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    Libero e Il Giornale contro Silvia Romano: ecco le prime pagine shock dei due quotidiani sulla cooperante italiana

    I due giornali si sono scagliati contro la ragazza, prigioniera per un anno e mezzo in Africa, per la sua conversione all'Islam

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 11 Mag. 2020 alle 07:38 Aggiornato il 11 Mag. 2020 alle 08:33

    Liberazione Silvia Romano: le prime pagine shock del Giornale e Libero

    “Abbiamo liberato un’islamica” e “Islamica e felice Silvia l’ingrata”: sono le prime pagine shock che Libero e il Giornale hanno proposto nella giornata di lunedì 11 maggio parlando della liberazione di Silvia Romano (qui il suo profilo), la cooperante italiana rilasciata dopo un anno e mezzo di prigionia in Africa e tornata in Italia nel primo pomeriggio di domenica 10 maggio. All’interno dei due giornali alla ragazza fondamentalmente non viene perdonato il fatto di essersi presentata all’aeroporto di Ciampino, a Roma, con un abito tradizionale islamico, frutto della sua conversione avvenuta, secondo quanto raccontato dalla Romano agli inquirenti, in modo spontaneo. Il fatto di essersi convertita all’Islam e di aver indossato gli abiti tradizionali rappresenta secondo i due giornali un segno di ingratitudine della Romano nei confronti dell’Italia.

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    L’opinione dei due giornali era stato in qualche modo anticipata dai rispettivi direttori, Vittorio Feltri per Libero e Alessandro Sallusti per il Giornale sui rispettivi profili social. Feltri, infatti, nella giornata di domenica 10 maggio scriveva su Twitter: “Pagare il riscatto per Silvia significa finanziare i terroristi islamici. Che sono amici della ragazza diventata musulmana. Bella operazione” e “A me se una si converte all’Islam non mi importa niente ma non mi va neanche di applaudirla. Mi secca un poco se per riportarla in Italia lo Stato spende qualche milione degli italiani”. Alessandro Sallusti, invece, sui social ha scritto: “Silvia è tornata, bene ma è stato come vedere tornare un prigioniero dei campi di concentramento orgogliosamente vestito da nazista. Non capisco, non capirò mai”.

    Leggi anche: 1. Il racconto di Silvia Romano: “Mi dissero che non sarei stata uccisa” / 2. Bentornata Silvia, oggi più che mai abbiamo bisogno del meglio della tua generazione

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