Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
  • Esteri
  • Home » Esteri

    Guerra degli Usa e di Israele in Iran, le ultime notizie di oggi, martedì 17 marzo. Continuano i raid di Israele in Iran: “Ucciso il capo dei paramilitari Basij”. Giallo sulla sorte di Larijani. La Repubblica islamica risponde: diverse esplosioni a Doha e Dubai. Attacco vicino all’ambasciata Usa a Baghdad. Tel Aviv bombarda anche il Libano

    Squadre di soccorso della Mezzaluna Rossa iraniana tra le macerie di un edificio distrutto da un raid aereo a Teheran il 16 marzo 2026. Credit: ZUMAPRESS.com / AGF

    Le ultime notizie di oggi, martedì 17 marzo, sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran

    Di Redazione TPI
    Pubblicato il 17 Mar. 2026 alle 09:40 Aggiornato il 17 Mar. 2026 alle 17:59

    Guerra degli Usa e di Israele in Iran, le ultime notizie di oggi, martedì 17 marzo

    Gli Stati Uniti e Israele continuano a bombardare l’Iran, dove oltre 1.440 morti persone sono rimaste uccise e più di 18.550 sono state ferite dall’inizio della guerra. Tel Aviv prosegue i raid aerei e avanza con le proprie truppe anche in Libano: oltre 850 le vittime registrate e più di 2.100 i feriti dalla ripresa dei bombardamenti israeliani contro Hezbollah, che hanno anche provocato quasi un milione di sfollati. La Repubblica islamica e il gruppo armato sciita hanno risposto con attacchi missilistici contro lo Stato ebraico, le basi Usa e i loro alleati nel Golfo, dove sono state uccise quasi una quarantina di persone dal 28 febbraio scorso. Di seguito le ultime notizie di oggi, martedì 17 marzo 2026, sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran.

    DIRETTA

    Ore 18,00 – Libano, il presidente Aoun contro Israele: “Attaccare i nostri soldati contraddice gli appelli all’esercito a contrastare Hezbollah” – Gli attacchi di Israele contro i soldati del Libano contraddicono gli appelli all’esercito di Beirut di contrastare Hezbollah. La denuncia arriva direttamente dal presidente del Libano, Joseph Aoun, che in un comunicato diffuso dal Palazzo di Baabda sui social ha offerto le sue condoglianze ai familiari dei tre militari libanesi uccisi in due raid aerei israeliani. “Il presidente Aoun ha sottolineato che prendere di mira l’istituzione militare, che svolge un ruolo nazionale unificante nella protezione della stabilità e nella preservazione della sovranità, contraddice palesemente gli appelli del Libano e della comunità internazionale a rafforzare l’esercito per estendere l’autorità statale su tutto il territorio libanese e a limitare le armi alle forze armate legittime”, si legge nella nota. Due soldati dell’esercito libanese sono rimasti uccisi oggi in un raid aereo delle forze armate di Israele (Idf) mentre viaggiavano a bordo di una motocicletta sulla strada tra Zebdin e Nabatieh, nel sud del Paese. Un altro soldato era rimasto ucciso e altri quattro erano stati feriti in un attacco aereo israeliano contro un’auto e una motocicletta nella località di Qaqaiyat al-Jisr, nel distretto di Nabatieh. Le Idf hanno annunciato un’indagine sull’accaduto.

    Ore 17,50 – Trump: “Non ci vorrà molto perché lo Stretto di Hormuz sia messo in sicurezza” – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è detto fiducioso che presto la navigazione nello Stretto di Hormuz tornerà sicura.”Non credo che ci vorrà molto”, ha dichiarato oggi durante una conferenza stampa in corso alla Casa bianca, riferendosi alle operazioni militari in corso contro l’Iran al fianco di Israele. “Stiamo distruggendo la costa. Si tratta fondamentalmente della costa e del mare. E non ci vorrà molto”, ha aggiunto Trump, senza fornire tempistiche precise né rivelare come gli Usa intendano mettere in sicurezza lo Stretto. Il presidente degli Stati Uniti aveva pubblicamente esortato gli alleati a intervenire per aiutare gli Stati Uniti in questo tratto di mare fondamentale per il trasporto del petrolio. Al loro rifiuto però si era scagliato contro i Paesi della Nato e altri partner degli Usa nell’Indo-Pacifico, affermando che Washington “non ha bisogno di nessuno”. Spazio anche per una stoccata al presidente francese Emmanuel Macron, che ha annunciato l’indisponibilità di Parigi a inviare unità navali nello Stretto prima della fine del conflitto. “Lascerà l’incarico molto presto. Quindi, vedremo”, ha detto Trump riferendosi a Macron durante la conferenza stampa. Quindi il presidente Usa ha elogiato i Paesi mediorientali: “Gli Stati mediorientali, tra cui Israele, che è stato fantastico, gli stati mediorientali ci hanno aiutato molto”.

