Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Menu
  • Esteri
  • Home » Esteri

    Coronavirus, dopo il primo contagio si diventa immuni? La posizione dell’Oms

    Di Marta Vigneri
    Pubblicato il 14 Apr. 2020 alle 13:28

    Immunità al Coronavirus dopo il primo contagio: la posizione dell’Oms

    Dopo esser guariti dal Coronavirus si diventa immuni a un nuovo contagio? La comunità scientifica internazionale non ha ancora trovato una risposta. Sul tema sono intervenuti gli esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nell’ambito di una conferenza sul Covid-19 che si è tenuta lunedì 13 aprile a Ginevra. “Non abbiamo ancora una risposta definitiva”, ha dichiarato il direttore esecutivo dei programmi di emergenza dell’Oms, Mike Ryan. Uno studio preliminare condotto a Shangai ha mostrato che su un campione definito di pazienti, alcuni non avevano sviluppato “alcuna risposta anticorporale”, altri invece si. Ma questi ultimi non sono per questo automaticamente immuni. “Avere gli anticorpi non significa essere immuni. Sono due questioni separate”, ha specificato Maria Van Kerkhove, la principale esperta di Covid-19 dell’Oms.

    Oltre 300mila dei 1,87 milioni di casi di Coronavirus in tutto il mondo sono guariti, hanno osservato i funzionari dell’Oms, aggiungendo però di aver bisogno di più dati per analizzare la loro risposta anticorporale, comprendere se questa comporta in un secondo momento anche lo sviluppo dell’immunità e, se si, per quanto tempo. “Ci sono molte situazioni in cui chi ha contratto un’infezione virale non cancella completamente il virus dal proprio sistema”, ha osservato ancora Mike Ryan. “Alcuni pazienti possono anche eliminare l’infezione principale ma sviluppare un’infezione batterica secondaria”, ha aggiunto. Intanto, il Centro americano per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie sta sviluppando alcuni test per rilevare la presenza di anticorpi contro il Coronavirus e determinare se una persona è immune o meno alla malattia. Ma secondo l’Oms questo tipo di test non è in grado di fornire una risposta certa sulle difese immunitarie di un paziente.

    L’Oms, nell’ambito della stessa conferenza, ha anche espresso la sua preoccupazione sul possibile allentamento delle norme di sicurezza di cui già si discute in alcuni Paesi. “Mentre il Covid-19 accelera molto velocemente, decelera in modo molto più lento. In altre parole, la discesa è più lenta della salita”, ha detto il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Significa che le misure di contenimento devono essere ridotte lentamente e con cautela. Non può succedere tutto all’improvviso”, ha concluso.

    Leggi anche:

    1. Coronavirus, in Veneto test sugli anticorpi “per scoprire chi è immune e può tornare a lavorare” 2. ESCLUSIVO TPI: “Tamponi, tracciamento digitale e niente lockdown: così abbiamo contenuto il Coronavirus”. Il ministero della Salute della Corea del Sud spiega il modello coreano 3. Coronavirus, cos’è successo a febbraio in quella clinica di Piacenza? La vera storia di un boom di contagi (di S.Lucarelli) 4. ESCLUSIVO TPI: Una nota riservata dell’Iss rivela che il 2 marzo era stata chiesta la chiusura di Alzano Lombardo e Nembro. Cronaca di un’epidemia annunciata

    TUTTE LE NOTIZIE SUL CORONAVIRUS IN ITALIA E NEL MONDO
    Leggi l'articolo originale su TPI.it
    Mostra tutto
    Exit mobile version