bna. “L’uso di missili balistici e droni per colpire infrastrutture civili e proprietà private costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale umanitario e della Carta delle Nazioni Unite”, denunciano le forze armate del Bahrein. “Questi attacchi indiscriminati e odiosi rappresentano una minaccia diretta alla pace e alla sicurezza regionale”.

    Ore 10,45 – Iraq: comandante del gruppo filo-iraniano Kata’ib Hezbollah ucciso in un raid aereo – Un comandante del gruppo armato filo-iraniano Kata’ib Hezbollah è stato ucciso ieri in un attacco aereo nel sud dell’Iraq. Lo riferisce in una nota diramata su Telegram il segretario generale della milizia irachena Ahmad al-Hamidawi, che conferma quanto riferito ieri da due fonti interne al gruppo all’agenzia di stampa francese Afp, che ha lamentato la perdita di un “grande comandante”, Ali Hussein al-Freiji, unitosi al movimento “più di vent’anni fa”. Secondo Afp, il raid ha provocato almeno 3 vittime. Le fonti citate dall’agenzia di stampa francese accusano Usa e Israele di aver condotto l’attacco aereo, che non è stato confermato né da Washington né da Tel Aviv.

    Ore 10,30 – Qatar, al-Jazeera: “Udite esplosioni multiple sulla capitale Doha”. Il ministero della Difesa: “Stiamo intercettando un attacco missilistico” – Una serie di esplosioni sono state udite questa mattina sulla capitale del Qatar, Doha, a seguito di una serie di attacchi missilistici lanciati dall’Iran, che la contraerea qatariota è impegnata a intercettare. Lo riporta l’emittente locale al-Jazeera, che cita i propri giornalisti in città, secondo cui “i sistemi di difesa stanno intercettando i missili che entrano nello spazio aereo” dell’Emirato, senza però fornire ulteriori dettagli. La notizia è ancora stata confermata dal ministero della Difesa di Doha in un comunicato. “Stiamo intercettando un attacco missilistico e chiediamo il rispetto delle istruzioni impartite dalle autorità di sicurezza”, si legge nella nota ripresa dall’agenzia di stampa ufficiale Qna.

    Ore 10,20 – Azerbaigian: droni iraniani colpiscono l’aeroporto di Nakhchivan, 2 feriti. Baku convoca l’ambasciatore dell’Iran: “Ci riserviamo il diritto di rispondere” – Un imprecisato numero di droni lanciati dall’Iran sono precipitati sul territorio dell’Azerbaigian, colpendo l’aeroporto internazionale di Nakhchivan e un’area vicina a una scuola nel villaggio di Shakarabad, provocando almeno due feriti. La notizia è stata confermata in una nota diramata sui social dal ministero degli Esteri di Baku. “Condanniamo fermamente questi attacchi con droni effettuati dal territorio della Repubblica islamica dell’Iran, che hanno causato danni all’edificio dell’aeroporto e il ferimento di due civili”, si legge nel comunicato. “L’ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Repubblica islamica dell’Iran presso la Repubblica dell’Azerbaigian, Mojtaba Demirchilou, è stato convocato al Ministero degli Affari Esteri, dove gli verrà trasmessa una nota di protesta”. L’Azerbaigian, conclude la nota, “si riserva il diritto di adottare misure di risposta appropriate”. La repubblica autonoma azera di Nakhchivan confina a sud-est con l’Iran nord-occidentale.

    Ore 10,15 – Il vicepremier e ministero degli Esteri Antonio Tajani alla Camera: “100mila italiani coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree interessate dalla guerra contro l’Iran” – Almeno 100mila italiani sono “coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree” interessate dalla guerra di Usa e Israele contro l’Iran e dai contrattacchi di Teheran, una “situazione” la cui “gravità” “richiede a tutti, Governo e Parlamento, un’assunzione di responsabilità condivisa”. Lo ha dichiarato oggi il vicepremier e ministero degli Esteri Antonio Tajani intervenendo in aula alla Camera per le comunicazioni su quanto sta accadendo in Medio Oriente. “Sono 100mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree” della crisi, ha detto il leader di Forza Italia, secondo cui “la sicurezza dei connazionali è la priorità assoluta” del Governo. “La task force Golfo ha gestito 14mila chiamate e diverse migliaia di email”, ha rivelato il capo della Farnesina. “Gli italiani aiutati a lasciare le aree a rischio sono arrivati a 10mila”. “La gravità della situazione richiede a tutti noi, Governo e Parlamento, un’assunzione di responsabilità condivisa”, ha concluso Tajani, prima di lasciare la parola alle opposizioni, a cui seguirà poi l’intervento del ministro della Difesa, Guido Crosetto.