    Ore 17,40 – La Turchia condanna l’uccisione di Larijani: “Contraria alle leggi di guerra” – Il governo della Turchia condanna “gli omicidi politici perpetrati da Israele” in Iran, dopo l’annuncio dell’uccisione del segretario del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, ucciso in un attacco aereo condotto nella notte da Tel Aviv nella capitale Teheran. “Gli assassinii politici perpetrati da Israele, in particolare quelli che prendono di mira statisti e politici iraniani, costituiscono atti illegali contrari alle leggi di guerra”, ha dichiarato il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan in una conferenza stampa ad Ankara, citata dall’agenzia di stampa locale Anadolu.

    Ore 17,30 – Macron: “La Francia non parteciperà alle operazioni a Hormuz. Pronti dopo la fine della guerra” – La Francia non parteciperà alle operazioni richieste dagli Stati Uniti per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz “nel contesto attuale”. L’annuncio arriva direttamente dal presidente francese Emmanuel Macron durante una riunione del Consiglio di Difesa e Sicurezza Nazionale tenuta oggi a Parigi, in risposta alle accuse mosse da Donald Trump agli alleati della Nato. “Una volta che la situazione si sarà calmata, una volta cessata la principale campagna di bombardamenti, saremo pronti, insieme ad altre nazioni, ad assumerci la responsabilità di un sistema di scorta (delle navi in transito nello Stretto, ndr)”, ha dichiarato Macron alla stampa a margine della riunione. “Ciò richiederà trattative con l’Iran. È qualcosa che verrà costruito nei prossimi giorni e nelle prossime settimane”, ha aggiunto. “La Francia non ha scelto questa guerra. I nostri obiettivi sono chiari: proteggere i nostri cittadini e i nostri interessi nella regione e stare al fianco dei nostri partner”.

    Ore 17,20 – Usa, Trump contro l’ex direttore del Centro nazionale antiterrorismo statunitense: “Ha fatto bene a dimettersi” – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito “positiva” la decisione di Joe Kent di dimettersi dalla carica di direttore del Centro nazionale antiterrorismo statunitense, dopo l’annuncio arrivato sui social in protesta per la guerra scatenata dalla Casa bianca contro l’Iran. “Non posso in coscienza appoggiare la guerra in corso in Iran. L’Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana”, aveva scritto Kent in una lettera aperta a Trump pubblicata sui suoi profili social. Rispondendo a una domanda sulle dimissioni di Kent durante una conferenza stampa in corso alla Casa bianca, Trump ha definito l’ex direttore del Centro nazionale antiterrorismo statunitense “molto debole in materia di sicurezza”. “Quando ho letto la sua dichiarazione, ho pensato che fosse un bene che se ne fosse andato, perché aveva detto che l’Iran non rappresentava una minaccia”, ha dichiarato il presidente da Washington. “Ogni Paese si rendeva conto di quanto l’Iran fosse una minaccia: la questione era se volessero fare qualcosa al riguardo”. La portavoce della Casa bianca, Karoline Leavitt, aveva definito “false” le accuse di Kent sulla mancanza di prove di un imminente attacco dell’Iran agli Usa e “offensive quanto ridicole” quelle sulla possibilità che la decisione di Trump di intervenire al fianco di Israele sia stata “influenza da Paesi stranieri”. Qui la notizia completa.

    Ore 17,15 – Usa, la Casa bianca contro l’ex direttore del Centro nazionale antiterrorismo statunitense: “Accuse false. L’Iran avrebbe attaccato per primo” – La Casa bianca ha respinto con fermezza le accuse mosse da Joe Kent, l’ex direttore del Centro nazionale antiterrorismo statunitense, che ha annunciato oggi le proprie dimissioni in protesta contro la guerra scatenata dal presidente Donald Trump contro l’Iran, affermando che Teheran “non rappresentava una minaccia imminente” per gli Usa. “Non posso in coscienza appoggiare la guerra in corso in Iran. L’Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana”, aveva scritto Kent in una lettera aperta a Donald Trump pubblicata sui suoi profili social. Sempre sui social, la portavoce della Casa bianca, Karoline Leavitt, ha replicato duramente definendo “false” le affermazioni di Kent, sottolineando che “il presidente (…) possedeva prove solide e inconfutabili del fatto che l’Iran avrebbe attaccato gli Stati Uniti per primo” e che Trump non è influenzato da potenze straniere. Leavitt ha poi ricordato che l’Iran è “il principale Stato sponsor del terrorismo al mondo» e ha descritto un quadro in cui il regime di Teheran stava potenziando i propri missili balistici a corto raggio per dotarsi di una capacità di deterrenza che avrebbe consentito di «tenere in ostaggio gli Stati Uniti e il resto del mondo”, con l’obiettivo finale di acquisire armi nucleari. L’amministrazione Usa, ha precisato la portavoce della Casa bianca, aveva offerto al regime iraniano “ogni possibile opportunità” per rinunciare alle ambizioni nucleari in cambio di allentamento delle sanzioni, forniture di combustibile nucleare civile e potenziali partnership economiche, condizioni che, secondo Leavitt, la Repubblica islamica avrebbe rifiutato. “Infine, l’assurda accusa secondo cui il presidente Trump avrebbe preso questa decisione influenzato da altri, persino da Paesi stranieri, è tanto offensiva quanto ridicola”, ha concluso la funzionaria statunitense. “Il presidente Trump è sempre stato straordinariamente coerente e ha affermato per DECENNI che l’Iran NON potrà MAI possedere un’arma nucleare”.

