Il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, arriverà in serata a Islamabad, in Pakistan, alla guida di una piccola delegazione diplomatica. La notizia, confermata sia all’emittente statunitense Cnn che all’agenzia di stampa britannica Reuters, fa sperare in un secondo round di colloqui tra Teheran e gli Stati Uniti.
Nella capitale pakistana infatti, secondo fonti del governo pakistano e della Repubblica islamica citate dalla Cnn, è già presente una delegazione statunitense addetta alla logistica e alla sicurezza per agevolare il processo negoziale. Tuttavia, al momento, né gli Stati Uniti né l’Iran hanno commentato.
In giornata il ministro degli Esteri iraniano aveva tenuto un colloquio telefonico con il suo omologo del governo di Islamabad, Ishaq Dar, e con il capo di stato maggiore delle forze armate pakistane, generale Asim Munir. Nelle ultime settimane il Pakistan si è imposto come il principale mediatore per porre fine alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Il primo round di colloqui tra Teheran e Washington, svoltosi a Islamabad l’11 aprile, si era concluso con un nulla di fatto. Il secondo, previsto questa settimana, è stato invece rinviato a data da destinarsi perché i rappresentanti della Repubblica islamica non si erano presentati al tavolo delle trattative.
Ieri, durante una conferenza stampa tenuta nello Studio Ovale a margine dell’incontro tra gli ambasciatori di Israele e Libano negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump si era detto possibilista su una ripresa dei negoziati con Teheran “nelle prossime ore” ma aveva anche citato presunte “divisioni” nel governo iraniano come causa principale dell’attuale stallo diplomatico, definendo “pazzesco” lo scontro in corso tra “falchi” e “moderati” all’interno del regime.
Da parte loro, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, il presidente del Parlamento di Teheran Mohammad Bagher Ghalibaf, e il capo della magistratura della Repubblica islamica Gholamhossein Mohseni Ejei avevano fatto sfoggio di unità sui social: “Un solo Dio, una sola nazione, un solo leader, una sola via”, avevano scritto tutti e tre sui propri profili. Parole d’ordine che, forse, servono anche a ricompattare il fronte interno, oltre che a rispondere alle accuse americane
L’indiscrezione: “Il ministro degli Esteri dell’Iran Abbas Araghchi atteso oggi in Pakistan per riprendere i colloqui con gli Usa”
In giornata il capo della diplomazia della Repubblica islamica aveva tenuto un colloquio telefonico con il suo omologo del governo di Islamabad, Ishaq Dar, e con il capo di stato maggiore delle forze armate pakistane, generale Asim Munir
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