    Ore 10,00 – Cipro: atteso oggi in visita il ministro della Difesa britannico Healey – Il ministro della Difesa del Regno Unito, John Healey, è atteso oggi sull’isola di Cipro, su cui si trovano due basi britanniche che sono state oggetto di attacchi nel quadro della guerra scatenata da Usa e Israele contro l’Iran. La notizia della visita ufficiale è stata confermata dall’emittente britannica Bbc. Il 2 marzo la pista della base della Royal Air Force (RAF) di Akrotiri, nel sud dell’isola, era stata attaccata da un drone senza pilota, mentre altri due erano stati abbattuti dai caccia britannici. Un missile iraniano poi era stato abbattuto ieri dalle difese aeree della Nato sui cieli della Turchia sud-occidentale mentre era diretto verso Cipro.

    Ore 9,45 – Iraq, Barzani: “La regione curda non deve essere coinvolta in alcun conflitto o escalation militare” – La regione semi-autonoma curda dell’Iraq “non deve essere coinvolta in alcun conflitto o escalation militare che possa danneggiare la vita e la sicurezza dei nostri concittadini”. Lo ha dichiarato oggi il presidente della regione semi-autonoma curda dell’Iraq, Nechirvan Barzani, citato dalla testata Rudaw. “La protezione dell’integrità territoriale della regione del Kurdistan e dei nostri successi costituzionali può essere realizzata solo attraverso l’unità, la coesione e la responsabilità nazionale condivisa di tutte le forze e componenti politiche del Kurdistan”, ha aggiunto Barzani.

    Ore 9,30 – La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Non siamo in guerra e non vogliamo entrarci ma intendiamo inviare aiuti e mezzi per la difesa aerea ai Paesi del Golfo” – L’Italia “non è in guerra e non vuole entrarci” ma “intende inviare aiuti”, in particolare mezzi per “la difesa aerea”, “ai Paesi del Golfo”. Lo ha annunciato oggi la premier Giorgia Meloni intervenendo in diretta al programma “Non stop news” dell’emittente radiofonica Rtl 102.5, ribadendo che gli Stati Uniti non hanno fatto pervenire all’Italia nessuna richiesta di usare le nostre basi nella guerra combattuta al fianco di Israele contro l’Iran. “Oggi non abbiamo nessuna richiesta in questo senso e voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”, ha dichiarato la premier. “Tutti si stanno attenendo agli accordi bilaterali”, ha precisato Meloni, ricordando il caso spagnolo. “La stessa portavoce spagnola ha dichiarato ieri che esiste un accordo bilaterale e che al di fuori di quell’accordo non ci sarà alcun utilizzo delle basi”, ha aggiunto. “Vale anche per noi: in Italia abbiamo tre basi militari concesse agli americani in virtù di accordi del 1954 che sono sempre stati aggiornati”. Roma però non intende restare a guardare ed è pronta a inviare aiuti ai Paesi del Golfo, colpiti dai contrattacchi dell’Iran. “L’Italia, come Regno Unito, Francia, Germania, intende inviare aiuti ai Paesi del Golfo, parliamo chiaramente di difesa, di difesa aerea, non solo perché sono nazioni amiche ma perché in quell’area ci sono decine di migliaia di italiani, e circa duemila militari che dobbiamo proteggere”, ha detto la premier nel corso dell’intervista radiofonica. “E il Golfo è vitale per gli approvvigionamenti”, ha proseguito, non nascondendo le conseguenze della guerra sul nostro Paese. “C’è anche il tema delle conseguenze economiche per l’Italia, dobbiamo impedire che la speculazione faccia esplodere i prezzi dell’energia e dei generi alimentari”, ha aggiunto Meloni. “Abbiamo già sentito in queste ore il presidente di Arera che ha già attivato i meccanismi che servono a evitare fenomeni speculativi, ha una apposita task force soprattutto per monitorare i prezzi del gas, faremo tutto quello che possiamo per non darla vinta” a chi dovesse speculare e “sono pronta ad aumentare le tasse ad aziende che dovessero speculare sulle bollette”, ha ricordato la premier, secondo cui contro il terrorismo la guardia in Italia resta “altissima”. “Siamo totalmente mobilitati”, ha ribadito. “Anche qui non siamo distratti, la guardia è altissima”. Ultima nota sul Board of Peace di Donald Trump. “Non so che dire rispetto all’ennesima contraddizione dell’opposizione, Gaza era una priorità e ora non lo è più. Non so se ora che non è più utile per fare campagna elettorale non è più importante per loro, sicuramente lo è per noi perché l’Italia può fare la differenza, è rispettata da tutti gli attori” dell’area ed “è stata la prima nazione non musulmana a portare aiuti”, ha dichiarato Meloni, secondo cui “sarebbe folle non partecipare” al Board of Peace. “Se si può fare la differenza nel trasformare una tregua molto fragile nella pace”.

    Ore 9,15 – Al-Jazeera: “Udite esplosioni in Qatar e Bahrein a seguito di altri attacchi iraniani” – Alcune esplosioni sono state udite questa mattina in Qatar e Bahrein a seguito di una serie di altri attacchi missilistici lanciati dall’Iran nella regione. Lo riporta l’emittente qatariota al-Jazeera, senza fornire ulteriori dettagli. La notizia non è stata confermata dai rispettivi ministeri della Difesa né ancora battute dalle agenzia di stampa ufficiali locali.