    Ore 16,50 – Donald Trump si scaglia contro la Nato per il rifiuto di aiutare gli Usa nello Stretto di Hormuz: “Non abbiamo bisogno di nessuno” – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è scagliato contro la Nato dopo il rifiuto dei Paesi dell’Alleanza atlantica di inviare le proprie navi da guerra per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz nel quadro della guerra di Usa e Israele contro l’Iran. Gli Stati Uniti sono stati informati dalla maggior parte dei nostri ‘alleati’ della NATO che non vogliono essere coinvolti nella nostra operazione militare contro il regime terroristico dell’Iran in Medio Oriente, nonostante il fatto che quasi tutti i Paesi siano fortemente d’accordo con ciò che stiamo facendo e che all’Iran non si debba in alcun modo permettere di possedere un’arma nucleare”, ha scritto Trump sul suo social Truth. “Non sono sorpreso dalla loro reazione, tuttavia, perché ho sempre considerato la Nato, per cui spendiamo centinaia di miliardi di dollari all’anno per proteggere questi stessi Paesi, una strada a senso unico: noi li proteggeremo, ma loro non faranno nulla per noi, soprattutto in caso di bisogno”, ha aggiunto il presidente Usa. “Fortunatamente, abbiamo decimato l’esercito iraniano: la loro Marina è stata distrutta, la loro Aeronautica è stata distrutta, la loro difesa antiaerea e i radar sono stati distrutti e, forse la cosa più importante, i loro leader, praticamente a ogni livello, sono stati eliminati, e non potranno mai più minacciare noi, i nostri alleati mediorientali o il mondo!”, ha proseguito Trump, che ha ribadito come gli Usa non abbiano bisogno dell’assistenza degli alleati, anche fuori dall’Alleanza atlantica. “Grazie ai successi militari che abbiamo ottenuto, non abbiamo più bisogno, né desideriamo, l’assistenza dei Paesi della Nato – NON NE ABBIAMO MAI AVUTO BISOGNO! Lo stesso vale per il Giappone, l’Australia o la Corea del Sud”, ha precisato. “Anzi, parlando in qualità di Presidente degli Stati Uniti d’America, di gran lunga il Paese più potente al mondo, NON ABBIAMO BISOGNO DELL’AIUTO DI NESSUNO!”.

    Ore 16,45 – Mondiali Fifa 2026, la presidente messicana Sheinbaum: “Trattiamo con la Fifa per spostare in Messico le partite dell’Iran previste negli Usa” – Il governo messicano è in contatto con la Fifa per  spostare in Messico le partite dell’Iran durante i Mondiali di calcio 2026, originariamente in programma negli Stati Uniti. Lo ha confermato oggi durante una conferenza stampa in corso al Palazzo Nazionale di Città del Messico la presidente Claudia Sheinbaum, secondo cui il suo team sta discutendo con i rappresentanti della Fifa la fattibilità di ospitare le partite dell’Iran, dopo che la nazionale di Teheran si è rifiutata di recarsi negli Stati Uniti a causa della guerra in corso. “Se ne sta discutendo e lo annuncerò a tempo debito. Il Messico intrattiene rapporti con tutti i Paesi del mondo. Quindi, vedremo cosa deciderà la FIFA e poi forniremo un aggiornamento”, ha dichiarato Sheinbaum in conferenza stampa. La trattativa era stata annunciata ieri dal presidente della Federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, in una nota pubblicata dall’ambasciata iraniana in Messico. Pochi giorni prima, il ministro dello Sport iraniano, Ahmad Donyamali, aveva escluso la partecipazione della squadra al torneo “alla luce delle misure ostili adottate contro l’Iran”, tra cui l’assassinio della Guida suprema della Rivoluzione islamica, ayatollah Ali Khamenei, padre dell’attuale leader Mojtaba. In precedenza, lo stesso presidente della Federazione calcistica iraniana aveva accusato Donald Trump di aver “chiaramente affermato di non poter garantire la sicurezza della nazionale iraniana”, comportando la rinuncia della squadra a recarsi negli Stati Uniti. Il presidente Usa aveva affermato che la squadra iraniana era libera di partecipare al torneo, ammettendo però di non ritenere opportuno che i giocatori si recassero negli Stati Uniti per disputare la Coppa del Mondo, citando una serie di preoccupazioni per la loro incolumità e sicurezza. L’Iran dovrebbe affrontare Belgio, Nuova Zelanda ed Egitto nella fase a gironi.

