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    Fabrizio Corona: “Hanno provato ad ammazzarmi. Nina Moric e Belen? Mai amate”

    Di Anton Filippo Ferrari
    Pubblicato il 14 Nov. 2020 alle 16:15

    “Penso che morirò ammazzato. Tanti mi vorrebbero morto”. L’ex re dei paparazzi Fabrizio Corona si è raccontato nell’autobiografia “Come ho inventato l’Italia” presentata nel corso di un’intervista al Corriere della Sera. Tanti i temi trattati: dalla violenza al suo rapporto con Nina Moric e Belen Rodriguez: “Non le ho mai amate”.

    Riguardo a uno dei tentativi di omicidio, Corona ha spiegato come l’ha scampata e di non aver mai denunciato nessuno. “C’era un mio cliente nipote di un potente molto celebre nella storia d’Italia che mi fa causa: secondo lui, gli dovevo dei soldi. Ma la regola della malavita è che, se fai causa, non puoi mandare il recupero crediti. Se hai messo le carte in mano alla madama (alla polizia) non puoi mandare il balordo a pestare il debitore: se no, la madama fa due più due. Non puoi stare col male e col bene. Chiaro?”. Il racconto di Fabrizio Corona continua: “Arrivano in ufficio due albanesi. Uno dice: Corona, hai un problema con xx, vedi di dargli i soldi immediatamente. E io: ah sì? Usciamo e vediamo. Scendo, il mio autista mi segue e scatta la rissa. Accorrono baristi, tabaccai, gli albanesi scappano. Dopo un po’, un tale mi dice che c’è uno pesante di una famiglia balorda che mi vuole parlare. Era grossissimo e sul cucuzzolo della testa rasata aveva tatuata la sigla Acab: all cops are bastards, tutti i poliziotti sono bastardi. Mi dice: sono venuti due albanesi per comprare una pistola e noi, prima di vendere una pistola, vogliamo sapere a che servirà”. L’arma sarebbe servita, a detta di Corona, per gambizzarlo.

    “Non sono mai stato un criminale, sono un furbo navigato che non fatto male alla povera gente, ma ha sfruttato e fregato un sistema già di per sé corrotto… Ho fatto sei anni di carcere, anche in quelli di criminali efferati, gente di cui ho dovuto essere amico per salvare la pelle e che, quando escono, sanno dove trovarmi – le sue parole -. Ora, magari arrivano e dicono: prestami diecimila euro. E io: ‘sto cavolo. Poi, dai domiciliari, esco per andare allo Smi, un centro di recupero di esecuzione penale, e lì ci sono altri criminali, che pure vogliono favori. Prima, davo retta, ora, fingo di non sentire, li mando a quel paese. E questa è gente che se la prende. Tanti mi vorrebbero morto”.

    Poi sul suo personaggio: un uomo ossessionato dal denaro pronto a sfruttare gli amori e il figlio pur di accumulare copertine. Nonostante le difficoltà “continuo ad andare in tv e fare cinque punti di share. Se non fossi ai domiciliari, sarei ancora il più richiesto nei locali. Se tornassi a fare Fabrizio Corona sarei ancora un uomo da tre milioni di euro l’anno”. Poi qualche parola sul figlio e le sue ex: “All’inizio era un progetto editoriale. A quei tempi, non esistevano i social, però c’era la copertina, la sfilata col pancione, l’esclusiva del parto… Oggi, il 99 per cento degli influencer ha figli come progetto editoriale. Fedez e Ferragni coi figli aumentano le visualizzazioni, vendono emozioni, monetizzano… Sono progetti anche gli amori. Confondi le cose. Ti innamori degli altri che si innamorano della tua storia. Io, più Belén Rodriguez o Nina Moric diventavano famose, più le amavo. Ma ora so che non era vero amore”.

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