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    Francia, boom di rifiuti per il vaccino Moderna: “La gente lo confonde con AstraZeneca”

    Credit: Peter Endig/dpa-Zentralbild/ZB/ANSA

    A rischio la campagna vaccinale: l’Istituto superiore di Sanità (Has) francese ha raccomandato ieri una seconda dose di Moderna ai soggetti minori di 55 anni a cui sia già stato somministrato il vaccino AstraZeneca

    Di Redazione TPI
    Pubblicato il 10 Apr. 2021 alle 09:48 Aggiornato il 10 Apr. 2021 alle 09:49

    Il vaccino contro la Covid-19 prodotto dalla casa farmaceutica statunitense Moderna incontra la diffidenza dei francesi, preoccupati dalle polemiche e dai rischi evidenziati dal siero AstraZeneca. Il problema, denunciato dal quotidiano transalpino Le Parisien, è emerso in particolare al centro vaccinale dello Stade de France di Parigi.

    Gli slot riservati la scorsa settimana alle prenotazioni sul portale Doctolib.fr rivelano infatti un’enorme differenza tra gli appuntamenti per le dosi del vaccino Pfizer/BioNTech e quelli per Moderna, per lo più scartati, nonostante un’efficacia simile dei due sieri contro il Coronavirus.

    Cosa sta accadendo in Francia, soprattutto tra gli abitanti della regione di Parigi? Secondo gli esperti citati dal quotidiano transalpino, il pubblico comincia a confondere AstraZeneca e Moderna. Eppure le spiegazioni rivolte alla popolazione non sembra aver avuto effetto sulla popolazione.

    “La gente confonde AstraZeneca e Moderna. Spiegare non serve, ripetiamo a tutti che Moderna è la stessa cosa di Pfizer, funzionano con lo stesso principio, gli Rna sono un pò diversi, ma a livello di effetti collaterali ed efficacia sono esattamente la stessa cosa”, ha spiegato il dottor Frederic Adnet, medico dell’ospedale Avicenne, come riporta La Repubblica. “La situazione è delicata”.

    Così, il maggior centro vaccinale francese, quello dello Stade de France, rischia di veder rallentare la campagna di somministrazioni, visto il grave squilibrio tra chi vuole un’iniezione del siero di Pfizer/BioNTech, la quasi totalità dei 6.700 prenotati solo nella scorsa settimana, e chi opta per il vaccino prodotto da Moderna.

    Gli esperti francesi non comprendono al momento la reticenza nei confronti del siero della casa farmaceutica statunitense, che sfrutta la medesima tecnica basata sul mRNA messaggero usata da Pfizer/BioNTech e la cui efficacia contro la Covid-19 si è dimostrata superiore al 90 per cento, risultando valido anche contro le varianti del Coronavirus.

    Va detto che, anche se diversissimi da quelli per trombosi provocati in rarissimi casi da AstraZeneca, il vaccino Moderna non è privo di rischi, come non lo è alcun altro siero o farmaco.

    Un nuovo studio ha mostrato come il vaccino sviluppato da Moderna e NIAID determini un numero maggiore di effetti collaterali rispetto a quello realizzato dal colosso farmaceutico Pfizer in collaborazione con l’azienda tedesca BioNTech. Inoltre, gli ultimi dati provenienti dalla Spagna indicano, in numeri assoluti, un maggior numero di reazioni negative sperimentate da chi ha ricevuto il siero di Moderna rispetto a coloro a cui è stato somministrato il vaccino di AstraZeneca.

    Circa il 70 percento delle persone cui era stato inoculato il vaccino ha dichiarato di aver sperimentato sintomi al sito dell‘infezione, come dolore, gonfiore e arrossamento, mentre il 35 percento ha sperimentato effetti collaterali più generalizzati, come affaticamento e brividi. Sebbene chi abbia ricevuto entrambe le dosi del siero di Moderna abbia sperimentato un’incidenza ancora superiore di effetti collaterali, nessuno ha sviluppato reazioni gravi. A essere interessati dagli effetti collaterali sono infatti soprattutto i giovani e le donne, che hanno notoriamente un sistema immunitario più reattivo.

    La crescente diffidenza nei confronti di questo vaccino potrebbe mettere a rischio la campagna vaccinale francese, visto che l’Istituto superiore di Sanità (Has) transalpino ha raccomandato ieri una seconda dose di Moderna ai soggetti minori di 55 anni a cui sia già stato somministrato il vaccino AstraZeneca. Tutto questo mentre le terapie intensive in Francia restano profondamente sotto pressione e si contano ancora oltre 41 mila nuovi casi al giorno a livello nazionale.

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