    Ore 16,30 – Arabia Saudita: il ministro dell’Interno discute le ripercussioni della guerra con i suoi omologhi del Qatar e degli Emirati Arabi – Il ministro dell’Interno dell’Arabia Saudita, Abdulaziz bin Saud bin Naif bin Abdulaziz, ha tenuto oggi un colloquio telefonico con i suoi omologhi del Qatar, Sheikh Khalifa bin Hamad bin Khalifa Al Thani, e degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Saif bin Zayed Al Nahyan, con cui ha discusso le ripercussioni regionali della guerra tra Usa e Israele contro l’Iran. Lo riferisce il ministero dell’Interno saudita in due note citate dall’agenzia di stampa ufficiale Spa, secondo cui i colloqui hanno riguardato in particolare “la sicurezza regionale” e “la vile aggressione iraniana contro la sicurezza e la stabilità dei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo e della regione”. “Abbiamo discusso delle implicazioni per la sicurezza degli attuali sviluppi, nel contesto dei brutali attacchi iraniani in corso contro gli stati del Golfo e la regione”, ha dichiarato bin Saud in un post sui social riferendosi alla sua conversazione con il ministro dell’Interno del Qatar, Sheikh Khalifa bin Hamad bin Khalifa Al Thani. “Ho ribadito a Sua Eccellenza la posizione del Regno a fianco del Qatar in tutto ciò che contribuisce alla sicurezza dei suoi cittadini e dei residenti nel Paese”. “Abbiamo ribadito la nostra posizione comune riguardo ai ripetuti attacchi iraniani contro gli Stati del Golfo e la regione”, ha aggiunto in un altro post riguardo la telefonata con il vicepresidente e ministro dell’Interno degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Saif bin Zayed Al Nahyan. “Ho inoltre confermato a Sua Altezza il sostegno del Regno agli Emirati Arabi Uniti nel contrastare qualsiasi minaccia alla loro sicurezza e stabilità”.

    Ore 16,15 – Libano: sale a 912 morti e 2.221 feriti il bilancio delle vittime della guerra dal 2 marzo – Almeno 912 sono state uccise e 2.221 sono rimaste ferite dal 2 marzo scorso in Libano a causa della ripresa della guerra tra Israele e Hezbollah. Lo riferisce il Centro Operativo per le Emergenze Sanitarie del ministero della Salute di Beirut in una nota di aggiornamento citata dall’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna.

    Ore 15,45 – Libano: uccisi altri 2 soldati di Beirut in un raid di Israele nel sud – Altri due soldati dell’esercito libanese sono rimasti uccisi oggi in un raid aereo condotto dalle forze armate di Israele (Idf) nel sud del Paese dei Cedri. Lo riferiscono le forze armate di Beirut in una nota diramata sui social e citata anche dall’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui i militari sono stati attaccati mentre viaggiavano a bordo di una motocicletta sulla strada tra Zebdin e Nabatieh. Un altro soldato era rimasto ucciso e altri quattro erano stati feriti in un attacco aereo israeliano contro un’auto e una motocicletta nella località di Qaqaiyat al-Jisr, nel distretto di Nabatieh, nel sud del Libano. Le Idf hanno annunciato un’indagine sull’accaduto.

    Ore 15,30 – Iran, il premier israeliano Netanyahu: “Con la morte di Larijani c’è la possibilità di rovesciare il regime” – Il premier di Israele Benjamin Netanyahu ha invitato nuovamente il popolo dell’Iran a rovesciare il regime della Repubblica islamica dopo la morte del segretario del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, ucciso in un attacco aereo condotto nella notte da Tel Aviv nella capitale Teheran. “Questa mattina abbiamo eliminato Ali Larijani. Ali Larijani è il capo delle Guardie Rivoluzionarie, la banda criminale che di fatto controlla l’Iran. Insieme a lui abbiamo eliminato anche il comandante dei Basij, i suoi scagnozzi, che seminano il terrore per le strade di Teheran e di altre città iraniane contro la popolazione. Stiamo minando questo regime nella speranza di dare al popolo iraniano la possibilità di rovesciarlo”, ha detto il premier israeliano in un video pubblicato sui social. “Non accadrà tutto in una volta, non sarà facile. Ma se perseveriamo, daremo loro la possibilità di prendere in mano il proprio destino”.

    Ore 15,00 – Usa, il direttore del Centro nazionale antiterrorismo si dimette in protesta contro la guerra all’Iran: “Non era una minaccia imminente” – Il direttore del Centro nazionale antiterrorismo statunitense Joe Kent, si è dimesso oggi in protesta contro la guerra scatenata dal presidente Donald Trump contro l’Iran, affermando che Teheran “non rappresentava una minaccia imminente” per gli Usa. “Non posso in coscienza appoggiare la guerra in corso in Iran”, ha scritto Kent in una lettera aperta a Donald Trump pubblicata sui suoi profili social. “L’Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana”. Qui la notizia completa.

