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    30 casi di rara trombosi negli Usa con Pfizer e Moderna, ma nessuno li ha sospesi. Perché?

    A febbraio erano emersi 36 casi simili su più di 31 milioni di persone vaccinate negli Stati Uniti. Ma anche in quel caso nessuna correlazione coi vaccini è stata dimostrata scientificamente e dall'Fda non è arrivato nessuno stop

    Di Anna Ditta
    Pubblicato il 16 Mar. 2021 alle 14:39 Aggiornato il 16 Mar. 2021 alle 15:47

    Era l’8 febbraio 2021 quando il New York Times pubblicava un articolo sui rari casi di pazienti sottoposti alle vaccinazioni anti-Covid che sembravano aver sviluppato una rara malattia del sangue: la trombocitopenia immune, una forma di malattia autoimmune caratterizzata da un’estrema mancanza di piastrine, essenziali per la coagulazione del sangue. I casi riscontrati negli Usa, riportava il quotidiano statunitense, si erano verificati in pazienti che avevano ricevuto le dosi Pfizer o Moderna, i due vaccini autorizzati fino a quel momento nel Paese, ma l’incidenza dei casi non è stata così rilevante da portare a uno stop della campagna di vaccinazione, che è proseguita senza intoppi.

    A poco più di un mese di distanza, sembra possa essere proprio la trombocitopenia immune la causa della sospensione delle somministrazioni del vaccino di AstraZeneca deciso tra ieri e oggi dall’Aifa e dalle agenzie del farmaco di altri Paesi europei, come ha fatto notare il giornalista scientifico Marco Cattaneo, direttore di diversi periodici, tra cui National Geographic, Le Scienze e Mind, in un post che ha pubblicato su Facebook sull’argomento.

    “Personalmente, ritengo che questa vicenda faccia capire innanzitutto l’efficienza della farmacovigilanza”, fa notare Cattaneo nel suo post. “In secondo luogo, che il rapido sviluppo dei vaccini non c’entra nulla: un effetto così raro difficilmente si sarebbe evidenziato con nessuna sperimentazione, perché in nessuna sperimentazione sono coinvolti milioni di persone. Infine, se anche dovesse emergere un’associazione, il rischio di un effetto avverso così grave è, con i numeri che si sono fin qui registrati, molto molto inferiore al rischio di ammalarsi di Covid e morirne. Perché non dobbiamo dimenticare che a oggi, in Italia, di Covid sono morte quasi 2 persone ogni 1000 abitanti. In poco più di un anno”.

    I dati in Usa e in Europa

    “Più di 31 milioni di persone negli Stati Uniti hanno ricevuto almeno una dose (di vaccino, ndr) e 36 casi simili erano stati segnalati al sistema di segnalazione governativo degli eventi avversi dei vaccini, VAERS, entro la fine di gennaio”, si legge nell’articolo del Nyt. “I casi riguardavano il vaccino Pfizer-BioNTech o Moderna, gli unici due finora autorizzati per uso di emergenza negli Stati Uniti”.

    Secondo le informazioni arrivate dai dati dell’Istituto Paul Ehrlich (PEI) tedesco, in Germania sono stati registrati 7 casi di trombosi cerebrale del seno venoso, associata alla trombocitopenia immune. I casi tedeschi si sono verificati su 1,6 milioni di somministrazioni, quindi con una percentuale bassa, ma che non è bassissima se consideriamo che questa rara forma di trombosi colpisce in media 3-4 persone su un milione all’anno negli adulti.

    Per quanto riguarda in generale l’Europa, secondo i dati diffusi finora, i casi di trombo-embolie riscontrate sarebbero invece 37 su 17 milioni di vaccinati in Ue e nel Regno Unito (non è ancora noto invece il dato sui casi specifici di trombocitopenia immune). Sono numeri molto bassi, ma su cui l’Agenzia europea vuole vederci chiaro: all’Ema toccherà provare a fare chiarezza sulle cause di questi rari casi di trombosi e l’eventuale collegamento con le vaccinazioni.

    Lo stop di AstraZeneca in Italia e negli altri Paesi Ue

    Lo stop delle somministrazioni del vaccino di AstraZeneca è stato deciso da diversi Paesi europei dopo alcuni rari casi di soggetti che, dopo le vaccinazioni, hanno sviluppato trombosi o embolie. La correlazione col vaccino non è ancora certa ma, nell’attesa che l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) faccia chiarezza sul punto, alcuni Paesi Ue hanno deciso di sospendere in via precauzionale le inoculazioni del vaccino.

    “Per il momento non ci sono indicazioni che il vaccino abbiamo causato queste condizioni, non sono emerse nei test clinici ne sono stati indicati come effetti collaterali noti”, ha ribadito oggi la direttrice dell’Ema, Emer Cooke, in conferenza stampa. “Molte migliaia di persone sviluppano trombosi ogni anno in Europa per cause di differenti” quindi la valutazione in corso dell’Ema nasce per rispondere alla domanda: “Si tratta di un effetto collaterale o coincidenza?”. Per conoscere la risposta dovremo attendere la fine della revisione, che richiederà ancora qualche giorno.

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