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    Migranti: nave della Ong Mediterranea salva 54 persone al largo della Libia. Salvini: “Vada a Tunisi”

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 4 Lug. 2019 alle 17:51 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 02:28

    Migranti: nave della Ong Mediterranea salva 54 persone

    La nave Alex, della Ong Mediterranea, ha salvato 54 migranti, tra cui 11 donne, di cui 3 incinte e una in gravi condizioni, e 4 bambini, che si trovavano a bordo di un gommone, in difficoltà al largo della Libia.

    “Navighiamo verso nord, in attesa che ci venga data una risposta e ci venga assegnato un porto sicuro dove sbarcare e dove concludere l’operazione di salvataggio. È chiaro che il primo posto che incontri procedendo è Lampedusa, ma è questione di geografia non di opinioni”, scrive su Twitter la ong intorno alle 23 del 4 luglio.

    A comunicare il salvataggio è stata la stessa Mediterranea Saving Humans sul proprio profilo Twitter, nel pomeriggio di giovedì.

    Subito dopo il salvataggio, la Ong su Twitter ha chiesto un porto sicuro dove poter sbarcare.

    Immediata la risposta del ministro dell’Interno Matteo Salvini che, sul suo profilo Facebook, ha intimato alla nave di sbarcare a Tunisi, che attualmente è il posto più vicino all’imbarcazione.

    “Se questa ong ha davvero a cuore la salvezza degli immigrati faccia rotta nel porto sicuro più vicino, altrimenti sappia che attiveremo tutte le procedure per evitare che il traffico di esseri umani abbia l’Italia come punto di arrivo” ha aggiunto il leader della Lega.

    Successivamente, sempre su Twitter, la Mediterranea ha postato le foto di alcuni dei migranti presenti a bordo, tra cui una delle donne incinte.

    Sempre sui social, la Ong poco prima aveva avvertito che si sarebbe diretta verso l’imbarcazione in difficoltà per evitare che la Guardia costiera libica intervenisse.

    Secondo quanto riferito da Mediterranea, infatti, le autorità italiane erano state avvertite del pericolo, ma avevano risposto che sul posto stava per intervenire una motovedetta della Guardia costiera libica.

    Una opzione, che non era contemplata dalla Ong dal momento che la Libia non è considerata un porto sicuro, alla luce anche dei recenti fatti di cronaca.

    La Ong Mediterranea aveva annunciato il suo ritorno in mare con un’imbarcazione lo scorso 1 luglio in una conferenza stampa tenutasi a bordo della nave “Rainbow Warrior” di Greenpeace, ancorata al porto di Palermo.

    Poco prima, la Ong, che sta pattugliando la zona Sar libica, aveva dato notizia del ritrovamento del relitto di un gommone.

    Intanto, secondo quanto riferito da Alarm Phone, la piattaforma che aiuta i migranti nel Mediterraneo e che si pone come obiettivo di “consentire alla società civile di monitorare ciò che accade in mare”, al largo della Tunisia vi sarebbe stato il naufragio di un’imbarcazione con 80 persone a bordo.

    La notizia di questo nuovo tentativo di salvataggio da parte di Mediterranea, arriva proprio nel giorno in cui diverse Ong hanno dichiarato di essere pronti a “fare come la Sea Watch, seguendo la legge del mare”.

    Intanto, dalla Libia arriva la notizia del possibile rilascio di tutti i migranti dai centri di detenzione.

    Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni la misura potrebbe riguardare tra le 6mila e le 7mila persone, di cui 3mila solo a Tripoli.

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