    Ore 14,30 – Iran, media di regime: arrestate due presunte spie accusate di lavorare per Israele e gli Usa – Le autorità della Repubblica islamica dell’Iran hanno arrestato oggi due presunte spie accusate di lavorare per Israele e gli Usa. Lo riferisce su Telegram l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, considerata vicina alle Guardie della Rivoluzione islamica, secondo cui due persone “sono state identificate e arrestate dalle forze di sicurezza” oggi “nella città di Ilam”, nell’Iran occidentale, mentre cercavano di “turbare l’ordine pubblico creando blocchi stradali, scandendo slogan e minacciando i cittadini”.

    Ore 14,05 – Spagna: il governo autorizza l’immissione sul mercato di 11,5 milioni di barili di petrolio – Il governo della Spagna ha autorizzato l’immissione sul mercato, nei prossimi tre mesi, di un massimo di 11,5 milioni di barili di petrolio, pari a 12,3 giorni di consumo nazionale, per mitigare l’impatto della guerra all’Iran e del blocco dello Stretto di Hormuz. Lo riferisce l’agenzia di stampa spagnola Efe, che cita l’annuncio dato oggi in conferenza stampa dalla terza vicepresidente del governo, Sara Aagesen, a margine del Consiglio dei ministri odierno a Madrid. L’immissione sul mercato, ha spiegato Aagesen, avverrà in diverse fasi. “Nella prima fase, quella imminente, saranno utilizzate le riserve del settore, poiché gli operatori possono trasferirle rapidamente al consumatore finale”, ha annunciato la terza vicepresidente del governo di Madrid. “Il resto sarà effettuato in una o più fasi, distribuite su diversi giorni, a seconda dell’evoluzione degli eventi, e in quel momento potranno essere utilizzate sia le riserve dell’industria che quelle della Corporación de Reservas Estratégicas de Productos Petrolíferos (Cores), che supervisionerà la procedura”.

    Ore 14,00 – Libano, media: “Ferito un altro soldato di Beirut in un raid di Israele nel sud” – Un soldato dell’esercito libanese è rimasto gravemente ferito in un attacco aereo di Israele contro una motocicletta nella località di Doueir, nel distretto di Nabatieh, nel sud del Libano. Lo riferisce un corrispondente del quotidiano libanese L’Orient-Le Jour. La notizia non è stata ancora confermata dall’esercito di Beirut. Secondo l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, l’attacco è avvenuto vicino alla stazione di Al-Amana, all’ingresso orientale della città di Doueir. Un altro soldato era rimasto ucciso e altri quattro erano stati feriti in un attacco aereo israeliano contro un’auto e una motocicletta nella località di Qaqaiyat al-Jisr, sempre nel distretto di Nabatieh, nel sud del Libano. Le forze armate di Israele (Idf) hanno aperto un’indagine sul raid.

    Ore 13,50 – Libano: Israele apre un’indagine sul raid che ha ucciso un soldato di Beirut – Le forze armate di Israele (Idf) hanno aperto un’indagine sul raid aereo che nel sud del Libano ha ucciso un soldato e ferito altri quattro militari dell’esercito di Beirut. Lo ha annunciato sui social la portavoce dell’esercito israeliano in lingua araba, Ella Waweya, secondo cui l’Idf prende di mira esclusivamente i miliziani del gruppo armato sciita Hezbollah, non il personale militare libanese. “Siamo a conoscenza dell’affermazione secondo cui alcuni soldati dell’esercito libanese sarebbero rimasti feriti in un attacco delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) nella zona di Froun, nel sud del Libano”, ha scritto il colonnello Ella Waweya. “L’incidente è oggetto di indagine. Sottolineiamo che le Idf operano contro il gruppo terroristico Hezbollah e non contro l’esercito libanese o i civili libanesi”. Un soldato è rimasto ucciso e altri quattro sono rimasti feriti in un attacco aereo israeliano contro un’auto e una motocicletta nella località di Qaqaiyat al-Jisr, nel distretto di Nabatieh, nel sud del Libano.

    Ore 13,15 – Emirati Arabi Uniti: intercettati 10 missili e 45 droni lanciati dall’Iran – Almeno 10 missili balistici e 45 droni sono stati lanciati oggi dall’Iran contro gli Emirati Arabi Uniti, le cui forze armate sono riuscite a intercettare tutti i bersagli. Lo riferisce il ministero della Difesa emiratino in una nota diramata sui social e citata dall’agenzia di stampa ufficiale Wam, secondo cui dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, la contraerea di Abu Dhabi ha intercettato 314 missili balistici, 15 missili da crociera e 1.672 droni lanciati dall’Iran.

