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    Cisgiordania, coloni israeliani rubano l’acqua dei palestinesi e trasformano un’area archeologica in una piscina

    Credit: AGF

    È quanto sarebbe avvenuto, secondo il quotidiano "Haaretz", a Petza’el, nella Valle del Giordano

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 18 Giu. 2026 alle 11:57 Aggiornato il 18 Giu. 2026 alle 11:58

    L’ennesimo sopruso da parte dei coloni israeliani nei confronti dei palestinesi si sarebbe consumato a Petza’el, in Cisgiordania, nella Valle del Giordano. Qui, come racconta il quotidiano israeliano Haaretz, gruppi di coloni israeliani avrebbero deviato l’acqua da sorgenti e infrastrutture idriche utilizzate dalle comunità palestinesi per realizzare un’attrazione turistica all’interno di alcune antiche rovine romane. Il tutto sarebbe avvenuto con il sostegno e l’approvazione di alcuni membri del governo di Tel Aviv tra cui Amichai Eliyahu, ministro del Patrimonio nell’esecutivo guidato dal premier Benjamin Netanyahu.

    La vicenda risale a circa due settimane fa quando i coloni, come raccontato da uno degli agricoltori palestinesi della zona, avrebbero distrutto una conduttura per deviare il flusso: “E ora non abbiamo più acqua. Se riparassimo la conduttura i coloni
la ri-distruggerebbero il giorno dopo. Sono pericolosi”. Definita “un’iniziativa ambientalista e ricreativa”, l’acqua è servita a riempire una pozza, trasformandola in una vera e propria piscina, rinominata come “La piscina di Erode”. Qui sono state issate bandiere israeliane e si tengono preghiere di massa in quella che è diventata una vera e propria attrazione turistica a discapito dei palestinesi che ora devono affrontare razionamenti, aggravando una situazione 
già critica di scarsità d’acqua.

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