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    John Lee, l’ex ministro che represse le proteste, eletto governatore di Hong Kong: era l’unico candidato

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 9 Mag. 2022 alle 12:52

    Hong Kong, l’ex ministro John Lee eletto governatore: era l’unico candidato

    John Lee Ka-chiu, ex ministro della Sicurezza di Hong Kong, è stato eletto nuovo governatore della Regione amministrativa speciale cinese.

    Lee, 64 anni, era l’unico candidato e ha ottenuto 1.416 voti su 1.424, la maggioranza più ampia della storia in questo tipo di elezione. Ex poliziotto, nel 2017 è stato nominato segretario alla Sicurezza.

    Filocinese, John Lee Ka-chiu, noto come un “falco della sicurezza” e descritto come un “boia” pronto a eseguire tutto ciò che gli veniva chiesto, ha avuto un ruolo centrale nel promuovere un disegno di legge sull’estradizione verso la Cina nel 2019 e soprattutto nel reprimere le proteste che ne scaturirono subito dopo.

    Dopo le proteste del 2019, infatti, Lee contribuì a introdurre una legge sulla sicurezza nazionale che permette di arrestare chiunque si renda responsabile di atti di “sedizione, sovversione e secessione”, decapitando di fatto i movimenti pro-democrazia.

    Nel 2021, era stato nominato segretario capo dell’amministrazione uscente di Carrie Lam, la seconda carica più alta nel governo della città.

    “Continueremo a sostenere il rispetto della legge, che è il pilastro fondamentale del nostro buon governo – ha dichiarato Lee subito dopo la proclamazione – affronteremo le sfide future con fiducia assoluta, salvaguardando la sovranità, la sicurezza nazionale e lo sviluppo del nostro paese”.

    Pechino ha espresso la sua soddisfazione per l’elezione di John Lee Ka-chiu, mentre l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue Josep Borrell ha manifestato la sua contrarietà dichiarando: “L’Unione europea deplora questa violazione dei principi democratici e del pluralismo politico e considera questo processo di selezione come un ulteriore passo verso lo smantellamento del principio ‘un Paese, due sistemi”.

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