    Ore 13,00 – Qatar: intercettati missili lanciati dall’Iran – Le autorità del Qatar hanno annunciato di aver intercettato “una seconda ondata di attacchi” provenienti dall’Iran contro l’Emirato. Lo riferisce il ministero della Difesa di Doha in una nota diramata sui social e citata dall’agenzia di stampa ufficiale Qna, secondo cui dall’inizio del conflitto le forze armate locali hanno “intercettato 129 missili e 233 droni” lanciati dall’Iran.

    Ore 12,40 – Qatar allerta i residenti: “Restate nelle vostre case e in luoghi sicuri” – Le autorità del Qatar hanno appena diramato un allarme contro una minaccia di sicurezza “elevata”, invitando i residenti a “rimanere nelle proprie case e in luoghi sicuri”.

    Ore 12,20 – Libano: un soldato dell’esercito muore per le ferite riportate in un raid di Israele – Uno dei cinque soldati dell’esercito libanese coinvolti in un attacco aereo israeliano nel sud del Paese dei Cedri è morto a seguito delle ferite riportate nel raid. Lo riferisce l’esercito di Beirut in una nota pubblicata sui social, citata dall’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui il raid ha colpito un’auto e una motocicletta nella località di Qaqaiyat al-Jisr, nel distretto meridionale di Nabatieh. Un altro militare colpito nell’attacco versa in condizioni gravi.

    Ore 12,10 – Iran: Israele rivendica l’uccisione di Ali Larijani in un raid a Teheran – Le forze armate di Israele (Idf) rivendicano l’uccisione del segretario del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, in un attacco aereo condotto nella capitale dell’Iran, Teheran. Lo comunicano le Idf in una nota pubblicata sui social, secondo cui “questa notte, 17 marzo 2026, l’Aeronautica militare ha condotto un attacco mirato, guidato dalla Direzione dell’Intelligence e basato su capacità operative uniche, nel cuore di Teheran, uccidendo Ali Larijani, Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e leader di fatto del regime terroristico iraniano, mentre si trovava nei pressi della capitale Teheran”. La notizia non è stata ancora confermata dall’Iran. Un messaggio presumibilmente scritto a mano da Larijani è stato pubblicato questa mattina sui social, il fatto però che non contenga alcun riferimento all’attacco aereo né alle rivendicazioni di Israele fa dubitare del fatto che sia sopravvissuto. Nel raid è morto anche il comandante delle forze paramilitari Basij, Gholamreza Soleimani.

    Ore 12,00 – Israele: segnalate esplosioni nel nord, nessuna vittima – Alcune esplosioni sono state segnalate oggi nel nord di Israele, a seguito della quarta ondata di attacchi missilistici lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico. Lo riferiscono i quotidiani israeliani Yedioth Ahronoth e Haaretz, secondo cui citando il Comando del Fronte Interno dell’esercito israeliano, secondo cui le sirene di allerta stanno risuonando a Nahariya e in alcune città della Galilea occidentale. L’attacco però, secondo il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom non ha provocato né vittime né feriti.

    Ore 11,40 – Iran, Reuters: “Mojtaba Khamenei ha respinto le proposte di cessate il fuoco con Usa e Israele” – La nuova Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, ha respinto le proposte di cessate il fuoco con gli Stati Uniti e Israele, presentate a Teheran dai rappresentati di due governi propostisi come intermediari. Lo riferisce l’agenzia di stampa britannica Reuters, citando in via anonima un alto funzionario della Repubblica islamica, secondo cui la posizione di Khamenei è apparsa “molto dura e decisa” durante la sua prima riunione in tema di politica estera. La fonte non ha però precisato se la nuova Guida Suprema dell’Iran abbia o meno partecipato di persona alla riunione. Mojtaba Khamenei, secondo il funzionario citato da Reuters, ha annunciato che non è “il momento giusto per la pace”, almeno “finché gli Stati Uniti e Israele non saranno stati messi in ginocchio, non avranno accettato la sconfitta e non avranno pagato un risarcimento”. Altre tre fonti locali avevano riferito all’agenzia di stampa britannica che l’amministrazione Trump aveva respinto i tentativi di alcuni alleati mediorientali di avviare negoziati diplomatici volti a porre fine alla guerra con l’Iran.

    Ore 11,30 – Libano: 2 morti in un raid di Israele nel sud – Almeno due persone sono rimaste uccise in un attacco aereo condotto questa mattina nel villaggio di Jmeijmeh, nel distretto di Bint Jbeil, nel sud del Libano, dalle forze armate di Israele (Idf). Lo riferisce un corrispondente l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui continuano i bombardamenti di artiglieria israeliani sulle località vicine di Zibqin e Jabal al-Batoum. Altre tre vittime erano state registrate questa mattina nella città di Bint Jbeil in un altro raid di Israele.

