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    “Lombardi cog**oni?” Polemica furiosa tra Feltri e Michele Serra

    Di Lara Tomasetta
    Pubblicato il 17 Apr. 2020 alle 08:08 Aggiornato il 17 Apr. 2020 alle 11:25

    Vittorio Feltri non si è lasciato passare la mosca sotto al naso nemmeno questa volta. Stiamo parlando di un articolo di Michele Serra dal titolo “Il cielo di Lombardia” apparso sul quotidiano Repubblica qualche giorno fa, e pesantemente contestato dal direttore di Libero. “Secondo Michele Serra, giornalista ex comunista (lavorò all’ Unità, organo del Pci), noi lombardi siamo tradizionalmente dei coglioni, poiché abbiamo la cattiva abitudine di sgobbare, peggio, di pensare soltanto al lavoro trascurando tutto il resto, soprattutto l’ ambiente. Egli citando uno scrittore inglese, Ian McEwan, afferma: ‘Quanto è brutto il cielo di Lombardia quando è brutto’. L’ aria come una discarica, l’ acqua come una discarica, la terra come una discarica, la vita intera immolata, come un capretto sull’altare del fatturato. ‘I lombardi – puntualizza Serra – si sono dati i governi che volevano: li hanno votati, hanno sempre ignorato ogni correzione alla religione del profitto. I conti devono farli loro, e tra loro'”, scrive Feltri.

    Il direttore di Libero accusa Serra di aver criticato in modo pretestuoso i cittadini lombardi e dà vita alla sua arringa difensiva: “Scusa, Michele, ma quando mai abbiamo chiesto aiuti ad altri per aggiustare le nostre finanze? Non siamo noi ad aver bisogno di voi, semmai è il contrario. Quanto ai governi, ovvio, li abbiamo designati, mancava solamente che ce li selezionassi tu. Se non erro, in democrazia le regole sono queste. Che bei pensierini ha espresso Michele! Peccato che non appaiano aderenti alla realtà. Tanto per cominciare, faccio presente che questa disprezzata regione, inquinata quale immondezzaio, detiene un record nazionale: in essa si campa più a lungo”.

    E ancora: “Segno che lo smog è un toccasana? Oppure che McEwan e chi lo prende ad esempio sono spesso preda di allucinazioni? Propendo per la seconda ipotesi in quanto suffragata da dati statistici inequivocabili.
    Ritengo che la longevità dei milanesi, dei bergamaschi e dei bresciani sia dovuta non certo a questioni antropologiche, bensì al fatto che da queste parti la sanità sia più efficiente che altrove. Si vede che i cittadini non perseguono solamente il guadagno, piuttosto si consacrano più di altri italiani al buon funzionamento del Welfare”.

    E poi, la stoccata finale: “Consiglio a Serra di aggiornare le sue opinioni inesatte compiendo un salto alla Bocconi e al Politecnico oppure all’ Università di Bergamo, i cui frequentatori non sono magutt bensì studenti provenienti dall’intera penisola. Mi rifiuto di credere che tanti giovani raggiungano la Lombardia per respirare aria sporca; ho il sospetto che immigrino allo scopo di ricevere una istruzione di alto livello la quale consenta loro di campare meglio. Mi sembra un’ idiozia attribuire il dilagare del virus ai muratori orobici, agli operai e ai piccoli industriali brianzoli. Ultima annotazione dedicata al collega Serra di Repubblica. Senza le monete che i lombardi regalano a Roma sotto forma di tasse inique l’ Italia del sole, del mare e dei mandolini cadrebbe in malora a prescindere da Corona. Sia fatta la volontà di dio, Soldo”.

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