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    L’Africa colpita dalle inondazioni: a rischio 700mila bambini nel Sud Sudan e in Somalia

    Credit: Ansa

    Allarme Unicef: 490mila i bambini a rischio in Sud Sudan; 200mila quelli già colpiti in Somalia. Oltre 900mila le persone con urgente bisogno di assistenza

    Di Veronica Di Benedetto Montaccini
    Pubblicato il 7 Nov. 2019 alle 08:20 Aggiornato il 7 Nov. 2019 alle 09:19

    Le inondazioni colpiscono l’Africa: a rischio 700mila bambini

    Le inondazioni in Africa sono diventate un pericolo molto serio.

    Per il Sud Sudan, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia chiede 10 milioni di dollari, per rispondere ai bisogni immediati dei bambini colpiti dalle inondazioni. Nel Paese, si legge in una nota, “più di 900mila persone, compresi 490mila bambini, hanno urgente bisogno di assistenza. Circa un quinto del Paese, grande quanto la Francia, sta combattendo contro le inondazioni. Intere comunità, compresi centri sanitari, nutrizionali e scuole sono sommersi e fino al 90 per cento dei servizi di base sono stati sospesi in diverse aree”.

    Complessivamente, sono circa 90mila i bambini che non possono andare a scuola perché le classi sono inondate, gli insegnanti sono sfollati e le scuole sono utilizzare come rifugi. I piccoli, sottolineano dall’Unicef, «stanno perdendo in questo modo anche spazi sicuri che li proteggano da sfruttamento e abusi». Per il momento, alla popolazione sono state consegnate per via aerea 4,8 tonnellate di aiuti.

    Sono in via di distribuzione pastiglie per potabilizzare l’acqua e diversi team sono sul campo per diffondere porta a porta informazioni sanitarie. L’Unicef pianifica di ampliare la sua risposta per raggiungere diverse aree remote nel Jonglei, Upper Nile, Warrap, Northern Bahr El Ghazal, Unity e Eastern Equatoria.

    Diverso il caso della Somalia, dove circa 200mila bambini sono stati colpiti da gravi inondazioni a Belet Weyne, Berdale, Baidoa, Jowhar e Mahadaiin. Secondo l’Unicef migliaia di famiglie sono state costrette a lasciare le proprie case e rifugiarsi su terreni più alti. Vivendo in rifugi o peggio, all’aperto, molti degli sfollati hanno estremo bisogno di acqua pulita, servizi igienico sanitari, rifugi sicuri e aiuti sanitari e alimentari. Le inondazioni hanno anche distrutto le scuole e interrotto l’istruzione per migliaia di bambini.

    Raccolti danneggiati e allevamenti inondati impediranno l’accesso al cibo. Questo aggraverà la già precaria situazione nutrizionale nel paese. L’insicurezza alimentare, la mancanza di assistenza medica e di accesso ad acqua sicura e servizi igienico sanitari aggraveranno la malnutrizione tra i bambini somali e causeranno un ciclo mortale di malattie legate all’acqua molto veloci a diffondersi.

    L’Unicef sta lavorando con le autorità locali e i suoi partner per identificare e rispondere ai bisogni più urgenti dei bambini e delle loro famiglie. L’organizzazione sta distribuendo aiuti di emergenza e fornendo servizi salvavita attraverso i suoi partner sul campo.

    Sono in via di distribuzione 33.000 kit igienici per consentire accesso all’acqua sicura e prevenire malattie legate all’acqua; verranno forniti anticipatamente aiuti per curare 90.000 persone colpite da diarrea acquosa acuta; le squadre per la nutrizione sono già sul campo per curare i bambini con malnutrizione acuta grave; saranno costruiti spazi a misura di bambini per dare a 1.300 tra i bambini più colpiti spazi per giocare e imparare in sicurezza.

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