    Ore 11,15 – Kuwait: due paramedici feriti dalla caduta delle schegge di un missile iraniano – Due paramedici sono rimasti feriti oggi in Kuwait a seguito della caduta delle schegge di un missile lanciato dall’Iran che hanno colpito un ambulatorio. Lo riferisce il ministero della Salute del Kuwait in una nota citata dall’agenzia di stampa ufficiale locale Kuna, secondo cui entrambi i feriti versano in condizioni stabili

    Ore 10,55 – Libano: 3 morti in un raid di Israele nel sud – Almeno tre persone sono state uccise e un imprecisato numero sono rimaste ferite in un attacco aereo condotto questa mattina nella città di Bint Jbeil, nel sud del Libano, dalle forze armate di Israele (Idf). Lo riferisce un corrispondente dell’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui “i feriti sono stati trasportati negli ospedali della città”.

    Ore 10,45 – Iran: pubblicato un messaggio sui profili social di Larijani. Ma è giallo sulla sua sorte – Il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, ha pubblicato un messaggio sui suoi profili social, il cui contenuto però non smentisce le dichiarazioni di Israele secondo cui l’ex presidente del Parlamento iraniano sarebbe rimasto vittima di un attacco aereo condotto nella notte dalle Idf a Teheran insieme al comandante delle forze paramilitari Basij, Gholamreza Soleimani. “In occasione della cerimonia funebre dei guerrieri della Marina della Repubblica Islamica dell’Iran: il loro ricordo rimarrà per sempre nei cuori della nazione iraniana e questi martiri costituiranno per molti anni le fondamenta dell’Esercito della Repubblica Islamica nella struttura delle forze armate. Chiedo a Dio Onnipotente di concedere a questi cari martiri i più alti onori”, si legge nel messaggio presumibilmente scritto a mano da Larijani e pubblicato sui social, che non contiene alcun riferimento all’attacco aereo né alle rivendicazioni di Israele. Il messaggio era stato annunciato in precedenza dalle agenzie di stampa iraniane Tasnim e Mehr, sottintendendo che questo avrebbe fornito la prova della sua sopravvivenza al raid.

    Ore 10,40 – Israele, il ministro della Difesa Katz: “Larijani è rimasto ucciso in un raid a Teheran” – Il ministro della Difesa di Israele Israel Katz ha confermato che il segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, è stato ucciso in un raid aereo israeliano su Teheran la scorsa notte, in cui è stato ucciso anche il comandante delle forze paramilitari Basij, Gholamreza Soleimani. “Larijani e il comandante dei Basij sono stati eliminati durante la notte e si sono uniti al capo del programma di annientamento, Khamenei, e a tutti i membri eliminati dell’asse del male, nelle profondità dell’inferno”, ha dichiarato Katz in una nota pubblicata dal suo ufficio. La notizia non è stata confermata dall’Iran, anzi. Secondo le agenzie di stampa iraniane Tasnim e Mehr, Larijani è vivo e un suo messaggio verrà “pubblicato” a breve.

    Ore 10,30 – Golfo, Ukmto: “Colpita una petroliera al largo degli Emirati Arabi, nessuna vittima” – Una petroliera, ancorata a 23 miglia nautiche a est del porto di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, è stata colpita oggi da un “proiettile di provenienza sconosciuta”, provocando “danni strutturali di lieve entità” senza però ferire alcun membro dell’equipaggio. Lo riferisce l’Organizzazione per il commercio marittimo del Regno Unito (Ukmto), secondo cui “non è stato segnalato alcun impatto ambientale”. Dal 28 febbraio al 17 marzo, secondo l’Organizzazione britannica, almeno 17 attacchi simili hanno interessato navi operanti nel Golfo Arabico, nello Stretto di Hormuz, nel Golfo dell’Oman e nelle aree circostanti.

    Ore 10,20 – Iran, media di regime: “Larijani è vivo e presto pubblicherà a breve un messaggio” – Il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, è vivo e a breve pubblicherà un suo messaggio. Lo riferiscono le agenzie di stampa iraniane Tasnim e Mehr, secondo cui il messaggio verrà “pubblicato tra pochi minuti”. Larijani era stato preso di mira in un raid aereo condotto nella notte dalle forze armate di Israele (Idf) a Teheran, in cui secondo le Idf sarebbe invece rimasto ucciso il comandante delle forze paramilitari Basij, Gholamreza Soleimani.

    Ore 10,00 – Iran: Israele rivendica l’uccisione del capo dei Basij in un raid a Teheran – Le forze armate di Israele (Idf) rivendicano l’uccisione di Gholam Reza Soleimani, comandante dei paramilitari Basij in un attacco aereo condotto oggi nella capitale dell’Iran, Teheran. Lo comunicano le Idf in una nota pubblicata sui social, secondo cui “l’assassinio di Soleimani si aggiunge alle decine di alti comandanti delle forze armate del regime terroristico iraniano eliminati nel corso dell’operazione e costituisce un altro grave colpo ai sistemi di comando e controllo della sicurezza del regime”. La notizia non è stata ancora confermata dall’Iran.

