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    Spostamenti Dpcm, prepariamoci alla grande fuga del 20 dicembre: treni e bus quasi al completo

    Di Lara Tomasetta
    Pubblicato il 4 Dic. 2020 alle 08:26 Aggiornato il 4 Dic. 2020 alle 08:28

    Il premier Giuseppe Conte nella notte ha firmato il nuovo Dpcm. Sono confermate le restrizioni che vendono lo stop agli spostamenti interregionali tra il 21 dicembre e il 6 gennaio. Misure adottate per evitare una terza ondata di pandemia e rese note nel momento in cui la curva dei contagi inizia a scendere, nonostante il numero dei morti segni tristemente un record: 993 nella giornata di ieri, il dato più alto da inizio pandemia.

    Nella serata Conte ha illustrato le nuove misure e molti italiani hanno iniziato a pensare come organizzarsi per trascorrere queste strane feste natalizie in compagnia dei propri cari. L’anno scorso nel periodo delle festività si sono mossi oltre 10 milioni di persone, quest’anno i numeri saranno certamente inferiori ma per studenti fuori sede e lavoratori c’è comunque l’ansia di tornare a casa. E lo dimostrano le prenotazioni dei treni: ieri, nel giro di qualche ora dalla diffusione della bozza del nuovo decreto, già si registravano i primi tutto esaurito.

    Come riporta il Messaggero, sono già completi i tre Frecciarossa pomeridiani da Roma a Lecce del 18 dicembre, il Milano–Reggio Calabria delle 20,10, pieno anche il Milano–Napoli del 20 dicembre alle 6,45. I vagoni sono al 50% della capienza per rispettare le regole del distanziamento e le compagnie riorganizzano le linee. Anche Flixbus sta riempiendo in fretta i sedili dei pullman: finiti i posti sul Milano-Napoli di sabato 19 dicembre alle 19,10, solo due disponibili con destinazione Roma il 18 a mezzogiorno. Il rischio di affollamento sui mezzi pubblici a ridosso del 20 dicembre è concreto e il Viminale ha diramato indicazioni precise a questure e prefetture: più agenti di polizia locale e forze dell’ordine nelle stazioni.

    C’è quindi da prepararsi a una grande fuga anticipata. Viene dunque da richiamare le raccomandazioni dell’infettivologo del Sacco di Milano Massimo Galli: “Se tutti pensano ‘non sarò certo io a peggiorare la situazione comportandomi così’, quel che succede è che la gente si affolla e ammassandosi ricominceremo daccapo”.

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