    Ore 9,00 – Libano: altri 6 morti in due raid di Israele nel sud – Altre 6 persone sono rimaste uccise oggi in Libano a seguito di due raid aerei compiuti dalle forze armate di Israele (Idf) in alcuni villaggi nel sud del Paese dei Cedri. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui quattro membri di una stessa famiglia, i genitori con due figli minorenni, sono stati uccisi in un raid condotto dall’Idf su un villaggio vicino a Kfar Tebnit. Un altro attacco compiuto da Israele nel distretto di Nabatieh ha invece ucciso il sindaco di un villaggio e sua moglie.

    Ore 8,30 – Iran: Pasdaran rivendicano attacco a una petroliera Usa nello Stretto di Hormuz – La Marina militare delle Guardie della Rivoluzione islamica in Iran hanno rivendicato un attacco contro una petroliera statunitense, in navigazione nel nord del Golfo persico. L’annuncio è contenuto in una nota diramata dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica, citata dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, secondo cui la petroliera “è in fiamme”. L’azione segue l’avviso lanciato alcuni giorni fa dai Pasdaran, secondo cui alle navi militari e commerciali appartenenti agli Stati Uniti, a Israele e ai Paesi europei che le sostengono “non sarà consentito il passaggio” nello Stretto di Hormuz dalle forze del regime iraniano. “Se verranno avvistate, saranno sicuramente colpite”, si legge nel comunicato. “Avevamo precedentemente affermato che, in base alle leggi e alle risoluzioni internazionali, in tempo di guerra la Repubblica islamica dell’Iran avrà il diritto di controllare il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz”. Al momento la notizia non trova conferme. Una petroliera all’ancora a 30 miglia nautiche a sud-est del Kuwait, secondo quanto segnalato nella notte all’Organizzazione per il commercio marittimo del Regno Unito (Ukmto), è stata investita da “una forte esplosione” sul lato sinistro della nave. Il comandante, segnala l’Ukmto, ha “poi visto una piccola imbarcazione allontanarsi”. Tuttavia a bordo “non sono stati segnalati incendi e l’equipaggio è al sicuro e in salute”, mentre la petroliera ha cominciato a imbarcare acqua e ha perso parte del carico di greggio in mare. Non è chiaro però se si tratti della stessa petroliera.

    Ore 8,00 – Iran: Teheran rivendica attacco contro “gruppi separatisti” al confine occidentale. Giallo su un’offensiva curda dall’Iraq contro la Repubblica islamica – L’Iran ha preso di mira le postazioni di non meglio specificati “gruppi separatisti” che intendevano attraversare i confini occidentali del Paese, provocando “gravi perdite”. La notizia è stata di divulgata oggi dal ministero dell’Intelligence di Teheran in una nota citata dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, considerata vicina al Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (i Pasdaran), in cui si annunciava “la distruzione del quartier generale e del deposito di munizioni dei terroristi separatisti in un’operazione congiunta del ministero dell’Intelligence” e dei Pasdaran. “I gruppi terroristici separatisti intendevano penetrare nei confini occidentali del Paese con il supporto del nemico sionista-americano (Israele e Usa, ndr) e compiere attacchi terroristici con obiettivi separatisti”, si legge nella nota. L’attacco, secondo quanto riporta un’altra agenzia di stampa iraniana Isna, è partito dalla base di Khatam al-Anbiya e ha impiegato “tre missili”, che hanno preso di mira “le postazioni dei gruppi controrivoluzionari curdi nella regione del Kurdistan iracheno”. Negli ultimi giorni, secondo tre fonti a conoscenza della questione citate dall’agenzia di stampa britannica Reuters, le milizie curde iraniane si sono consultate con gli Stati Uniti per decidere se e come attaccare le forze di sicurezza di Teheran nella parte occidentale del Paese. Alcuni resoconti diffusi ieri sera sui varie testate in Europa e Usa affermavano che era stata avviata un’operazione terrestre a cavallo del confine dal Kurdistan iracheno, poi smentita sia da fonti in Iran che in Iraq. La dichiarazione divulgata oggi dal ministero iraniano afferma che le forze della Repubblica islamica stanno collaborando con i “nobili curdi” per sventare il piano “sionista-americano” (Israele e Usa, ndr) di attaccare il suolo dell’Iran.

    Ore 7,00 – Libano: primo raid di Israele nel nord dalla ripresa del conflitto, 2 morti – Almeno 2 persone sono state uccise e una è rimasta ferita nella notte nel campo profughi di Beddaoui a Tripoli, nel Libano settentrionale, a seguito di un raid aereo compiuto dalle forze armate di Israele (Idf), il primo a colpire il nord del Paese dei Cedri dalla ripresa delle ostilità. Lo riferisce il ministero della Salute di Beirut in una nota citata dall’agenzia di stampa ufficiale locale Nna. Le Idf non hanno confermato l’attacco ma, secondo l’emittente israeliana Channel 14, tra i bersagli del raid, figurava anche “un alto funzionario di Hamas” in Libano.

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