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    Francia, shock per il questionario dell’Università sulla radicalizzazione di dipendenti e studenti

    Domande anche sulla barba degli uomini e le assenze durante l'ora delle preghiere

    Di Maria Teresa Camarda
    Pubblicato il 16 Ott. 2019 alle 16:51

    Francia, shock per il questionario dell’Università sulla radicalizzazione

    Sconcerto in Francia per il questionario distribuito all’università di Cergy-Pontoise, nella periferia di Parigi, per intercettare anche “fiochi segni di radicalizzazione” tra dipendenti e studenti. Un’iniziativa che ha suscitato shock e indignazione, anche tra corpo insegnante e studenti.

    I fatti risalgono a lunedì scorso, quando una mail viene inviata all’insieme del personale da parte del responsabile sicurezza dell’ateneo. Il suo obiettivo, è appunto, quello di prevenire attentati terroristici all’interno dell’università.

    Nel controverso elenco stilato su file Excel – e nel frattempo ritirato anche se impazza sui social network – viene chiesto di segnalare eventuali comportamenti considerati ‘a rischio’, come un “improvviso interesse per l’attualità nazionale o internazionale”, “indossare pantaloni che arrivano a mezzo polpaccio”, “portare la barba senza baffi” o “smettere di consumare bevande alcoliche”.

    Menzionato, tra l’altro, anche un “ricorrente assenteismo nelle ore di preghiera” e l’uso del velo islamico.

    Ieri, 15 ottobre, il rettore, François Germinet, ha riconosciuto un messaggio “estremamente inopportuno”, che “non corrisponde a ciò che volevamo comunicare”. Quindi le “scuse” ufficiali a tutti coloro che si sono sentiti offesi, a cominciare dagli studenti di fede musulmana.

    “L’Università si rammarica profondamente di aver potuto offendere o scioccare alcune persone all’interno e all’esterno dell’università con un linguaggio inappropriato e incomprensibile e vuole scusarsi con loro”, ha riferito.

    Boccia l’iniziativa anche la ministra dell’Insegnamento Superiore, Frédérique Vidal. “Se la lotta alla radicalizzazione impone ad ognuno di noi di restare vigili, questa lotta non sarà mai vincente se si basa su pregiudizi e cliché”, ha deplorato in un tweet.

    La settimana scorsa, in seguito all’attentato alla questura di Parigi, il presidente Emmanuel Macron aveva invitato l’intero Paese a “fare quadrato” contro “l’idra islamista”, contribuendo alla costruzione di una “società della vigilanza” in funzione anti-jihad.

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