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    Ex Ilva: ArcelorMittal avvia procedura di cassa integrazione per 3500 operai dopo lo stop all’Altoforno 2

    La decisione dell'azienda è stata comunicata dai sindacati della Fim Cisl Taranto-Brindisi

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 11 Dic. 2019 alle 16:27 Aggiornato il 11 Dic. 2019 alle 16:32

    Ex Ilva: ArcelorMittal avvia procedura di cassa integrazione per 3500 operai

    ArcelorMittal avvia la procedura di cassa integrazione per 3500 operai che lavorano nello stabilimento Ex Ilva: lo annuncia la Fim Cisl Taranto-Brindisi.

    La decisione dell’azienda arriva dopo il rigetto dell’istanza avanzata dai commissari dell’Ilva di proroga allo spegnimento di Afo2.

    I sindacati precisano che “nelle 3.500 unità sono compresi 1.273 che sarebbero stati collocati in Cigo”.

    I commissari straordinari dell’Ilva in amministrazione straordinaria, intanto, stanno valutando il ricordo al Tribunale dell’appello contro la decisione del giudice Francesco Maccagnano, che nella giornata di mercoledì 11 dicembre ha respinto l’istanza di proroga della facoltà d’uso, che scadrà venerdì 13 dicembre.

    L’impianto è stato sequestrato nel giugno 2015 dopo l’incidente sul lavoro costato la vita all’operaio Alessandro Morricella, investito da una fiammata mista a ghisa incandescente mentre misurava la temperatura del foro di colata dell’Altoforno 2.

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