    Ore 9,45 – Libano: 5 soldati dell’esercito feriti in un raid di Israele – Almeno cinque soldati dell’esercito libanese sono rimasti feriti oggi in un attacco aereo israeliano nel sud del Paese dei Cedri. Lo riferisce l’esercito di Beirut in una nota pubblicata sui social, citata dall’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, secondo cui il raid ha colpito un’auto e una motocicletta nella località di Qaqaiyat al-Jisr, nel distretto meridionale di Nabatieh.

    Ore 9,30 – Iran, media: raid di Israele prende di mira Larijani e il capo dei Basij – Le forze armate di Israele (Idf) hanno preso di mira il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, e il comandante delle forze paramilitari Basij, Gholamreza Soleimani, durante un raid aereo condotto nella notte in Iran. Lo riferiscono i quotidiani israeliani Yedioth Ahronoth e Haaretz, citando fonti delle Idf, secondo cui però non è chiaro se Larijani e Soleimani siano rimasti uccisi o feriti nell’attacco. La notizia non è stata confermata ufficialmente dalle Idf ma, durante una conferenza stampa tenuta in mattinata, il capo di Stato maggiore delle forze armate Eyal Zamir, ha affermato che “durante la notte sono stati registrati anche significativi successi in termini di eliminazione di obiettivi, con il potenziale di influenzare i risultati della campagna e le missioni delle Idf”.

    Ore 9,00 – Iraq: Baghdad tratta con l’Iran il passaggio delle petroliere attraverso Hormuz – Il governo dell’Iraq sta trattando un accordo con l’Iran per consentire alle petroliere irachene di attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale irachena Ina, citando fonti del ministero del Petrolio di Baghdad, secondo cui i negoziati sono ancora in corso. In un’intervista concessa oggi all’emittente qatariota al-Jazeera invece il ministro del Petrolio iracheno Hayan Abdul-Ghani ha dichiarato che un’intesa è già stata raggiunta. Ieri, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva annunciato che lo Stretto di Hormuz “è aperto, ma chiuso ai nostri nemici”. Intanto, secondo l’agenzia di stampa ufficiale irachena Ina, Baghdad lavora anche alla ripresa delle esportazioni verso la Turchia attraverso l’oleodotto Kirkuk-Ceyhan, nel tentativo di compensare le mancate partenze dovute al blocco dello Stretto.

    Ore 8,00 – Libano: continuano i bombardamenti di Israele nel sud – Le forze armate di Israele (Idf) hanno bombardato diverse località nel sud del Libano e nei dintorni della capitale Beirut alle prime ore di oggi, mentre continuano l’invasione del Paese dei Cedri. I raid, l’agenzia di stampa ufficiale libanese Nna, hanno colpito le località di Debaal, nel distretto di Tiro, Habbouch, nella zona di Nabatiyeh, Khiam, nel circondario di Marjeyoun, tre quartieri meridionali di Beirut e l’area di Doha Aramoun, a sud della capitale, dove è rimasta ferita una donna di origine etiope. Intanto l’esercito israeliano ha annunciato che le truppe della 36esima Divisione dell’Idf hanno iniziato a condurre operazioni nel Libano meridionale nell’ambito dell’offensiva di terra lanciata da Israele nel sud del Libano. “Le forze della 36ª Divisione si sono unite all’operazione di terra concentrata ed estesa nel Libano meridionale (…) al fine di estendere la zona di difesa avanzata nel nord di Israele (…) e creare un ulteriore livello di sicurezza per i residenti del nord”, ha fatto sapere sui social l’Idf, secondo cui la 36esima Divisione dell’esercito opererà nella zona “insieme alla 91esima Divisione”. Un annuncio che segue lo schieramento della Brigata Golani dalla Striscia di Gaza al Libano meridionale.

    Ore 7,30 – Israele: 3.530 feriti dall’inizio della guerra all’Iran – Almeno 3.530 persone sono rimaste ferite in Israele dall’inizio della guerra scatenata da Tel Aviv e dagli Usa contro l’Iran. Lo ha comunicato oggi in una nota il ministero della Salute israeliano, secondo cui attualmente almeno 86 persone sono ancora ricoverate in ospedale, di cui otto versano in gravi condizioni.

    Ore 7,00 – M.O.: diverse esplosioni udite a Doha e Dubai. Attaccata l’ambasciata Usa a Baghdad – Una serie di esplosioni sono state udite oggi Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e a Doha, in Qatar, mentre è stata presa di mira anche l’ambasciata statunitense a Baghdad, Iraq. La notizia è stata divulgata dall’agenzia di stampa francese Afp e confermata dall’emittente qatariota al-Jazeera. Intanto sui social il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha riferito di aver intercettato un attacco missilistico. Fonti delle forze di sicurezza locale hanno dichiarato all’agenzia di stampa Afp che quello contro l’ambasciata Usa nella capitale dell’Iraq è stato il “più intenso attacco dall’inizio” della guerra.

    Leggi l'articolo originale su TPI.it
    Mostra tutto
    Exit mobile version