Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
  • Esteri
  • Home » Esteri

    Elezioni Israele 2019, il 17 settembre la sfida Netanyahu-Gantz

    Di Laura Melissari
    Pubblicato il 16 Set. 2019 alle 09:24 Aggiornato il 16 Set. 2019 alle 10:59

    Elezioni Israele 2019, il 17 settembre la sfida Netanyahu-Gantz

    Martedì 17 settembre si tengono le elezioni parlamentari 2019 in Israele. I cittadini dello stato ebraico sono chiamati per la seconda volta in un anno alle urne.

    Il 30 maggio 2019 la Knesset, il parlamento israeliano, aveva votato per il suo stesso scioglimento, dal momento che dopo le elezioni del 9 aprile, non era stato possibile formare un nuovo governo e aveva convocato le elezioni anticipate.

    Sono circa 6,3 milioni gli israeliani che si recheranno alle urne per eleggere i  120 membri della Knesset.

    Il parlamento viene eletto a suffragio universale. La soglia di sbarramento per partiti e coalizioni è del 3,25 per cento e la distribuzione dei seggi avviene su base proporzionale. La legge elettorale prevede anche l’assegnazione di seggi extra per ridistribuire i voti ricevuti dai partiti che non sono riusciti a entrare in Parlamento.

    Chi gode della maggioranza in parlamento, 61 seggi, ha poi diritto a esprimere il premier. Nessun partito riuscirà con buona probabilità a raggiungere autonomamente questa quota, e quindi sarà necessaria l’alleanza con altri partiti.

    Elezioni Israele 2019, i candidati: liste e partiti

    Qui di seguito tutte le liste e i partiti candidati alle elezioni 2019 in Israele:

    Blu e bianco

    Lista formata dai partiti di Israeli Resilience, Yesh Atid e Telem. È una nuova coalizione di centro guidata dall’ex generale Benny Gantz (qui il suo profilo) e nata in opposizione al partito del premier uscente Netanyahu. Propone il riconoscimento degli stessi diritti ai cittadini arabi e la leva obbligatoria per gli ultraortodossi.

    Likud

    Partito di destra guidato dal premier uscente Benjamin Netanyahu (qui il suo profilo), al governo dal 2009. Al centro del suo programma elettorale vi sono il sostegno agli insediamenti nei Territori occupati, la privatizzazione dell’economia e una politica forte contro i palestinesi.

    La Nuova Destra

    Movimento di destra capeggiato da Naftali Bennett e Ayelet Shaked si rivolge a quella parte della popolazione che si oppone con maggiore forza alle rivendicazioni dei palestinesi e promuove la crescita degli insediamenti.

    Jewish Home-Jewish Power (Yamina)

    Unione di due partiti sionisti, nazionalisti e conservatori dell’estrema destra che hanno promesso di eradicare completamente il “problema palestinese”.

    Israel Beiteinu

    È il partito che rappresenta gli interessi degli immigranti russofoni. Si concentra principalmente sul tema della sicurezza.

    Kulanu

    Partito di centro-destra che mira a ridurre il costo della vita in Israele.

    Zehut

    Partito liberale, promuove le libertà individuali, chiede la liberalizzazione della cannabis ed è a favore di un controllo totale di Israele sui Territori occupati.

    Labor

    Principale partito di sinistra del paese di ispirazione socialista e sionista rappresentato da Avraham Gabbay.

    Meretz

    Movimento considerato di estrema sinistra nel panorama israeliano, si colloca tra i partiti sionisti e supporta il raggiungimento di un accordo per la creazione di uno Stato palestinese.

    United Torah Judaism

    Partito che raccoglie i voti degli ebrei haredim (forma conservatrice ultra ortodossa dell’ebraismo), si oppone alla coscrizione obbligatoria.

    Shas

    Partito sefardita, si batte per i diritti degli ebrei provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente.

    Hadash-Taal

    Coalizione di due partiti arabi, chiede la creazione di uno Stato palestinese e pone al centro della sua agenda i diritti della minoranza araba.

    Balad-Raam

    Altra coalizione araba, sostiene l’idea di uno Stato israeliano secolare in cui i cittadini abbiano gli stessi diritti a prescindere dalla religione. È favorevole alla creazione di uno Stato palestinese.

    Elezioni Israele 2019, i sondaggi

    Secondo i sondaggi più recenti, il primo ministro, Benjamin Netanyahu, è in leggero svantaggio rispetto al partito Blu e Bianco, guidato dall’ex capo di Stato maggiore Benny Gantz e dal giornalista e conduttore tv Yair Lapid, per 32 seggi a 31. (Qui i dettagli sui sondaggi 2019)

    Qui una media degli ultimi sondaggi a cura del quotidiano israeliano Haaretz:

    I risultati della tornata elettorale del 9 aprile

    Alle elezioni del 9 aprile 2019, Likud e Blu e bianco avevano ottenuto rispettivamente 35 seggi. Otto erano andati al partito ultraortodosso Shas, e 8 all’ala ultraortodossa UTJ. 

    Il partito laburista e la lista araba Hadash-Taal hanno preso rispettivamente 6 seggi alla Knesset, mentre Yisrael Beitenu dell’ex ministro della Difesa Avigdor Lieberman può contare su 5 seggi. Stesso risultato per la Destra unita.

    Quattro seggi a testa inveve per Kulanu del ministro delle Finanze Moshe Kalon, l’alleanza arabo israeliana Raam-Balad e il partito della sinistra israeliana Meretz.

    Non hanno superato la soglia di sbarramento invece la Nuova destra del ministro dell’Educazione Naftali Bennett e la ministra della Giustizia Ayelet Shaked e il partito libertario di destra Zehut.

    Leggi l'articolo originale su TPI.it
    Mostra tutto
    Exit mobile version